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Italiani: santi, poeti, navigatori e primi in classifica nell’autocritica gratuita

L'immagine dell'Italia all'estero è stravolta dai media nazionali, che enfatizzano quello che avviene oltreconfine e negativizzano ciò che avviene all'interno

Locals at the windows with Italian tricolor flag - ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

“Unfit to lead Italy” è stata la frase con cui il grande giornalista Bill Emmott nonché già direttore de “L’Economist” è passato alla storia. Spesso e volentieri si è occupato dell’Italia in chiave quasi sempre critica e oggi firma un articolo in cui, per l’ennesima volta, scrive su cosa sia meglio per la penisola appena dopo che la rivista da lui diretta, dal 1993 al 2006, aveva consacrato l’Italia quale migliore Paese del 2021.

Il suo motto, a quel tempo, era riferito a Berlusconi che, se si fosse consultato col suo Foreign Office o con l’MI5/6, gli avrebbero spiegato che quel Presidente del Consiglio altro non era che il frutto della forte instabilità “inoculata” nel Bel Paese fra il 1989 ed il 1993.

Quello che ancora non viene compreso appieno in Italia è il fatto che L’Economist con la BBC  (British Broadcasting Corporation) in Gran Bretagna o come la FAZ (Frankfurter Allgemeine Zeitung) e la TV pubblica ARD (Arbeitsgemeinschaft der öffentlich-rechtlichenRundfunkanstalten Deutschlands) in Germania fanno “sistema” e “geopolitica” per gli interessi del loro Paese. La qual cosa non avviene in Italia, per cui i primi a flagellarsi e a rappresentare all’estero i presunti nostri difetti sono tutti i media italiani.

Bill Emmott – Wikimedia

Secondo un parere largamente diffuso nelle cancellerie d’Europa e forse anche nel mondo, l’Italia non ha più punti di riferimento interno da circa 30 anni e, quindi, rappresenta all’estero un vuoto sul piano politico, economico e finanziario. Di questo devono esserne messi a conoscenza i nostri connazionali all’estero, dagli USA all’Australia, dovunque essi vivano. Dai media, i nostri connazionali all’estero non possono che trarre conclusioni false ed esagerate, che tendono a rappresentare un’Italia che non esiste. Analizziamo alcune questioni: in primis la corruzione.

Dal 1992, sull’emotiva ed irrazionale onda populista che ancora continua, fu deciso che l’Italia era un Paese totalmente corrotto ed oggi, dopo 30 anni, risulta ancora al vertice di questa classifica, come se negli USA, in Germania, in Gran Bretagna e in Russia vi fossero solo culle di onestà e limpidezza. Alla mia richiesta da dove venissero queste pessime convinzioni mi veniva mostrata la classifica di un’agenzia internazionale dalla quale l’Italia risultava essere al 53° posto mondiale per la corruzione.

Il 28 gennaio è stata pubblicato dall’Agenzia internazionale Transparency International la classifica sulla corruzione. Il famoso “Corruption Perceptions Index – CPI” e nel leggerlo resto basito perché scopro che un’agenzia mondiale si basi non su dati certi ed empirici, ma sulla “percezione” del citato fenomeno. Secondo questa classifica basata sulla percezione saremmo più corrotti addirittura di Saint Vincent e Grenadine, del Ruanda, della Corea del sud e anche del Qatar. Per chi ha un minimo di memoria storica si ricorderà che, nel Medioevo, mentre in Europa si affermavano gli stati nazionali, in Italia si sviluppavano degli staterelli che continuavano a guerreggiare fra loro e, come se non bastasse, ognuno di loro chiedeva al regnante di turno straniero di invadere la penisola per averne l’investitura e la protezione. Cosa che oggi, spesso, fanno i partiti politici appoggiati da media che sponsorizzano ogni loro fare nella ricerca dell’approvazione ora dagli Stati Uniti, ora dalla Francia, dalla Gran Bretagna o addirittura dalla Cina e/o dalla Russia: un totale asservimento.

