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L’omicidio dell’influencer Gabby Petito fa più notizia? Se la vittima è una donna bianca…

Viene chiamata da sociologi e psichiatri “The Missing White Syndrome”, morbosa mania dei media alla costante ricerca “della vittima da prima pagina"

Una prima pagina del New York Post sul caso Petito

Caccia al killer American Style. Anche se non si conoscono i fatti. O almeno, tutte le circostanze della morte di Gabby Petito, attraente e disinvolta influencer di ventiquattro anni, bionda con gli occhi azzurri che in giro per gli Stati Uniti con il suo boyfriend è scomparsa. Il suo corpo è stato ritrovato in una foresta del Wyoming. Il medico legale ha stabilito che si tratta di omicidio. Il suo compagno, Brian Laundrie, dopo essere tornato a casa, non ha risposto alle domande della polizia e ora ha fatto perdere le sue tracce. E’ scomparso dalla sua abitazione in Florida e gli agenti gli danno la caccia.

Una brutta storia della quale si intuisce molto, ma per ora si sa poco, sulla quale i media statunitensi si sono gettati a testa bassa.

La prima pagina del Newsday

Viene chiamata da sociologi e psichiatri “The Missing White Syndrome”, morbosa mania alimentata dai media che, secondo lo studio di “Gender and Development”, sono alla costante ricerca “della vittima da prima pagina”. Ma non solo. I media stabiliscono pure chi sono le vittime che “fanno notizia” e quelle che, invece, vengono scartate. Secondo l’Fbi lo scorso anno 187 mila donne tra 0 e i 21 anni hanno fatto perdere le loro tracce, il 90% “volontariamente”.  Per Charlton MacIlwain, professore di Media, Culture and Communication della NYU, “Le donne bianche hanno un poco invidiabile ruolo privilegiato quando vengono riportati crimini violenti. La storia ideale è quando la donna bianca viene messa in salvo dall’uomo bianco. Le vittime hanno un codice razziale, quella “perfetta” è quella che assomiglia il più possibile al giornalista e ai lettori della testata”. Ed è da giorni che tv, radio e quotidiani, bombardano di notizie il pubblico.

Secondo Denae Shanediin, che ha fondato una organizzazione per mettere in risalto femminicidi e violenze sulle donne Native American è incredibile l’attenzione che viene data alla vicenda di Gabby Petito mentre migliaia i casi di altre donne vittime delle stesse violenze vengono ignorati.  Con lei la congresswoman dello Utah Angela Romero che da anni cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scomparsa e sugli omicidi delle donne indigene nelle riserve, un po’ come ha fatto Taylor Sheridan con il film “Wind River”.

L’Fbi ora chiede anche l’aiuto del pubblico per trovare Brian Laundrie. Del giovane non si hanno notizie dal 14 settembre e le ricerche, afferma la Cnn, sono riprese nella Carlton Reserve, un’oasi naturale della Florida che si estende per oltre 10mila ettari, in una zona vicina alla casa di famiglia dei Laundrie a North Port.

Arrivano anche segnalazioni del pubblico. In una serie di video postati su TikTok, una donna afferma che lei e il suo fidanzato hanno dato un passaggio a Brian Laundrie il 29 agosto mentre faceva l’autostop a Colter Bay, una località del Wyoming vicina al luogo in cui è stato trovato il corpo di Gabby. In quell’occasione, sostiene la donna – Miranda Baker – il giovane disse che era in campeggio da solo per alcuni giorni mentre Gabby era rimasta nel loro camper per preparare i video del loro viaggio da pubblicare sui social.

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