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77 giorni: la campagna di Trump per capovolgere le elezioni

Il disprezzo di Cuomo alimenta l'uscita dal dipartimento della sanità. Nove addetti di alto livello ne sono usciti litigando

OGGI SUL NEW YORK TIMES (TITOLO+COMMENTO)

PRIMA PAGINA

– 77 giorni: la campagna di Trump per capovolgere le elezioni. Dieci giorni dopo le elezioni, gli avvocati di Trump avevano già concluso che la realtà era il contrario di quanto andava dicendo il Presidente: non c’era nessuna evidenza di frodi, Trump aveva perso le elezioni. Ma il suo avvocato personale, Rudolph Giuliani faceva invece pressione per iniziare una causa in Georgia e sosteneva che le macchine per votare della compagnia Dominion erano state manipolate in modo da trasformare i voti per Trump in voti per Biden. Entrambe le idee si rivelarono subito senza fondamento, altre iniziative legali sostenute da Giuliani furono respinte dai tribunali, e l’azione di Trump divento’ una battaglia extragiudiziaria basata su una bugia (la frode) credibile solo ai suoi super-fedeli, che ha finito per portare all’insurrezione al Campidoglio e al conseguente processo per impeachment. 

– Il disprezzo di Cuomo alimenta l’uscita dal dipartimento della sanità. Nove addetti di alto livello ne sono usciti litigando. Secondo Cuomo, la distribuzione del vaccino è rallentata dagli esperti che guidano l’operazione seguendo metodi antiquati. Ha detto ufficialmente più volte che non crede negli “esperti” e vuol fare di testa sua. Gli esperti se ne sono andati, la distribuzione va avanti, ma è presto per dire chi aveva ragione. Per ora lo stato di New York è a metà, precisamente al ventesimo posto, nella classifica degli stati per numero di inoculazioni.

– Facendo una minaccia globale, le varianti si spargono dove il vaccino non c’è ancora. In Sud Africa, dove è nata la variante più pericolosa, le inoculazioni non sono ancora cominciate. Ma il pericolo è globale: la variante sudafricana è già presente anche negli USA e almeno 4 dei vaccini in uso risultano meno efficaci con la variante che con il Covid “normale”.

– La leader arrestata mentre il timore di un colpo di stato attanaglia Myanmar. Daw Aung San Suu Kyi e i suoi principali collaboratori sono stati detenuti dai militari lunedì mattina fra voci di un colpo di stato. Internet, piattaforme sociali e voli domestici sono bloccati. Molti giornalisti si sono nascosti per timore di essere arrestati. Myanmar è stato un raro caso in cui i militari hanno passato parte del potere che detenevano da anni alle forze politiche civili, e in particolare alla Suu Kyi che aveva passato 15 anni agli arresti domiciliari e aveva vinto il Nobel per la pace nel 1991. Nei giorni prossimi si capirà che cosa intendono fare i militari.

 

PAGINE INTERNE

– Campagne di vaccinazioni nella storia. Vaiolo, poliomielite, influenza suina. Le inoculazioni di massa del passato possono offrire lezioni sulle strategie di distribuzione e sugli errori.

– Disparità razziali nella distribuzione. I residenti neri e latini di New York hanno ricevuto molti meno vaccini dei residenti bianchi.

– I democratici cercano di aggirare il partito repubblicano. Dicono che nel 2009 hanno perso l’occasione di far passare una legge di stimolo più alto per aver cercato l’appoggio dei repubblicani. Non vogliono ripetere l’errore. 

–  La politica di GameStop, che è la piattaforma digitale che usano gli investitori individuali in borsa. Essi sono appoggiati da entrambi i partiti che sono in disaccordo con lo strapotere degli agenti di borsa. 

– Dimostrazione di forza in Russia. La violenza della risposta della polizia alle proteste in favore del leader dell’opposizione è un segnale dell’ansietà del Cremlino.

–  Retate legali in Thailandia. Dozzine di cittadini che marciavano in dimostrazioni pro-democrazia l’anno scorso affrontano adesso lunghe sentenze di prigione.     

 

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