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Trump tiene un comizio in Iowa, lo accoglie una folla che lo riconosce leader del Gop

L'ex presidente aggiorna e rilancia lo slogan: "Make America Great Again. Again", in un discorso che è sembrato il lancio di un appuntamento elettorale

Donald J. Trump -EPA/DAVID MAXWELL

“Renderemo di nuovo potente e sicura l’America”. Orgogliosa, ma soprattutto “di nuovo grande”.

Con questi slogan Donald Trump, dopo aver lanciato a metà comizio lo slogan del 2016 rivisto e corretto, “Make America Great Again, Again”, ha concluso il comizio di quasi due ore tenuto a Des Moines, in Iowa, dove ha parlato come il candidato ufficiale per le presidenziali 2024, anche se non l’ha detto apertamente alle migliaia di supporter che avevano atteso ore per sentirlo.

Ma il suo, soprattutto nel finale, è stato un discorso che è sembrato il lancio di un appuntamento elettorale: “Ci riprenderemo l’America – ha detto – faremo tornare gli americani orgogliosi, salveremo questo Paese avviato al disastro, perché il rischio è che si affermi qui da noi il comunismo. Non c’è libertà, i politici sono disgustosi, ma noi siamo nati liberi e torneremo a essere orgogliosi”.

Davanti alla folla che cantava il suo nome, Trump è apparso soddisfatto e convinto della sua forza. I sondaggi lo indicano come il leader più amato tra gli elettori conservatori. “Quanto entusiasmo – ha detto, rivolto ai sostenitori – e non c’è ancora nessun appuntamento elettorale, ma voi siete venuti qui in numero record”.

A metà comizio aveva rispolverato il suo vecchio slogan, quello usato per la campagna del 2016, aggiornandolo con un “Make America Great Again, Again”, ‘rendiamo l’America di nuovo, di nuovo grande’.

Alla fine, un Trump su di giri ha firmato autografi sui cappellini che i fans gli avevano lanciato. L’ex presidente non si è risparmiato un attacco al leader dei repubblicani al Senato, Mitch McConnell, per non aver impugnato il risultato elettorale delle presidenziali 2020. “McConnell continua a essere il leader solo perché raccoglie molti soldi che poi distribuisce ai senatori”.

Trump è tornato a rilanciare le accuse di brogli. Ha segnalato che “1,9 milioni di schede inviate per posta che sono rimaste incustodite”, “24 mila voti attribuiti a elettori che non abitavano più al loro indirizzo”, a Philadelphia “più voti che elettori”.

“Hanno falsato il voto – ha tuonato – per distruggere il Paese. Il dipartimento Giustizia non ha voluto fare niente per paura. E la Corte Suprema ha fatto lo stesso, e adesso i sondaggi dicono che il suo indice di popolarità è al minimo storico. Questo perché la gente non ha dimenticato il fatto che la Corte Suprema non abbia voluto intervenire sulle elezioni”. In realtà, secondo gli analisti di Gallup, che il 23 settembre hanno pubblicato i risultati del sondaggio, il grado di popolarità dei giudici sarebbe legato alla “non decisione” che ha dato di fatto il via libera alla legge anti-abortista del Texas.

Il tycoon si è augurato che “passino ovunque leggi per rendere le prossime elezioni corrette e regolari”, facendo capire che si considera sempre più pronto a ricandidarsi nel 2024. (Agi)

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