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L’America latina è un territorio per investire, ma prima bisogna imparare a conoscerlo

A noi sembra un continente uniforme, in realtà i paesi sudamericani sono estremamente diversi tra loro e solo capendolo possono diventare un'opportunità

Cristo Redentor a Rio de Janeiro (pixabay)

I paesi dell’America Latina sono tra i partner più importanti per l’Europa a livello globale. Le imprese europee sono tra i maggiori investitori nella regione. Il Mercosur è il decimo mercato di esportazione per le merci europee.

Nonostante le tensioni politiche e un’area sempre instabile, le opportunità economiche sono enormi: per il 2021 il FMI stima una crescita del 3,7% nella regione, la classe media è in crescita e quella medio-alta disposta a spendere in prodotti di qualità, con la richiesta di prodotti e tecnologie Made in Italy in aumento costante.

Indipendentemente dalle strategie di penetrazione commerciali di ogni azienda, senza conoscere il substrato culturale, sociale e antropologico dell’America latina è molto difficile fare business e avere delle relazioni commerciali buone, durature e soddisfacenti.  In generale per noi italiani, tra cui moltissimi business manager e amministratori delegati, l’America latina è uno spazio mentale che va dal Messico – se non dalla California/Texas – fino alla Terra del Fuoco, un “maxistato” sostanzialmente uniforme con differenze culturali e linguistiche assimilabili un po’ all’Italia (qualche differenza culturale e dialetti diversi).

Un ghiacciaio nella “Terra del Fuoco” argentina (pixabay)

Partendo con questa base ogni interazione che si abbia con l’America latina, sia di tipo commerciale o personale, porterà a un sicuro fallimento.

Se da una parte un italiano conosce perfettamente le differenze storiche, politiche, culturali ed economiche esistenti tra due paesi confinanti come la Francia o la Spagna, o la Germania e la Polonia, la Slovenia o l’Austria (già più difficile quando si parla di Scandinavia…) la domanda che viene spontanea è “perché in America latina, fatta di paesi così grandi, distanti tra di loro, e differenti, viene percepita quasi come un tutt’uno che parla spagnolo?”.

Per capire realmente di cosa stiamo parlando, si deve tener conto che:

–  Il Messico contiene – per dimensioni territoriali – 25 Stati europei: Austria, Albania, Svizzera, Danimarca, Estonia, Macedonia, Germania, Regno Unito, Olanda, Slovacchia, Belgio, Danimarca, Portogallo, Serbia, Eire, Cipro, Lussemburgo, Slovenia, Lituania, Ungheria, Irlanda, Rep. Ceca, Bosnia, Bulgaria, Montenegro,

– La distanza Palermo-Stoccolma (2385 km) in linea d’aria è uguale a quella Città del Messico – Panama (2320 km), due città che da qui reputiamo vicine (“Messico e Panama son più o meno lì..”), quasi confinanti e che invece distano come dalla Sicilia alla Svezia!

– Il Venezuela è trenta volte più grande del Belgio: ha un territorio grande come Germania, Polonia, Austria, Repubblica Ceca e Slovenia messe insieme!

Incredibile no? La percezione che abbiamo dell’America latina – pur sapendo che è enorme – è però di quella di un continente sostanzialmente simile all’Europa – magari il doppio – sia come distanze geografiche e dimensioni.

La mappa dell’America latina (youtube)

Non capire, quando si fa business, cos’è l’America latina e le profonde differenze esistenti in un territorio sterminato, porta a risultati disastrosi in termini di negoziazioni, approcci commerciali, analisi dei mercati e dei consumatori.

Altro dato da tenere in considerazione è che all’interno della stessa America latina, i cittadini dei vari paesi si conoscono abbastanza poco gli uni con gli altri. Secondo uno studio dell’Agencia de Cooperación Española, oltre il 70% della popolazione latino-americana ha indicato di conoscere poco o nulla la cultura e la forma di vivere delle altre nazioni dell’America latina; anche tra paesi vicini come Paraguay e Brasile, Brasile e Argentina, tra Argentina e Uruguay e in generale della poca conoscenza dei brasiliani verso tutti gli altri paesi.

Allo stesso modo, noi italiani abbiamo degli stereotipi molto forti verso i paesi latinoamericani, Messico e Brasile in primis. Come scrive Alberico Peyron, ex Presidente della Camera di Commercio Italiana a Città del Messico “quando si pensa al Messico le immagini che sorgono alla mente sono luoghi desertici, polverosi, poverissimi. Banditi baffuti, con grandi sombreros e bandoliere incrociate sul petto come nei film western. Città caotiche, inquinatissime, con traffico perennemente impazzito. Violenza gratuita, con abbondante spargimento di sangue ed assenza totale della legge. In alternativa si pensa a spiagge solitarie, paradisiache, dove inseguire sogni di fuga dalla civilizzazione”.

In Brasile l’idea comune è che faccia sempre caldo, la gente viva allegramente andando in spiaggia (rigorosamente a Copacabana come fosse l’unica spiaggia brasiliana) e pensi sempre al Carnevale. Il (non la) samba poi – secondo i più – lo ballano tutti comunemente per strada da nord a sud del Brasile (5500 km, 1000km in più della distanza Mosca-Lisbona).

Un carro durante il carnevale di Rio (pixabay)

Sono ovviamente stereotipi popolari, ma sedimentati nella cultura e nell’immaginario collettivo italiano ed europeo. La realtà invece è un’altra, a volte sorprendente per i businessman europei: l’ambiente in cui si fanno affari in America latina è simile a quello europeo o statunitense.

L’America latina può essere una grande opportunità anche per le aziende italiane, come lo è stato per le spagnole, a patto che ci si sappia calare in una realtà che per molti versi ha dei caratteri culturali simili all’Italia, ma dall’altra ha le sue regole che cambiano moltissimo da un paese all’altro, in una regione che è un continente, esteso il doppio del km quadrati dell’Europa.

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