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Muore Gino Strada, fondatore di Emergency al servizio dei più deboli

Il decesso è stato confermato dalla Ong umanitaria e dalla figlia, Cecilia. Soffriva di problemi di cuore

Gino Strada, fondatore di Emergency è scomparso oggi in Normandia all’età di 73 anni. La notizia del decesso è stata confermata da Emergency e dalla figlia, Cecilia. Soffriva di problemi di cuore.

Amici, come avrete visto il mio papà non c’è più. Non posso rispondere ai vostri tanti messaggi che vedo arrivare, perché sono in mezzo al mare e abbiamo appena fatto un salvataggio. Non ero con lui, ma di tutti i posti dove avrei potuto essere…beh, ero qui con la ResQ – People saving people a salvare vite. È quello che mi hanno insegnato mio padre e mia madre“. Questo il suo messaggio su Facebook. “Vi abbraccio tutti, forte, vi sono vicina, e ci sentiamo quando possiamo“, conclude.

La storia di Emergency

Garantire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. È l’idea base intorno a cui il 15 maggio 1994 nasce Emergency, l’associazione umanitaria fondata da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti con Carlo Garbagnati e Giulio Cristoffanini, un gruppo di amici cementato da un periodo di volontariato svolto con la Croce Rossa. Quattro anni dopo sarebbe arrivato il riconoscimento di onlus, l’anno dopo ancora quello di Ong.

In tutto questo lungo periodo – segnato anche da una intensa attività di promozione dei valori di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani – Emergency ha lavorato in 18 Paesi curando 11 milioni di persone in Iraq, Afghanistan, Cambogia, Serbia, Eritrea, Sierra Leone, Sudan, Algeria, Angola, Palestina, Nicaragua, Sri Lanka: secondo i dati della stessa organizzazione, oltre il 90% dei feriti nei vari conflitti sparsi per il mondo è un civile.

Attualmente è presente in Afghanistan, Iraq, Italia, Uganda, Sudan, Eritrea, Sierra Leone offrendo cure gratuite nelle strutture allestite come ospedali, posti di primo soccorso, centri sanitari, centri pediatrici, centri per la riabilitazione, centri di maternità, centri di eccellenza e ambulatori mobili.

In Afghanistan, in particolare, Emergency è presente sin dal 1999 ed ha curato più di 7 milioni di persone: anche nei giorni della drammatica controffensiva talebana, con le città che cadono una dopo l’altra, scriveva Strada proprio sulla ‘Stampa’ di oggi, “gli ospedali e lo staff di Emergency – pieni di feriti – continuano a lavorare in mezzo ai combattimenti, correndo anche dei rischi per la propria incolumità”.

In Iraq l’Ong ha curato oltre un milione di persone sin dal 1995. L’intervento si è concentrato soprattutto nel nord del Paese, una zona piena di mine anti-uomo al confine con l’Iran e la Turchia.

Emergency si è anche impegnata nella creazione e sviluppo di una rete sanitaria di eccellenza in Africa. A questo scopo è stata creata nel 2009 l’African Network of Medical Excellence, con il fine di offrire gratuitamente prestazioni sanitarie di qualità nei Paesi più poveri.

Con l’emergenza Covid-19 Emergency ha messo a disposizione delle autorità sanitarie le competenze maturate nel corso dell’epidemia di Ebola che ha colpito la Sierra Leone nel 2014 e 2015. L’attuale presidente è Rossella Miccio, chiamata a ricoprire la carica nel luglio del 2017. (AGI)

 

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