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Haiti, ucciso il presidente Moise, moglie in fin di vita, commando di sicari stranieri

Assassinati nella notte. La Repubblica Dominicana chiude immediatamente i confini. La Casa Bianca: "terribile e tragico"; l'ONU: "ripugnante"

Il presidente Jovenel Moïse della Repubblica di Haiti si rivolge alla settantatreesima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UN Photo/Cia Pak)

Il presidente di Haiti, Jovenel Moise, è stato assassinato in casa da un commando composto da elementi stranieri: lo ha annunciato il premier uscente del Paese, Claude Joseph. La moglie di Moise è rimasta ferita ed è stata portata in ospedale dove secondo alcune fonti sarebbe morta qualche ora dopo, ma poi la notizia è stata smentita. Joseph ha chiesto alla popolazione di restare calma e assicurando che la polizia e le forze dell’ordine terranno la situazione sotto controllo.

La Casa Bianca ha definito “terribile” e “tragico” l’assassinio di Moise. Si tratta di “un attacco terribile, tragico, che ha preso di mira il presidente di Haiti e sua moglie durante la notte”, ha detto Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca. “Siamo pronti ad assistere in qualsiasi forma il popolo e il governo di Haiti”, ha aggiunto.

L’ONU ha definito l’assassinio “ripugnante”. In una dichiarazione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha invitato “tutti gli haitiani a preservare l’ordine costituzionale, a rimanere uniti di fronte a questo atto ripugnante e a respingere ogni violenza”.

La Repubblica Dominicana ha intanto ordinato la “chiusura immediata” del suo confine con Haiti.

Martine Moise, la moglie del presidente di Haiti Jovenel Moise, ucciso nella sua residenza di Port-au-Prince da un gruppo armato, secondo le prime testimonianze non sarebbe sopravvissuta in seguito alle ferite riportate nell’attacco nella residenza presidenziale.
Lo riferisce El Mundo, citando il dottor Hans Lancer, presidente del Comitato olimpico haitiano e vicino di casa della coppia.

– “Non è sopravvissuta” al marito, ha detto il medico a un programma radiofonico locale, ricordando che la donna era stata ricoverata in gravissime condizioni. Ma poi queste dichiarazioni sono state smentite, e la moglie del presidente si troverebbe già in un ospedale di Miami anche e in condizioni gravissime.

L’aggressione arriva sulla scia di un’ondata di violenze tra gang e polizia a Port-au-Prince per il controllo del territorio. Negli ultimi mesi sono aumentati anche i rapimenti con richiesta di riscatto, che riflettono l’accresciuta influenza dei gruppi armati nel Paese. Haiti – una delle nazioni più povere al mondo, vittima di cronici disastri naturali e che ancora deve riprendersi dal devastante terremoto del 2010, che fece 250mila morti e 300mila feriti – doveva tenere a settembre un referendum costituzionale, posticipato già due volte a causa della pandemia.

Sostenuto da Moise, il testo di riforme costituzionali mirava a rafforzare l’esecutivo, ma è stato respinto dall’opposizione e dalle organizzazioni della società civile. I detrattori del defunto presidente sostenevano, inoltre, l’impossibilità di organizzare il voto per via della generale insicurezza nel Paese. Il Consiglio di Sicurezza Onu, gli Stati Uniti e l’Europa hanno fatto appello per elezioni politiche e presidenziali libere e trasparenti entro la fine del 2021. (AGI)

 

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