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L’ex presidente di Haiti stava scoprendo i potenti coinvolti nel traffico di stupefacenti

Lo rivela il New York Times, che ricostruisce la dinamica dell'omicidio di Jovenel Moise raccontando di come fosse intenzionato a consegnare i nomi agli Usa

Jovenel Moïse - UN Photo/Cia Pak

Ci sono sviluppi sulla morte di Jovenel Moise, ex presidente di Haiti ucciso all’inizio di luglio nella propria abitazione.

Secondo il New York Times, Moise stava redigendo una lista di nomi di politici e uomini d’affari ritenuti coinvolti in un traffico di stupefacenti, da consegnare alle autorità statunitensi.

Nessuno sconto da parte di Haiti, che voleva includere nella lista chiunque fosse coinvolto nel presunto traffico, compresi finanziatori economici e sponsor politici della sua ascesa alla presidenza.

La ricostruzione del New York Times spiegherebbe parte della dinamica dell’omicidio, così come è stata ricostruita dalla stessa Martine Moise, moglie dell’ex Capo dello Stato.

La donna, fintasi morta dopo l’irruzione di un commando di colombiani, ha assistito a una frenetica perquisizione della camera da letto, chiusa solo dopo che gli uomini avevano detto ad alta voce, e probabilmente a una ricetrasmittente collegata con il capo delle operazioni, di aver “trovato il documento”.

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