Cerca

NewsNews

Commenti: Vai ai commenti

Prima dell’assalto a Capitol Hill, il piano per un golpe che tenesse al potere Trump

L'ex capo di Gabinetto di Trump, Mark Meadows, ha consegnato un PowerPoint con i passaggi per un colpo di Stato preparato dal colonnello Philip Waldron

Pro-Trump protesters storm the grounds of the US Capitol, in Washington, DC, USA, 06 January 2021. - ANSA/EPA/WILL OLIVER

Il piano per il golpe era stato preparato. Non si riesce a capire quanto realmente sia stato preso sul serio dalla Casa Bianca, ma, secondo quanto scrive il Washington Post, Philip Waldron, colonnello in pensione che lo aveva preparato, ha incontrato Donald Trump nell’Oval Office una decina di volte e poi in 36 pagine aveva tracciato il modo per tentare di bloccare il passaggio dei poteri al presidente eletto.

Mark Meadows – Wikimedia

L’incredibile notizia è uscita fuori quasi per caso, nascosta tra la montagna di documenti che l’ex capo di Gabinetto dell’amministrazione Trump, Mark Meadows, ha consegnato alla commissione del Congresso che indaga sull’assalto del 6 gennaio al Campidoglio. Ora Mark Meadows non collabora più con gli inquirenti della Commissione d’inchiesta della Camera e, dopo che gli è stato notificato che rischia di essere deferito alle autorità federali per il suo rifiuto a testimoniare, ha citato in tribunale i parlamentari della Commissione d’Inchiesta insieme alla Speaker della Camera Nancy Pelosi.

Nell’imponente documentazione depositata c’era una e-mail con allegato un PowerPoint preparato dal Colonnello Waldron in cui si elencano uno dopo l’altro i passaggi per attuare il golpe per far rimanere per un secondo mandato Donald Trump alla Casa Bianca nonostante la sconfitta elettorale.

Come riporta The Guardian – che ha visionato una copia del documento, che Meadows dichiara di non aver mai seriamente preso in considerazione – le 36 pagine del PowerPoint intitolato ‘Election Fraud, Foreign Interference & Options for 6 Jan’ (Brogli elettorali, interferenza straniera e opzioni per il 6 gennaio), dimostrano che Meadows fosse perfettamente a conoscenza dei tentativi di Trump e dei suoi alleati di fermare la certificazione della vittoria di Biden da parte del Senato (fissata appunto il 6 gennaio), sulla base delle false notizie delle massicce frodi elettorali.

Secondo il PowerPoint, come prima cosa i membri del Congresso dovevano essere informati dell’interferenza straniera nel voto e a, quel punto, Trump avrebbe dichiarato lo stato d’emergenza nazionale, annullando il voto elettronico e chiedendo al Congresso di concordare una soluzione costituzionalmente accettabile per invalidare il risultato elettorale.

Il Col/ Philip Waldron (da youtube)

Phil Waldron ha detto venerdì al Washington Post che lo ha intervistato da un bar di sua proprietà fuori Austin, in Texas, di aver fatto circolare il documento tra gli alleati di Trump e a Capitol Hill prima dell’attacco. Waldron ha affermato di non aver inviato personalmente il documento a Mark Meadows, ma che era possibile che qualcuno della sua squadra lo avesse passato all’ex capo dello staff di Trump. Waldron ha aggiunto che lui e Mark Meadows non erano molto amici, e che lui manteneva i contatti con la Casa Bianca attraverso Rudy Giuliani. Waldron ha detto di aver anche informato anche il senatore Lindsey Graham del piano in un incontro alla Casa Bianca, nell’ufficio del capo dello staff, con Giuliani presente.

All’inizio di gennaio Waldron era uno dei partecipanti nella War Room dell’Hotel Willard a Washington con gli avvocati di Trump, Giuliani e John C. Eastman oltre a Steve Bannon cercando di mettere insieme le prove dei brogli elettorali. Waldron è stato anche un testimone di supporto per Giuliani e Sydney Powell nei tribunali in cui i due avvocati cercavano di bloccare la certificazione dei voti della vittoria di Biden sulle accuse di frode elettorale.

Il leader della Commissione d’inchiesta del Congresso, Bennie G. Thompson, ha detto che Meadows aveva consegnato tra i tanti documenti anche un’e-mail riguardante una presentazione PowerPoint.

Sempre nell’intervista fatta dal Washington Post, Waldron ha detto che si è recato alla Casa Bianca il 9 o il 10 novembre 2020 e poi pochi giorni dopo con Giuliani e il socio di Giuliani, Bernard Kerik, l’ex capo della polizia di New York, condannato per truffa e perdonato da Trump. Waldron ha detto di aver preso parte anche all’incontro avvenuto il 25 novembre nell’Oval Office con Trump e i legislatori della Pennsylvania per esortarli a respingere la certificazione della vittoria elettorale di Biden.

Waldron ha detto che ha continuato a informare il senatore Ron Johnson (R-Wis.) e lo staff di Johnson in vista di un’udienza del 16 dicembre sulla frode elettorale da parte del Comitato per la sicurezza interna del Senato.  Waldron ha proseguito affermando al Washington Post che il 5 gennaio ha preso parte con altre persone ad informare i parlamentari “amici” su ciò che sarebbe avvenuto il giorno successivo. Non ha voluto identificare i congressmen senza il loro permesso e ha detto che altri parlamentari potrebbero essersi uniti in videoconferenza. I parlamentari sono rimasti “scioccati” dalla presentazione che lui aveva fatto senza impegnarsi di sostenere la sua iniziativa.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter