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Biden rovescia la politica di Trump poi lancia avvertimenti alla Russia

Il Presidente mette fine alla collaborazione con l'Arabia Saudita per la guerra in Yemen. Intanto alcuni lavori stanno scomparendo a causa della pandemia

OGGI SUL NEW YORK TIMES (TITOLO+COMMENTO)

 

PRIMA PAGINA

– Biden mette fine alla collaborazione con l’Arabia Saudita per la guerra in Yemen; ha avvertimenti per la Russia. Rovesciamento della politica di Trump. Ieri, il Presidente Biden ha ordinato la fine della vendita di armi e di supporto logistico all’Arabia Saudita per la guerra in Yemen che ha definito “una catastrofe umanitaria e strategica” e ha dichiarato che gli Stati Uniti “non saranno più complici con la Russia nelle sue azioni aggressive”. È stato il segnale più chiaro che Biden ha dato delle sue intenzioni di rovesciare il modo in cui Trump trattava due dei più difficili problemi di politica estera.

–  Lavori messi da parte durante la pandemia stanno scomparendo. Gli Stati Uniti stanno vivendo una situazione che capita spesso nei periodi di recessione: gli imprenditori che sono stati costretti a ridurre la forza lavoro si rivolgono a nuove tecnologie per fare gli stessi lavori con meno personale, tecnologie che mantengono dopo passata la crisi. Stavolta, la situazione è stata aggravata dal coronavirus e ci sono anche qui chiari segnali che gli imprenditori potranno, passata la pandemia, non riassumere il personale sostituito da mezzi tecnologici.

–  Il voto alla Camera espelle Greene da due comitati. Con 230 voti contro 199, la Camera ha rimosso Marjorie Taylor Green dal comitato per l’educazione e da quello per il budget, a causa delle dichiarazioni da lei fatte sostenendo le teorie cospirative false e demenziali di QAnon, fra cui quella che gli incendi della California sono causati da un laser manovrato dagli ebrei e che i parlamentari democratici dovrebbero essere giustiziati.  

– Coercizione, persuasione e la guerra della Cina al covid. Nell’anno dopo l’inizio della pandemia, la Cina ha fatto quello che le altre nazioni non hanno voluto o potuto fare: con un misto di coercizione e persuasione, ha mobilizzato il vasto apparato del partito per entrare profondamente nel settore privato e nella popolazione tutta per quella che il presidente Xi Jinping ha chiamato “la guerra del popolo” e ha vinto. Il successo ha posizionato bene la Cina economicamente e diplomaticamente rispetto ai paesi ancora preoccupati dalla crescita del virus, al punto che adesso offre la sua esperienza come un modello che gli altri paesi dovrebbero seguire.

– Trump rifiuta di testimoniare al processo in Senato. La richiesta del “capo” del processo, il deputato Jamie Raskin, chiedeva di sentire Trump su fatti sicuramente avvenuti durante l’assalto ma da lui negati. I suoi avvocati hanno risposto che Trump non voleva aver niente a che fare essendo il processo anticostituzionale e hanno definito la richiesta “ una trovata pubblicitaria”.

– ” I cacciatori del vaccino” vanno in giro a cercare inoculazioni che non possono trovare a casa. Facendo viaggi in stati dove le regole cambiano. Con la continua crescita di domanda del vaccino, migliaia di Americani attraversano i confini dello stato in cerca di dosi. La lotta per essere inoculati ha messo in luce il coacervo di regole messe in atto dagli stati, data la mancanza di protocolli standardizzati. E pone alle autorità locali un problema: seguire strettamente le regole escludendo i forestieri o dare il massimo possibile di vaccini senza badare alla provenienza del paziente?

 

PAGINE INTERNE

– Il ventaglio dei politici italiani si mette nelle mani di un enigmatico tecnocrate. Una nazione nel momento forse più pericoloso dai tempi della Seconda guerra mondiale. Nei giorni bui della crisi finanziaria dell’Europa, Mario Draghi, allora capo della Banca Centrale Europea, fu considerato il salvatore dell’euro. Oggi, circa 10 anni dopo, con il paese vittima di una catastrofica pandemia, in crisi economica e con le forze politiche divise. è visto come l’unico con gli attributi per salvarlo. Il Parlamento deve ancora accettarlo, ma lui ha già fatto progressi anche con partiti anti-europa inizialmente contrari. Soprattutto, sembra l’unico in grado di gestire l’aiuto di 240 miliardi in arrivo dall’Europa come contributo alla ripresa nazionale, da qualcuno definito un vero e proprio Piano Marshall per l’Italia. I suoi sostenitori pensano che farà ripartire i progetti di lavori pubblici paralizzati e che investirà in educazione e creazione di occupazione. Ce la farà a ottenere l’approvazione della maggioranza parlamentare, ma non sarà facile con un parlamento diviso in tanti piccoli partiti ostili fra di loro.         

– La F.D.A. (l’ente di controllo della sanità) considera il vaccino da una sola inoculazione. La Johnson and Johnson ha chiesto alla F.D.A. autorizzazione urgente per l’uso del suo vaccino e potrebbe cominciare le spedizioni in marzo.

– ” Non sono spaventata “. Con Aleksei Navalny che comincia il suo primo lungo periodo di prigione, la moglie Julia si ritrova riluttantemente alla ribalta.

– Il leader della CNN lascia. Jeffrey Zucker lascia dopo 30 anni la CNN, il più importante canale televisivo di notizie. Aveva molto aiutato l’ascesa di Trump, ma poi aveva completamente cambiato direzione.

– Una compagnia coinvolta nelle elezioni fa causa a Fox News. Smarmatic, una piccolo compagnia di tecnologia elettorale, ha fatto causa a Fox News, il canale TV tutto trumpiano, per diffamazione durante le notizie su possibili brogli elettorali.

 

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