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Governo USA a rischio “shutdown”: in gioco c’è il rilancio dell’intera economia americana

Se non arriverà l’intesa sul debito entro il 30 settembre, blocco delle strutture di governo e i danni per il sistema economico potrebbero diventare enormi

di Claudia Cosi

Capitol Hill a Washington

La Casa Bianca ha soldi autorizzati a far funzionare l’America solo per un’altra settimana. Se il Congresso non troverà un’intesa sul debito, giovedì 30 settembre a mezzanotte, il governo USA entrerà in “Shutdown” vale a dire in blocco totale. I dipendenti federali rimarranno senza stipendio, così come le scuole e tutte le altre strutture governative. Chiuderanno i musei, i parchi e tutto quanto avrà costi di gestione non coperti.

Gli economisti calcolano che se si arriva a questo punto la disoccupazione potrebbe tornare a salire, i danni per le imprese potrebbero diventare enormi e nel blocco della macchina dello stato si vedrebbe a rischio il rilancio dell’intera economia americana. Probabilmente non si arriverà alla serrata, ma la leader della Camera Nancy Pelosi e del senato Chuck Schumer insieme al ministro del tesoro Janet Yellen si sono incontrati a lungo col presidente Biden e alla fine dietro larghi sorrisi è stato annunciato che Camera e Senato insieme al presidente hanno raggiunto un’intesa quadro sul piano economico della Casa Bianca che parte da 3,5 miliardi di dollari in investimenti che però oltre alla violenta opposizione dei repubblicani sta dividendo in tribù progressiste e moderate anche i democratici.

Il diavolo naturalmente di questa intesa quadro nella quale ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa sarà nei dettagli e questi devono essere discussi proprio in questa settimana che precede lo Shutdown. Ben sei ex segretari del tesoro democratici e repubblicani hanno tutti sottoscritto una lettera che implora a non bloccare il governo perché porterebbe danni non stimabili a tutti proprio anche legati alla particolare situazione pandemica che ha già alterato gran parte dell’economia, sconvolgendo anche le dinamiche di orientamento globale, soprattutto se il mondo fosse destinato a dividersi sempre di più in blocchi contrapposti con l’America che tira da un lato e la Cina e la Russia dall’altro.

In Congresso, intanto, si intensificano gli sforzi per arrivare all’approvazione di un budget che permetta il funzionamento del governo e che sospenda il “debt ciling”, il tetto del debito. Molte agenzie federali comunque hanno ricevuto ieri l’annuncio ufficiale di “prepararsi a chiudere” se non arriverà l’intesa entro il 30 settembre.

 

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