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Addio a Giampiero Galeazzi: re delle telecronache Rai

Aveva 75 anni, tutta la carriera al servizio pubblico. Mitiche le sue dirette del canottaggio, le interviste a bordocampo nel calcio e le telecronache del tennis

Giampiero Galeazzi durante la prima puntata del programma RAI "Domenica In" presso gli studi di Cinecittà a Roma, 27 settembre 2015 - ANSA/CLAUDIO PERI

Galeazzi, volto popolarissimo da decenni, aveva 75 anni ed era malato da tempo. Indimenticabili le sue telecronache, in particolare quelle dell’amato canottaggio con i trionfi olimpici dei fratelli Abbagnale.

“Andiamo a vincere!”. L’urlo liberatorio per celebrare l’impresa dei fratelli Abbagnale alle Olimpiadi di Seul ’88, dopo una telecronaca incalzante e ansimante: sarà questo probabilmente il ricordo più vivido di Giampiero Galeazzi, morto oggi a 75 anni dopo una lunga malattia.

Giornalista sportivo ma anche molto di più: conduttore, intrattenitore, telecronista, con un passato da giovane campione del canottaggio. Alto, corpulento, imponente, ‘Bisteccone’ ha vissuto tante vite, e ognuna di successo: promettente canottiere, vinse il campionato italiano nel singolo nel 1967 (che gli valse la medaglia di bronzo al valore atletico) e nel doppio con Giuliano Spingardi nel 1968 e in quell’anno partecipò alle selezioni per le Olimpiadi del 1968 a Città del Messico. (Agi)

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