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La giustizia indagherà su come Minneapolis tratta il comportamento della polizia

L'indagine segnala che la Casa Bianca vuole combattere gli abusi in tutto il paese

(TITOLO+COMMENTO)

PRIMA PAGINA

– Il Ministero della Giustizia indagherà su come Minneapolis tratta il comportamento della polizia. L’indagine segnala che la Casa Bianca vuole combattere gli abusi in tutto il paese. Il Ministro della Giustizia Garland ha annunciato ieri una investigazione sul dipartimento di polizia di Minneapolis, segnalando che il governo cercherà di combattere gli abusi delle polizie in tutto il paese e di stringere i controlli federali sulle forze locali. L’inchiesta cercherà di mettere in luce se la polizia di Minneapolis facesse abitualmente un uso eccessivo della forza o trattasse le minoranze ingiustamente ed esaminerà le pratiche di addestramento e responsabilizzazione. “Buoni poliziotti non vogliono lavorare in sistemi che consentono pratiche ingiuste”, ha detto Garland. La polizia di Minneapolis è da tempo accusata di razzismo, i cittadini di colore sono il 20% della popolazione ma sono stati, dal 2009 al 2019, il 60% delle vittime di scontri con la polizia. Il capo della polizia, Medaria Arradondo, che nel processo Floyd ha testimoniato contro l’accusato, si è impegnato a collaborare con gli inquirenti. 

– I repubblicani aggravano le penalità per i dimostranti in una quantità di leggi. Parlamenti repubblicani in Oklahoma e Iowa hanno passato leggi che garantiscono l’immunità a guidatori le cui auto colpiscono e feriscono i dimostranti per le strade. In Indiana, una proposta impedirebbe a chiunque colpevole di assembramento illegale di avere un lavoro statale. In Minnesota, i colpevoli di proteste non autorizzate non potranno ricevere sussidi statali di nessun tipo. In Florida, il governatore ha firmato una legge da lui stesso definita “la più forte legge anti-saccheggio, anti-rivolta, pro-legalità del paese”. Queste misure sono parte di un’ondata di 81 leggi contro le proteste pubbliche, passate da 34 stati repubblicani dopo che il movimento “le vite nere contano” aveva scosso tutto il paese per l’assassinio di Floyd. 

– L’esitazione a farsi vaccinare è simile al voto presidenziale. Che cos’hanno in comune la contee con meno vaccinati: i votanti per Trump. Due grafici con questo titolo: Stati con con alta percentuale di voti per Trump hanno più adulti esitanti e una più bassa percentuale di residenti già vaccinati che gli stati a maggioranza democratica.

– Dopo 200 milioni di inoculazioni, adesso viene il difficile. Gli stati diventano creativi per indurre gli esitanti a rimboccarsi la manica. Più di metà degli Americani adulti hanno ricevuto almeno una dose, ma non sarà facile – e ci vorrà qualche cambiamento creativo nella strategia – convincere il resto. Funzionari della sanità in molti stati stanno considerando di far vaccinare gli esitanti dal loro stesso dottore, dove si sentirebbero più a loro agio, che nei centri abilitati. Questo richiederebbe al governo di fare una distribuzione dei vaccini molto più capillare.

– Gli ispettori temono che la casa farmaceutica abbia rovinato più vaccini di quanto dichiarato. Gli ispettori dell’agenzia di controllo delle medicine hanno detto che la compagnia che produce il vaccino Johnson and Johnson, Emergent BioSolutions, può aver contaminato più dosi del dichiarato e hanno trovato mancanze nelle pratiche di disinfezione, trattamento delle materie prime e addestramento dei lavoratori. La produzione è adesso sospesa negli Stati Uniti e il materiale già prodotto sottoposto a quarantena.

– Mentre Putin provoca l’occidente, i Russi provocano Putin. Alle proteste, canti di “abbasso lo zar”. Mentre ieri il presidente Putin attaccava nemici veri o presunti in un discorso sullo stato del paese, decine di migliaia di Russi sfidavano la pesante presenza della polizia per riversarsi nelle strade a protestare. È il quadro della Russia nel terzo decennio del mandato di Putin: un leader  fermamente in controllo delle vaste risorse del paese e dell’apparato di sicurezza a sua disposizione, ma che affronta un’opposizione sempre più arrabbiata e disperata, specialmente per la prigionia e maltrattamenti dell’unico rivale, Aleksei Navalny. 

 

PAGINE INTERNE

– Caos prima che il poliziotto spari. Un video fa vedere una ragazzina di 16 anni con un coltello in mano e altre ragazze intorno prima che un poliziotto le spari tre colpi, ammazzandola. Viene da chiedersi: che cosa può avere in testa, soprattutto in un momento di tensioni come adesso, un poliziotto grande e grosso per sparare tre colpi a una ragazzina, invece che cercare di disarmarla del coltello con altri mezzi? Anche a calci o pugni se necessario, ma certamente senza sparare. 

– Traballa il sistema sanitario indiano. Mentre le infezioni aumentano, almeno 22 persone sono morte per mancanza di ossigeno in un ospedale, e la rabbia verso il governo aumenta.

– Tabulati in Afghanistan. I Talebani hanno preso nota e stanno contestando le violazioni da parte degli USA dell’accordo sul ritiro delle truppe. 

– Bolsonaro cambia tono. Il presidente del Brasile ha offerto di far cessare la deforestazione dell’Amazzonia – se la comunità internazionale ne pagasse la spesa.

– Benvenuti a un’economia “YOLO” (acronimo per “You Only Live Once”,  “si vive una volta sola”). Stufi e pieni di risparmi, molti lavoratori stanno lasciando la loro occupazione tradizionale, in cerca di un’avventura post-pandemia. 

– Limiti all’intelligenza artificiale in Europa. L’Unione Europea regolerà per la prima volta l’uso dell’intelligenza artificiale in numerose attività. 

– Attraendo i compratori. Dopo un anno disgraziato per il commercio al minuto, stanno fiorendo molti nuovi negozi.

 

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