Il Ministro Luigi Di Maio in Qatar – Ministero degli Esteri

Per continuare a battere sul solco dell’Italia come “patria della corruzione” si vorrebbe, con garbo ma con decisione, ricordare che nel 1992 la Elf Aquitaine, azienda petrolifera di stato francese, si trovò dopo la caduta del Muro di Berlino al centro di un enorme scandalo per tangenti pagate negli anni ’80 e ’90. La Elf, per volontà del presidente socialista Francois Mitterand, aveva acquistato il gruppo tedesco orientaleLeuna” dopo l’avvenuta riunificazione delle due Germanie.

La scelta dell’Eliseo era determinata sia dall’aspetto economico finanziario e sia dalla necessità di volere aiutare e supportare finanziariamente Helmut Kohl e la CDU. Le indagini del Parlamento tedesco sulla provenienza dei fondi illegali alla CDU appurarono che era stata depositata in conti bancari a Ginevra una maxi-tangenteversata direttamente alla CDU come aiuto per la campagna elettorale di Kohl del 1994. A seguito di ciò vi fu l’indignata rivolta del delfino di Kohl, al secolo il futuro ministro delle Finanze tedesco  Wolfgang Schauble e l’astro nascente e già numero 3 della CDU Angela Merkel, che per affrancarsi dal padre padrone della CDU, se ne dissociarono con ampi toni moralistici. Appena vi fu il loro attacco uscirono 250 miliardi di lire versati in pochi anni alla CDU per cui il futuro ministro delle Finanze tedesco fu costretto a dichiarare in TV che “sono stato anch’io parte del sistema con cui Helmut Kohl ha guidato il partito!” in quanto fu accertato che anche il mercante di armi bavarese, Karlheinze Schreiber, aveva contribuito ad alimentare il finanziamento in casa CDU.  Quindi reo confesso!

Angela Merkel -ANSA/EPA/CLEMENS BILAN / POOL

Ma ciò non gli valse nessuna accusa in tribunale da cui difendersi come lo stesso capitò a Kohl. In italia, invece, ci fu un vero e proprio tsunami che “uccise” i partiti che dal 1945 al 1993 avevano elevato l’Italia dal quarto mondo, dove si trovava, ai primi posti per PIL e reddito pro capite. La cosa ancora più grave fu, però, la vulgata sostenuta dalla Confindustria e dai media: cioè che i partiti storici nati nell’800 erano da eliminare e sostituirli con improbabili soggetti con coloriture politiche le più stravaganti. Se questa tesi fosse stata corretta avremmo dovuto assistere anche in Germania, come negli altri Paesi europei, un’analoga sorte col definitivo declino dei democristiani, dei socialisti , dei liberali ecc. Stessa tangentopoli ma senza vittime come in Germania accadde in Spagna con Felipe Gonzales ed in Francia con François Mitterand e nei tre grandi Paesi continuò l’alternanza fra popolari e socialisti come si è visto fino a tutt’oggi senza consentire ad improvvisati ed impreparati di prendere le redini del Paese.

La FACT Coalition, Financial Accountability and Corporate Transparency, una ONG progressista che si batte per la trasparenza e l’equità fiscale conferma che lo Stato del Delaware, del Wyoming, del Nevada, del South Dakota e dell’Alaska sono da tempo paradisi fiscali e societari utilizzati da privati di tutto il mondo per nascondere soldi. Una nuova legge del New Hampshire permette di registrare fondazioni private a scopo di lucro senza rivelare l’identità dei fondatori e dei beneficiari finali. Cose queste mai accadute ed impossibili da realizzare in Italia.

Joe Biden con accanto Kamala Harris parla da Wilmington, Delaware – Youtube

Passiamo ora nell’ambito delle rapine e spulciamo quelle più eclatanti: nel marzo 2003 la Banca centrale irachena a Baghdad subisce una rapina da $ 1.305 miliardi; a maggio 1990 a Londra in Gran Bretagna la Bank of England ne subisce una da $ 849,5 milioni; non va meglio negli USA dove nel marzo del 1990 al Boston Museum in Massachusetts ce n’é una  da $ 551,4 milioni; stessa sorte nei Paesi Bassi all’Aeroporto Schiphol ad Amsterdam tocca a febbraio 2005 con $ 145.2 milioni; per non parlare di quella fatta nel famosissimo e ricchissimo quartiere dei diamanti all’Antwerp Diamond Center  di Anversa inBelgio nel febbraio 2003 per $ 130,6 milioni; per concludere, in questo breve viaggio, Harry Winston Diamonds a Parigi in Francia nel dicembre 2008  per altri $ 120,5 milioni.

