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I nominati da Trump mostrano le loro posizioni nel voto sul virus

Rimprovero agli stati sui limiti dei loro poteri, e intanto la pandemia mette una madre e figlio su una strada infinita fra due paesi: tasche vuote e senza casa

PRIMA PAGINA (TITOLO + COMMENTO)

–      I nominati da Trump mostrano le loro posizioni nel voto sul virus. Rimprovero agli stati sui limiti dei loro poteri. Col peggioramento della pandemia, i governatori hanno preso misure sempre più drastiche per cercare di fermare la crescita dei contagi. Molte di queste misure, imposte attraverso vari tipi di restrizioni, non gradite da una parte del pubblico, sono state sostenute dai tribunali. Ma mercoledì sera la Suprema Corte è entrata in campo, dichiarando anticostituzionale il limite imposto dal governatore di New York alle congregazioni religiose: da 10 a 25 fedeli per volta, a seconda della pericolosità della zona in cui si trovano le chiese e gli altri luoghi di riunione religiosa. La corte ha votato con una maggioranza di 5 a 4, dove la nuova giudice Barret ha deposto il voto decisivo in nome della libertà di religione, protetta dalla costituzione. Il presidente della corte, di tendenza conservatrice in generale, aveva votato con i membri più liberali sottolineando l’importanza di difenderci dal virus. 

–       Tasche vuote e senza casa dopo 2.500 chilometri. La pandemia mette una madre e figlio su una strada infinita fra due paesi. Il bambino ha 6 anni, la madre è incinta, erano scappati dal Venezuela in piena crisi politico-economica sperando di rifarsi una vita in Colombia. Con la pandemia, anche i lavori in Colombia spariscono. Ed ecco centinaia di Venezuelani sulla strada di ritorno a casa, dove per lo meno possono contare sulle famiglie. Ma il problema è molto più vasto. Milioni di migranti – Afghani, Etiopici, Nicaraguensi, Ucraini e altri, hanno perso il lavoro nei paesi di adozione e cercano di tornare a casa. I più fortunati si sistemano, ma molti hanno finito i soldi lungo la strada, o sono stati respinti all’attraversamento delle frontiere o sono arrivati in paesi in guerra. E hanno dovuto continuare a muoversi. Le organizzazioni internazionali, che cercano di aiutarli, li chiamano “migranti incagliati”.

–      Pazienti messi a rischio dal sabotaggio russo degli ospedali americani.  Attacchi tecnologici (“ciberattacks”) al sistema americano di sanità sono diventati una specie di altra epidemia. I cyber-criminali russi riescono a interrompere o cancellare studi clinici e dati dei pazienti, chiedendo onerosi riscatti per far tornare i dati. Complicando le cose, la settimana scorsa Trump ha licenziato il capo dell’agenzia responsabile della difesa tecnologica, che si era permesso di mettere in dubbio l’idea delle frodi nelle elezioni. Il tutto si svolge quasi sempre in privato, perché gli ospedali preferiscono pagare silenziosamente i riscatti e riavere i loro sistemi funzionanti.

–      Un’eredità più grande del campo di gioco. Fotografia di tifosi di Maradona con questa didascalia: La gente in Argentina e in tutta l’America Latina ricorda Diego Maradona sia come una stella del calcio che come un eroe delle sinistre.

–      Alla vera fine, una presidenza ossessionata da una parola: perdente. È l’aggettivo (“loser”, in italiano corrente “sfigato”) che Trump usa più volentieri contro i suoi oppositori (ha avuto la sfrontatezza di usarlo anche parlando del grande Mc Cain durante i suoi funerali) e che adesso lo sta ossessionando perché lo sente applicato a se stesso. Un suo ex-collaboratore ha detto: “La prima cosa che dice di qualcuno che gli si è opposto: sfigato. La peggior cosa nel suo mondo è essere uno sfigato. Farebbe qualunque cosa per evitare di essere chiamato uno sfigato”.

 

PAGINE INTERNE

– La città di Buffalo combatte contro la seconda ondata. Il numero di casi di coronavirus è aumentato di dieci volte nell’ultimo mese a Buffalo e dintorni.

 Spaccatura sulle scuole del New Jersey. Il governatore vuole i ragazzi di nuovo nelle aule. Ma funzionari a livello locale la pensano diversamente.

– Gli opossum dei presidenti. I due cani di Biden si aggiungono a una lista di animali che non sempre abbaiano. L’animale preferito del presidente Herbert Hoover (1929 – 1933) era un opossum, entrato per caso nel recinto della Casa Bianca, Woodrow Wilson durante la Prima guerra mondiale aveva fatto portare un gregge di mucche e pecore per tener puliti i prati, Kennedy teneva un pony per i figli.

– Nuovi spazi per divertirsi. A lungo cacciati verso spazi abbandonati e strade laterali, i pattinatori stanno ottenendo più spazi urbani appositamente per loro.

– Trappole per turisti in mezzo alla povertà. In Cina la supposta saggezza di costruire grandi statue in aree povere per attrarre i turisti è messa sotto severa critica.

– Le banche globali sentono il disagio. L’Inghilterra e l’Unione Europea non si fidano molto l’una dell’altra e le banche internazionali a Londra sono prese nel mezzo. 

– 337 ergastoli in Turchia. Le sentenze per accusati di aver tentato un colpo di stato contro Erdogan quattro anni e mezzo fa.

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