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I “nuovi poveri” di Covid-19 e la sofferenza di chi non grida, ma si toglie la vita

Tra i poveri di oggi nel Paese, gli italiani sono il 52,3%: superano gli stranieri. La sofferenza è tanta, i suicidi aumentano, mentre i giovani perdono l'entusiasmo

La frustrazione di un uomo durante la pandemia di Covid-19 (pixabay)

“Solidarietà” è una parola che sentiamo spesso di questi tempi. È una reazione a qualcosa di terribile che ha causato sofferenza, ma la bontà d’animo, alle volte, sembra riaccendersi nelle persone durante i tempi bui di Covid-19.

In un supermercato di Milano, lunedì mattina, un anziano signore ha rubato del pane perché non aveva i soldi per comprarlo. L’uomo, è stato fermato dalla sicurezza, ma di fronte alla “fame” dell’anziano, il direttore del supermercato ha pagato di tasca propria la spesa e ha detto: “se hai fame, la prossima volta vieni da me, non rubare”, poi senza denunciarlo l’ha lasciato andare.

Un episodio, che ha fatto riflettere i presenti, che sui social network hanno lodato il comportamento del direttore: “Di questi tempi abbiamo bisogno di sapere che esistono anche atti di gentilezza e solidarietà”; un altro commento recita: “Grande uomo con grande sensibilità. Complimenti”.

Un anziano signore pensieroso e preoccupato (pixabay)

La pandemia di Covid-19 genera “nuovi poveri”. Le conseguenze delle misure di contenimento del virus stanno mettendo in ginocchio l’economia di un intero Paese. Aumentano i suicidi degli imprenditori, che non riescono più a mandare avanti le loro attività e le vedono gradualmente fallire. È il caso dell’imprenditore napoletano Antonio Nogara, morto suicida perché non aveva i soldi per pagare i debiti con i dipendenti. Si è impiccato all’età di 57 anni.

Covid-19 non uccide solo intaccando la salute delle persone, ma provoca veri e proprio morti economici. Purtroppo, di questi, si sente poco parlare. In Italia, da marzo a settembre, si sono registrati 71 suicidi e 46 tentati, nello stesso periodo del 2019, il numero si attestava a 44.

Un operaio di 47 anni di Civitella del Tronto, che aveva perso il lavoro, ha dato fuoco alla sua casa mentre tutta la famiglia stava dormendo; lui è morto, ma la famiglia è riuscita fortunatamente a salvarsi. A maggio, un altro uomo si è impiccato ad un albero, dopo essere stato messo in cassa integrazione. È stato successivamente ritrovato dalla figlia, a cui aveva detto che stava andando nell’orto.

Un senzatetto dorme su una panchina della sua città (pixabay)

Non solo padri di famiglia decidono di farla finita, ma anche giovani adulti. Un cuoco di soli 33 anni è stato ritrovato impiccato nella sua abitazione. I giovani rappresentano il futuro, ma molti iniziano a perdere il loro entusiasmo, vedono andare in fumo un anno della loro vita, mentre aumenta il senso di smarrimento. Certo, la discesa porta sempre ad una salita, prima o poi, ma il vero problema è quanto sarà lunga quella discesa, e quanti avranno ancora la forza di sopportarla. Covid-19 genera, infatti, un enorme stress anche emotivo, e se durante il primo lockdown regnava la speranza, con il secondo, a cui l’Italia intera sembra andare incontro, regna invece la frustrazione e la rabbia.

Sono i ristoratori quelli maggiormente colpiti dalle misure dei dpcm del governo Conte, e che vedono vanificarsi anni e anni di sacrifici. Ma tragica è anche la situazione dei venditori ambulanti, degli artisti e di tutti quelli che ruotano attorno al mondo dello sport.

“Cerco lavoro”

Il nuovo rapporto di Caritas Italiana, “Gli anticorpi della solidarietà”, pubblicato lo scorso 17 ottobre, scatta una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia. Prendendo in esame il periodo maggio-settembre del 2019 e ponendolo a confronto con lo stesso del 2020 emerge la crescita dei “nuovi poveri”, che passa dal 31% al 45%. Secondo il rapporto, quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Ad essere colpite, sono in particolare le famiglie con minori, ma anche le donne che hanno chiesto aiuto dopo il lockdown della primavera sono state il 54,4%. La percentuale dei giovani tra i 18 e 34 anni è salita al 22,7%. Tra i poveri, gli italiani sono ad oggi il 52,3%; insomma, hanno superato gli stranieri.

La situazione è drammatica. È tanta la sofferenza di chi non grida, ma che vorrebbe vedersi tendere una mano.

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