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Gli Stati Uniti fanno un passo indietro: ripristinato l’obbligo di mascherina al chiuso

Il Centers for Disease Control and Prevention ha deciso di prevenire la diffusione della variante delta tornando sui suoi passi nelle misure per i vaccinati

Il sindaco Bill de Blasio con la mascherina del Calandra Italian American Institute durante la cerimonia sotto la statua di Dante Alighieri - Foto di Terry W. Sanders

Sono stati il primo grande Paese occidentale a sponsorizzare la fine dell’obbligo di mascherina al chiuso, nonostante l’evidenza scientifica della sua utilità. “Sono sorpreso dalla rapidità con cui siamo disposti a scartare ciò che di buono abbiamo imparato”, aveva dichiarato Ian Mackay, professore associato di virologia.

Oggi, dopo tre mesi di esperimento, gli Stati Uniti fanno un passo indietro e il CDC, Centers for Disease Control and Prevention, cambia di nuovo le sue linee guida, raccomandando a tutti gli americani di indossare le mascherine al chiuso negli spazi pubblici.

Il motivo è il dilagare della variante delta, che colpisce, pur senza effetti gravi, anche le persone vaccinate, che a loro volta possono contagiare e creare nuovi focolai. Convincere gli americani a tornare alle vecchie abitudini, però, non sarà facile. “Una volta che hai lasciato uscire il genio dalla bottiglia – ha commentato Lawrence Gostin, professore di diritto sanitario globale alla Georgetown University – è davvero difficile rimetterlo al suo posto”.

Luglio 2020, New York, Identificandosi come un “repubblicano hip hop” di Baltimora, un ragazzo che mostra le contraddizioni che tormentano l’America (di Terry W. Sanders)

Anche l’OMS, tramite il suo portavoce Tarik Jasarevic, ha fatto sapere che l’organismo sanitario globale consiglia ai governi di continuare a enfatizzare le comprovate misure di salute pubblica e sociale, comprese le mascherine, “finché ci sarà la diffusione del virus”.

L’azzardo degli Usa sembra quindi aver fallito, anche considerando che il numero di dosi di vaccino somministrate nelle ultime settimane è meno della metà di quello della settimana del 13 maggio, quando l’obbligo di indossare protezioni individuali è stato tolto.

“Questo è un grave fallimento nella comunicazione sulla salute pubblica – ha dichiarato Christos Lynteris, professore di antropologia medica all’Università St. Andrews in Scozia – poiché idealmente dovremmo incentivare l’utilizzo delle mascherine non soltanto per tutta la durata della pandemia, ma anche negli anni a seguire”.

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