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Sudan nel caos: arrestati il Premier e molti ministri del suo governo

Alcuni dimostranti hanno bloccato le strade per protestare. Disattivati i servizi internet nel Paese. Dal 2019 il Paese è guidato da un governo di transizione

Abdalla Hamdok -EPA/OMER MESSINGER

Lunedì di caos per il Sudan: il primo ministro Abdalla Hamdok è stato messo agli arresti domiciliari da un gruppo di militari, insieme alla “maggior parte” dei ministri del governo di transizione. La notizia è stata data dalla televisione Alhadath TV, che ha citato come fonti alcuni funzionari in forma anonima, ed è stata poi confermata dall’agenzia di stampa Associated Press e dal ministero dell’Informazione in una nota.

Tra gli arrestati sembrerebbero comparire anche il ministro dell’Industria Ibrahim al-Sheikh, lo stesso ministro dell’Informazione Hamza Baloul e il consigliere per i media del primo ministro, Faisal Mohammed Saleh. Sono stati arrestati anche il portavoce del consiglio sovrano del Sudan, Mohammed al-Fiky Suliman, e il governatore della capitale Khartoum, Ayman Khalid.

Il Sudan sta attraversando una transizione difficile, segnata da divisioni politiche e lotte di potere dall’estromissione del presidente Omar al-Bashir nell’aprile 2019. Dall’agosto 2019, il Paese è stato guidato da un’amministrazione civile-militare incaricata di supervisionare la transizione verso un pieno governo civile.

Da una decina di giorni andava avanti a Khartum la protesta contro il governo sudanese di transizione. I manifestanti, sempre più numerosi, avevano dato vita a un sit-in nei pressi del palazzo presidenziale, sede dell’esecutivo, chiedendo che l’esercito prendesse il potere. “Siamo pronti a restare qui anche un mese se serve”, avevano avvertito pochi giorni fa spiegando che volevano “un consiglio militare, né civili né altri”. “Un esercito, un popolo” era lo slogan principale. Il Paese è segnato da profonde divisioni tra le fazioni al potere dopo la cacciata del presidente Omar al-Bashir nel 2019.

Internet è stato messo fuori uso in tutto il Paese mentre alcuni dimostranti si sono radunati nelle strade della capitale Khartoum per protestare contro gli arresti, dando fuoco a diversi pneumatici. Alcuni uomini in uniforme militare hanno bloccato le strade principali che portano alla capitale mentre la televisione di stato ha cominciato a trasmettere canzoni patriottiche. (Agi)

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