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Covid, il Québec canadese introdurrà una tassa per i non vaccinati

In arrivo un'imposta "significativa" contro i cittadini no vax per compensare le spese dei loro ricoveri. Per il premier Legault si tratta di una "questione di equità"

Il premier François Legault annuncia la nuova tassa durante una conferenza stampa (foto Twitter @francoislegault)

La provincia canadese del Québec farà pagare un contributo sanitario ai residenti che non sono ancora vaccinati contro il Covid-19. La decisione è stata annunciata martedì scorso dal premier nazional-conservatore François Legault, che ha denunciato come metà delle terapie intensive negli ospedali provinciali sia occupata dal 10% di popolazione non vaccinata. Non è ancora chiaro a quanto ammonterà l’imposta, sulla quale l’esecutivo provinciale è ancora al lavoro, ma è praticamente certo che essa colpirà chi non ha ancora fatto la prima dose.

“Credo che ora sia una questione di equità per il 90% di popolazione che ha fatto dei sacrifici,” ha detto il premier. “Penso che sia normale che la maggioranza della popolazione chieda che ci sia una conseguenza (per la decisione di non vaccinarsi)”, ha aggiunto, riferendosi al peso economico-sanitario sproporzionato che i non vaccinati stanno avendo sulla rete ospedaliera locale.

Qualora una siffatta misura dovesse entrare in vigore, il Québec sarebbe la prima regione al mondo a tassare i non vaccinati per il loro impatto sui sistemi sanitari. Un approccio simile è stato adottato a partire da dicembre dalla città-Stato di Singapore, dove il governo locale non ha introdotto una nuova tassa bensì costretto i no vax a pagarsi da soli le spese mediche.

Attualmente la provincia orientale canadese è prima nel Paese tanto per casi positivi (poco più di 14.000 al giorno) quanto per decessi giornalieri medi (38). Il numero di ricoverati è di 2.877, di cui circa un decimo (263) in terapia intensiva. Nel capoluogo Montréal gli ospedali sono quasi tutti pieni e hanno dovuto sospendere i ricoveri non essenziali. Circa l’85% della popolazione Québécois è vaccinata con almeno una dose, di poco superiore alla media nazionale ferma all’84,1% – terzo miglior dato nazionale nelle Americhe dopo Cuba e Cile, e terzo miglior dato del G-20 dopo Corea del Sud e Giappone.

Il Québéc richiede tutt’ora un certificato di vaccinazione per l’accesso a ristoranti, bar e teatri, e lo scorso giovedì la misura è stata estesa ai negozi di alcol e cannabis.

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