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Una fragile coalizione spodesta Netanyahu da primo ministro

Un ex-collaboratore conquista l'incarico con una votazione di 60 a 59. Anche se ancora con qualche crepa, ritorna l'unità nel G7

(TITOLO+COMMENTO)

 

PRIMA PAGINA

– Una fragile coalizione spodesta Netanyahu da primo ministro. Un ex-collaboratore conquista l’incarico con una votazione di 60 a 59. Il lungo regno di Netanyahu è ufficialmente finito domenica notte, quando il Parlamento ha dato il suo voto di fiducia a una precaria coalizione messa insieme da varie e disparate forze anti-Netanyahu. È stato rimpiazzato da Naftali Bennett, 49 anni, rappresentante delle destre, ex-consigliere di Netanyahu, da sempre contrario al riconoscimento della Palestina come stato. L’accordo con gli altri partiti, prevede che sarà sostituito fra due anni da Yair Lapid, centrista nuovo ministro degli esteri, se il governo durerà tanto. La coalizione è molto fragile, composta da otto partiti che vanno d’accordo solo sul desiderio di far fuori Netanyahu. Nessuna altra idea politica in comune.

– Anche se ancora con qualche crepa, ritorna l’unità nel G7. Il Presidente Biden e gli altri leaders del gruppo (Canada, Francia, Italia, Germania, Giappone, Inghilterra) hanno fatto una dichiarazione ufficiale criticando fortemente la Cina sulla repressione interna e sulla mancanza di chiarezza sulle origini della pandemia, e la Russia per l’uso dell’agente nervino e delle armi cibernetiche. Concludendo la prima riunione di persona dall’inizio della pandemia, i leaders hanno cercato di presentare un fronte unito e comune, ma non hanno trovato un accordo sui combustibili inquinanti e su come opporsi all’espansione della Cina con i suoi investimenti all’estero. Ma il tono generale era decisamente buono. Il Presidente francese Macron ha detto: “È bello avere un Presidente americano parte del club e molto desideroso di collaborare”.

– Il Ministero della Giustizia ottenne dalla Apple i dati sul principale consigliere di Trump. Il Ministero della Giustizia nel 2018 citò in giudizio la Apple per ottenere dati su Donald McGahn, consigliere di Trump. chiedendo anche che l’interessato non ne fosse informato. Non è chiaro il motivo della ricerca, forse legata all’indagine sui rapporti con la Russia. Ma è chiara purtroppo la tendenza del Ministero ad abusare del proprio potere per cercare di ottenere dati altrimenti riservati.

– Mentre la crisi edilizia stringe New York, i candidati a sindaco cercano i rimedi. Priorità del post-pandemia con minacce di sfratti. I leaders della città sono perseguitati da decenni da un problema che ha reso New York simbolo de disuguaglianze: anni di prosperità hanno portato alla costruzione di torri di appartamenti di lusso, mentre era trascurata l’edilizia pubblica e i quartieri con abitazioni accessibili sparivano. L’attuale sindaco De Blasio ha fatto dell’edilizia popolare una delle sue priorità e ha cercato di migliorare la situazione, ma la crisi attuale può essere resa ancor più dura dalla pandemia. I candidati a sindaco sono tutti d’accordo che sia necessario investire maggiormente nell’edilizia pubblica, ma differiscono sulle soluzioni e modalità. Due candidati, la Garcia e McGuire, vorrebbero creare decine di migliaia di nuove case per i poveri; altri due, la Wiley e Donovan, vorrebbero spendere centinaia di milioni per aiutare gli affittuari a non essere sfrattati; e altri due ancora, Yang e la Morales vorrebbero convertire alberghi in case, ma la crisi è particolarmente grave. Qualunque sia la soluzione, non sarà facile metterla in atto. 

 

PAGINE INTERNE

– La criminalità cresce mentre il virus retrocede. I leaders della città di New York desiderosi di rilanciare e ringiovanire l’economia hanno tolto tutte le restrizioni. Ma l’aumento dei reati violenti sta tenendo a casa residenti e turisti.

– La marcia delle trans attira migliaia di dimostranti. La marcia Brooklyn Liberation è avvenuta con successo, ma sullo sfondo di un’ondata di violenza che sta colpendo in modo sproporzionato le donne transessuali.

– Erdogan ammorbidisce la sua posizione. Con la Turchia in crisi economica, il suo leader sta cercando di placare i leaders europei invece che antagonizzarli.

– Scarsità di ingredienti, gran problema. Nei locali della Starbucks in tutto il paese clienti e lavoratori si lamentano della scarsità di ingredienti chiave per bevande, cibi da prima colazione, e persino tazze, piattini e cannucce. 

– Com’è il tuo stato? Compagnie offrono premi per sapere quanti dei loro dipendenti siano vaccinati.   

 

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