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WEF, l’impresa non solo generatore di profitti, contano le relazioni interpersonali

Lo studio fotografa l’impronta di una società pronta a opporsi alle difficili attuali circostanze: fondamentale la relazione economia-società

The World Economic Forum’s Inaugural Urban Transformation Summit in Detroit, 6 December 2021

Mai come in questi tempi il cambio di anno sembra non portare abbastanza novità nella soluzione dei problemi con cui terminano gli ultimi dodici mesi.

Presente e futuro appaiono collegati da una trama invisibile, che porta ansiosamente a scomporre e ricomporre gli elementi del passato, le incertezze del presente e la indistinta consapevolezza di avviarci ad un avvenire di cui non conosciamo la forma, ma che inqueta soprattutto nelle modalità della attesa.

A guidarci nella interpretazione dei tempi nuovi troviamo la edizione 2020-2021 dell’Annual Report del World Economic Forum-WEF uno dei principali centri di internazionali di analisi socioeconomica.

Al di là degli specifici temi di discussione e malgrado le attuali restrizioni epidemiche, anzi proprio per reagirvi, lo studio del WEF fotografa l’impronta di una società ormai concorde nell’opporsi alle difficili attuali circostanze. Anche nel 2022, notano gli studiosi, i modelli di sviluppo socioeconomico proseguiranno a ribadire la esistenza di un equilibrio circolare fra le istanze dei consumatori e quelle delle pubbliche amministrazioni. Sintetizzando, la pandemia ha focalizzato problemi che ora è tempo di risolvere: fondamentale si conferma la relazione tra economia e società.

Negli scorsi mesi, segnala Klaus Schwaab, fondatore e Presidente esecutivo del WEF nella sua prefazione al report, Bryan Moynihan, Presidente e CEO di Bank of America, ha coordinato un gruppo di lavoro cui hanno collaborato le Big Four delle società di consulenza aziendali attive a livello mondiale: Deloitte, Ernst & Young-EY, KPMG e PricewaterhouseCoopers.

Insieme hanno elaborato nuovi protocolli ispirati agli Environment-Sustainable-Goals-ESG dell’ONU e da sottoporre alle amministrazioni governative con l’invito ad adeguarsi.

Perché oggi una impresa ha smesso di essere un semplice generatore di profitti ed è invece diventata un interlocutore cui rivolgersi con fiducia. Consumatori, influencers sociali, forza lavoro, investitori e pubbliche amministrazioni, dopo avere condiviso una emergenza sanitaria che ha azzerato le contrapposizioni di interessi, oggi si ritrovano a pianificare una ripresa che si è evoluta a patrimonio della collettività.

Eccoci quindi tutti ad elaborare e compartecipare progetti rispettosi dell’ecosistema, che sappiano anche calamitare il know-how delle capacità finanziarie internazionali, per indirizzarlo ad una Global Corporate Citizenship, ispirandolo a risolvere in modo unificante, appartenenti ad una cittadinanza collettiva, le sfide universali che ci attendono.

Perché questa consapevolezza si traduca in fatti concreti, ricorda il report, i dipartimenti di ricerca del WEF hanno aggiornato gli indirizzi delle loro analisi, ispirandoli ad una ripresa coinvolga gli interessi di tutti i generatori di consenso nella società e tra le amministrazioni pubbliche.

Riunione Aziendale (wikimedia.org)

“In un mondo in cui sembrano tramontare le relazioni come le abbiamo sinora intese, è quanto mai necessario un approccio coordinato e multidisciplinare”, commenta Klaus Schwab.

Per adattarsi alle complicazioni epidemiche, negli scorsi mesi anche la comunicazione del Forum ha ampliato la modalità ibrida.

Infatti nel 2021 la relazione del WEF con i media ha potuto svilupparsi grazie alle piattaforme digitali, con una newsletter settimanale che sui link di LinkedIn, Tik Tok, Facebook, Twitter, Instagram e soprattutto UpLink, ormai calamita ben 30 milioni di abbonati, attratti dagli oltre quattromila contenuti video auto-prodotti, e che consentono ai centri di ricerca del WEF di confermare la presenza quotidiana nei notiziari di Reuters, Bloomberg, Nikkei, Financial Times, BBC, CNBC e persino di Xinhua, New China News Agency, la agenzia stampa ufficiale del governo cinese.

Sempre negli ultimi dodici mesi, il Forum ha organizzato da remoto oltre mille conferenze, fra cui spicca Davos Agenda, l’annuale sessione plenaria di inizio anno che nel 2021 seppure in forma digitale ha attirato ben 1700 relatori e 23 capi di governo.

Borge Brende, President of the World Economic Forum with US President Joe Biden meets Borge Brende, President of the World Economic Forum Secretary John Kerry and Bill Gates in a private meeting at COP 26 in Glasgow,Scotland. Mark F Gibson / Gibson Digital infogibsondigital@gmail.co.uk  www.gibsondigital.co.uk

La edizione dello scorso anno si è rivelata un attrattore informativo il cui interesse ha superato del 400% ogni altro evento mediatico di portata globale svoltosi negli ultimi diciotto mesi. In particolare, Davos Agenda 2021 è stata seguita da ben 40’000 fra le principali testate giornalistiche del pianeta e da oltre 1,200 corrispondenti, fra i quali questo editore e chi vi scrive.

Per il 2022, gli sforzi del dipartimento Public Engagement, il media-team del Forum, si concentreranno ancora sulle attitudini e le modalità di accesso degli utenti. “La nostra audience”, segnala il report, “non è solo internazionale ma anche esigente. Questo ci impone di analizzare le problematiche globali con una attenzione alle sensibilità regionali. Quindi”, proseguono gli esperti, a complemento della tradizionale offerta di analisi strategiche “intensificheremo le iniziative in campo digitale, sviluppando contenuti interessanti anche dal punto di vista commerciale”.

Cambiano i tempi, modi e forme di contatto con il pubblico, ma anche per il WEF ci sono valori che sono fondamentali. “I confinamenti che abbiamo vissuto negli ultimi dodici mesi” osserva infatti Alois Zwinggi, membro del Comitato di direzione del Forum, “ci hanno ricordato la importanza delle relazioni interpersonali. La attuale realtà distanziata ce ne evidenza la centralità”, dato che “sono queste a contare veramente”, anche in una epoca digitale.

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