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New York vieta l’insegnamento remoto per tutte le classi

Un passo importante verso la ripresa. Una delle prime grandi città a decidere in assenza di una guida nazionale

OGGI SUL NEW YORK TIMES (TITOLO+COMMENTO)

 

PRIMA PAGINA

– New York vieta l’insegnamento remoto per tutte le classi. Un passo importante verso la ripresa. Una delle prime grandi città a decidere in assenza di una guida nazionale. New York City non avrà l’opzione dell’insegnamento remoto quest’autunno, ha detto il sindaco De Blasio, quando riaprirà il più grande distretto scolastico del paese. Passo cruciale nella ripresa economica della città dopo un anno di difficoltà causate dalla pandemia. Con i figli di nuovo a scuola, molti genitori saranno liberati dall’obbligo di restare a casa a sorvegliarli, e questo può significare la ripresa di molte attività commerciali. “Non possiamo avere una ripresa completa senza una completa scuola” ha detto De Blasio. Con grande fotografia di bambini con genitori fuori da una scuola, con questa didascalia: Per New York la scuola nelle aule è essenziale. “Dobbiamo capire che ci stiamo lasciando il covid alle spalle” ha detto il sindaco. 

– Nuova preoccupazione sulle entrate degli stati: stanno crescendo. Il partito repubblicano fa pressioni su Biden perchè ridiriga gli introiti verso le infrastrutture. Dalla California alla Virginia, molti stati che avevano gravi problemi economici durante la pandemia si trovano adesso pieni di introiti dalle tasse a causa della ripresa economica e del rialzo della borsa. I parlamentari che si preoccupavano di tagli del budget, stanno adesso proponendo aumenti delle spese per le scuole, riduzioni delle tasse e pagamenti diretti a residenti. L’inaspettato scenario fa sì che Biden si trovi sotto pressione dai repubblicani perchè ridiriga miliardi di dollari di finanziamento federale per le infrastrutture al fine di arrivare a un accordo bipartitico. Il senatore repubblicano Mitt Romney ha suggerito di riguardare “ai fondi che sono già stati mandati agli stati” . Ha detto:”Non sanno come usarli. Dovrebbero usarli per finanziare parte delle infrastrutture come strade e ponti”. 

– Israele diventa meno dipendente dall’assistenza americana. Per decenni, i leaders di Israele e i suoi cittadini hanno guardato a Washington come essenziale alla loro sopravvivenza. Ma questa dipendenza sta finendo. Gli esperti di sicurezza e gli analisti politici dicono che il paese ha cautamente coltivato, e probabilmente raggiunto, un’effettiva autonomia dagli Stati Uniti. Non ha più bisogno degli Stati Uniti per proteggersi dagli stati vicini, con la maggior parte dei quali ha fatto pace, nè nei rapporti con la Palestina, che è in grado di gestire autonomamente.

– L’Europa attacca il leader della Bielorussia per “sequestro di persona”. Putin sostiene il regime, l’Occidente sospende i voli. Quando i passeggeri del volo Ryanair hanno sentito che c’era un atterraggio di emergenza a Minsk, la capitale della Bielorussia, hanno pensato a uno dei normali problemi che possono capitare in volo. Tutti meno uno, il giornalista Protasevich, noto esponente dell’opposizione al regime, che si è terrorizzato nella certezza che sarebbe stato arrestato. Come è infatti avvenuto. L’episodio, descritto dai leaders europei come “uno straordinario sequestro di persona voluto da uno stato”,  ha provocato forti tensioni con la Bielorussia e con la Russia di Putin, che sostiene il dittatore Lukashenko. L’Europa ha cancellato tutti i voli con la Bielorussia. 

– I poeti rischiano la vita per salvare l’anima di Myanmar contro la giunta. Quattro poeti sono stati ammazzati uno dopo l’altro per i versi scritti contro la giunta e altri 30 sono stati mesi in prigione. Per il momento non ci sono nuove poesie, ma i poeti restano vivi a Myanmar, e usano le loro armi non-convenzionali per combattere una giunta che ha fatto più di 800 morti da quando ha preso il potere il primo febbraio scorso. Uno di loro ha detto: “Sentimenti anti-autoritari sono nel sangue e nella carne dei poeti. La gente con le armi in mano è spaventata dalle mani con la penna”.

 

PAGINE INTERNE.

– Richieste di porre fine alle espulsioni al confine. Il Presidente Biden sotto pressione per cancellare il cosiddetto Titolo 42, una regola che giustifica l’espulsione degli immigranti come misura pubblica sanitaria durante la pandemia.

– Fuori le mani dalla stampa. La Casa Bianca sembra affermare che il Ministero della Giustizia non può richiedere dati ai giornalisti.

– Rimpatriati in Nuova Zelanda. Il fascino della sicurezza e dello splendore sta dando alla Nuova Zelanda una rara opportunità di riprendersi i suoi talenti.

– La lotta sul Primo Ministro mette a prova la certezza del diritto a Samoa. Il primo ministro in carica rifiuta il suo successore, provocando una crisi costituzionale.

– Scarsità di vaccino a Delhi. Ufficiali della sanità nella regione capitale dell’India cercano di evitare una nuova ondata del virus, ma i vaccini sono scarsi.

– Un problema difficile. Con una grande foto di piante di cactus sulla prima pagina della sezione scienza, con questa didascalia: Cactus nel parco nazionale di Atacama nel deserto del Cile. Una recente inchiesta in Italia ha scoperto e restituito al Cile 844 piante rubate. I cactus sono la pianta del momento ma la loro popolarità alimenta un mercato nero che mette in pericolo alcune specie. Nell’operazione Atacama, portata avanti in Italia dalla polizia, con l’aiuto dell’Associazione per la Biodiversità e la Conservazione, sono stati sequestrati e restituiti più di mille esemplari di cactus rari valutati a 1,2 milioni di dollari al mercato nero. Il presidente dell’associazione ha detto: “Questo è un organismo che si è evoluto per milioni di anni per essere capace a sopravvivere nelle condizioni più dure del pianeta, ma che in questo modo finisce la sua vita”.

 

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