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Vaccino Pfizer-BioNTech sicuro anche per i bambini tra 5 e 11 anni

Manca ora l’autorizzazione della F.D.A. e dopo di che anche i più piccoli potrebbero essere immunizzati entro Halloween

Una bambina di 3 anni riceve un vaccino in un centro sanitario a Pechino - Cina - 26 marzo 2020 (UNICEF / Zhang Yuwei)

Arriva da Pfizer una notizia fondamentale per lo sforzo di immunizzazione globale. Secondo la casa farmaceutica, il loro farmaco è efficace per i bambini tra i 5 e gli 11 anni di età, e prospettano di sottomettere i documenti alla FDA per avere l’approvazione emergenziale entro la fine del mese per iniziare la vaccinazione anche nei più piccoli, finora forzatamente esclusi dalla campagna.

Un’ottima notizia anche perché, dopo mesi e mesi in cui i più piccoli sembravano immuni o quasi dal contagio, la variante Delta colpisce anche i bambini, che negli USA sono più del 20% di tutti i nuovi contagiati. Nonostante rimangano a rischio molto minore rispetto agli adulti, è essenziale, per ridurre la diffusione della pandemia, cominciare a vaccinare anche loro. Nonostante i bambini continuino a manifestare, nella maggior parte dei casi, nessuno o pochi sintomi, possono essere vettori per gli adulti con cui interagiscono, come genitori e nonni.

In particolare in questo momento dell’anno, con la riapertura delle scuole che comporta inevitabili assembramenti tra i bambini, avere gli strumenti per procedere all’immunizzazione sarebbe fondamentale per assicurare che l’intero anno scolastico possa essere in presenza. Tuttavia, finora Pfizer ha comunicato relativamente poco: non conosciamo la percentuale di efficacia del farmaco, e naturalmente i dati non sono stati ancora revisionati da esperti.

Il trial ha coinvolto 2’268 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Un terzo ha ricevuto due dosi di placebo, mentre due terzi sono stati vaccinati con due dosi a distanza di una ventina di giorni l’una dall’altra. La dose è stata ridotta ad un terzo di quella per gli adulti (10 microgrammi di vaccino anziché 30). Dato che i bambini hanno raramente forme sintomatiche severe di Covid, il trial in questo caso non ha “contato” e paragonato i casi gravi e le ospedalizzazioni nei due gruppi, come è stato fatto negli adulti. Piuttosto, è stata valutata la risposta immunitaria di ogni bambino; si è confermato che la vaccinazione ha indotto nei bambini una forte risposta immunitaria, paragonabile a quella che la dose intera attiva nell’adulto.

La eventuale approvazione del vaccino Pfizer nei bambini rimarrebbe solo emergenziale. L’approvazione definitiva, ottenuta in agosto, dal vaccino Pfizer riguardava soltanto la somministrazione nell’adulto (dai 15 anni in su). Qualche preoccupazione rispetto agli effetti indesiderati nei più piccoli permane: negli USA sono stati riportati casi rarissimi di miocardite, tuttavia uno studio condotto in Israele su adolescenti conferma che contrarre il Covid comporta un rischio molto più alto di patologie cardiache rispetto alla vaccinazione.

I trial sui bambini sotto i 5 anni sono agli stadi iniziali e dovrebbero produrre i primi risultati verso la fine dell’anno secondo Pfizer. In quel caso viene utilizzato un decimo della dose, inoculando solo 3 microgrammi.

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