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In Texas i pro-aborto ottengono una piccola vittoria: niente ban immediato alle cliniche

A due giorni dall’approvazione della legge sull’interruzione di gravidanza, un giudice blocca la richiesta di mettere subito fuorilegge le strutture dove si pratica

Una manifestante in Texas - Twitter

Piccola vittoria dei movimenti abortisti a due giorni dall’approvazione in Texas della legge più restrittiva d’America sull’interruzione di gravidanza. Un giudice statale del Texas ha bloccato la richiesta avviata dal gruppo anti-abortista Texas Right to Life e dai suoi associati di mettere subito al bando le cliniche dove si pratica l’interruzione di gravidanza e legate al Planned Parenthood, l’organizzazione per i diritti delle donne. Il giudice ha ritenuto che il personale medico e le strutture oggetto della richiesta non abbiano, al momento, tutele legali e alternative rispetto a una legge che “crea un probabile, irreparabile e imminente danno nell’interim”.

La legge, entrata in vigore mercoledì, consente a chiunque di citare in giudizio chi sia collegato a un aborto in cui è stata rilevata attività cardiaca nell’embrione già a partire da sei settimane di gravidanza, ovvero prima che la maggior parte delle donne si renda conto di essere incinta.

L’ordine del giudice offre “protezione ai coraggiosi operatori sanitari e al personale dei centri sanitari di tutto il Texas che hanno continuato a offrire assistenza nel miglior modo possibile mentre affrontano sorveglianza, molestie e minacce da parte di vigilanti desiderosi di fermarli”, ha dichiarato la portavoce di Planned Parenthood Helene Krasnoff.

Tuttavia, l’ordine non impedirà gli sforzi di Texas Right to Life, ha affermato Elizabeth Graham, vicepresidente del gruppo. In una dichiarazione, il gruppo ha dichiarato: “Ci aspettiamo che un tribunale imparziale rigetti la causa di Planned Parenthood. Fino ad allora, continueremo i nostri sforzi per garantire che l’industria dell’aborto si adatti pienamente alla nuova legge”.

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