Nell’esaminare la criminalità organizzata o mafia. Per prima cosa è meglio imparare ad usare il plurale mafieperché ne esistono una molteplicità: la Yamaguchi-gumi e la Yakuza in Giappone, la Fratellanza Solncevskaja in Russia, la Triade in Cina, la Naša Stvar in Serbia, la Mara Salvatrucha in USA, la Yardies in Giamaica, In Messico le mafie dei narcotrafficanti ne sono state contate addirittura 11  tra cui il cartello del Golfo, di Sinaloa, della Familia Michoacana, dei Los Zetas, di Juárez, dei Los Arellano e dei Beltran Leyva. I cartelli colombiani di Medellín, di Cali, di Pereira, della Costa e di Norte del Valle, si sono scomposti  frantumati in cartelitos come i Los Rastrojos, Los Macacos, la Oficina de Envigado, Los Paisas, Los Urabeños e i Los Cuchillos. Sena dimenticare la mafia nigeriana, la Mafia delle Aquile in Albania, quella turca, la mafia serba, quella montenegrina ecc.

Secondo stime dell’UNODC, United Nations Office on Drugs and Crime, le organizzazioni criminali mondiali fatturano in totale con il commercio di droga circa 262 miliardi di euro all’anno. Tra i celebri casi di istituti bancari implicati nel riciclaggio troviamo quello della BCCI (Bank of Credit and Commerce International) oppure la londinese HSBC e la statunitense Wachovia Bank, che gestivano i capitali di alcuni Cartelli messicani.

L’esercito messicano arresta 16 narcotrafficanti in un ranch di Sabinas Hidalgo – Ansa

Qui l’Italia ha un difetto molto grave che diventa un errore ed un’oppressione per i suoi cittadini: dice di combattere una battaglia contro il riciclo del denaro sporco imponendo l’uso del denaro contante a solo 999 euro. Evidentemente è solo una bandiera di facciata che crea problemi ai comuni cittadini in quanto le autorità italiane pensano che il contante sia il demonio. Le criminalità organizzate sono molto caute e sicuramente spostano il denaro con strumenti avanzati anche perché, vista la mole di 262 miliardi di euro all’anno da smaltire, ci vorrebbero carovane umane per poterlo riciclare manualmente e allora, da indagini recenti, si è appurato che le mafie del mondo possiedono intermediari finanziari propri, broker e professionisti in tutto il mondo capaci di mettere in piedi ogni tipo di operazioni per non farsi intercettare e, mentre il pensionato deve subire interrogatori dal proprio direttore di banca per poter donare 3.000 euro al nipote, i vari cartelli operano da tempo le loro transazioni in bitcoin e altre criptovalute.

Per completare l’analisi si passa ora ad esaminare gli omicidi volontari consumati in Italia per gli anni che vanno dal 1983 al 2021, in valori assoluti: 1.219 nel 1983 con un picco di 1.916 nel 1991 ed una continua costante decrescita fino ai 217 nel 2021 aggiornati fino al 12 di dicembre. L’Ufficio delle Nazioni Unitecontro la droga e il crimine (UNODC) ha misurato il tasso di omicidi per ogni 100.000 abitanti e questa è la classifica: al primo posto El Salvador con 108,64 omicidi; all’81° gli Stati Uniti con 4,88; al 118°il Montenegrocon un 2,72; a seguire al 126° posto l’Albania con 2,28;  al 132° Belgio 1,95; al 140° Canada 1,68; al 141° Finlandia 1,6; al 144° la Francia con 1,58; 156° Svezia 1,15; 160° Danimarca 0,99;  165° Regno Unito 0,92; 172° Germania con 0,85;  e solo al 174° l’Italia con lo 0,78. Eppure le Tv italiane ogni giorno e in tutte le fasce orarie inondano di casi di cronaca e dove, senza quasi mai riuscirci, divenire novelli Sherlock Holmes.

Da questi dati si può verificare che mentre gli altri Stati fanno sistema nel difendere i loro interessi e la loro immagine in Italia, dati alla mano, la situazione è di gran lunga migliore eppure fanno l’esatto contrario: si autoflagellano.

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