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Al via la prima missione di difesa planetaria: Dart tenterà di deviare un asteroide

Al momento non esiste una minaccia, ma il lancio servirà alla Nasa per capire se, in caso di reale pericolo, questa possa essere una strategia vincente

Navicella spaziale - Twitter, Nasa

L’angelo custode della Terra potrebbe essere una navicella spaziale alta meno di 20 metri e chiamata Dart.

La navicella spaziale è stata lanciata all’interno di un razzo Falcon 9 di SpaceX di Elon Musk, dalla base spaziale Vandberg in California. Obiettivo: schiantarsi contro Dimorphos, asteroide lunare largo 160 metri, per verificare se l’impatto può alternarne tragitto e velocità. Dimorphos non rappresenta una minaccia per il nostro pianeta, ma la missione, la prima della storia spaziale, fornirà elementi di studio per capire se, in caso di un asteroide realmente pericoloso per la Terra, questa potrebbe essere una strategia vincente. Dart impiegherà quasi un anno a raggiungere l’asteroide e la colpirà al massimo della sua velocità: 21mila chilometri orari.

L’esperimento costa 325 milioni di dollari, e se desse esito positivo significherebbe che almeno abbiamo trovato il modo di proteggere il nostro pianeta dalle conseguenze devastanti dell’impatto di un corpo celeste: basta che un asteroide di quelle dimensioni raggiunga l’atmosfera per esplodere con la potenza di più bombe nucleari messe insieme, provocando decine di migliaia di morti e conseguenze ambientali catastrofiche.

Schiantandosi su Dimorphos alla velocità di 6,6 chilometri al secondo, Dart lo rallenterà di un millimetro al secondo alterandone la traiettoria: è quanto dovrebbe bastare a tenerlo lontano da noi. Dimorphos non viaggia in solitario, ma fa parte di un sistema binario insieme a un altro asteroide lunare, Didymos, alto 780 metri, più del doppio della Torre Eiffel.

“In realtà – spiega Tom Statler, che ha programmato la missione Nasa – quello che ci preme di più è prevenire le collisioni con gli asteroidi delle dimensioni di Dimorphos, che sono quelli con maggiori probabilità di venirci addosso”. Per sapere se Dart avrà fatto il suo dovere servirà pazienza: la navicella spaziale intercetterà l’asteroide non prima di settembre 2022, a quasi 11 milioni di chilometri di distanza dalla Terra. (Agi)

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