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La Suprema Corte boccia il terzo tentativo di eliminare la legge sulla sanità

Bocciata l'iniziativa del partito repubblicano con un voto 7 a 2 che solidifica la legge. Le donne americane riordinano le loro priorità e rimandano la maternità

(TITOLO + COMMENTO)

PRIMA PAGINA

– La Suprema Corte boccia il terzo tentativo del partito repubblicano di eliminare la legge sulla sanità, con un voto 7 a 2 che solidifica la legge. La legislazione, la più importante eredità del presidente Obama, è stata oggetto di continua ostilità da parte dei repubblicani, che non sono riusciti a modificarla o eliminarla in Parlamento nè alla Suprema Corte, dove questo era il terzo tentativo di attaccarla. Il Presidente della Corte, John Roberts, ha fatto parte della maggioranza, come pure l’ultima eletta, la giudice Barrett.

– Una nazione che aspetta sempre di più per cominciare una famiglia. Il tasso di natalità è sceso fortemente dopo la crisi finanziaria del 2007/2009. Due grandi grafici a colori del paese: il primo, 1996 – 2007, porta questo commento: Il tasso di natalità è cresciuto di più nelle cittadine e nelle zone rurali, e di meno nelle aree metropolitane. Il secondo grafico, 2007 – 2019, porta questo commento: Il tasso di natalità stava già scendendo quasi ovunque. Molto prima che ci fosse qualunque effetto della pandemia.

– Le donne americane riordinano le loro priorità, rimandando la maternità. Le nascite scendono mentre hanno la precedenza la scuola e il lavoro. Per decenni, rimandare la maternità era esclusivo delle classi alte, specialmente nelle grandi città delle due coste. Donne con importanti titoli di studio rimandavano il momento di avere un figlio fino a quando la loro carriera non era ben stabilita e solida, spesso fino oltre i trent’anni. Ma nell’ultimo decennio, sempre più donne di tutte le classi sociali hanno dato la priorità all’educazione e alla carriera, con il risultato che stiamo vivendo la più lenta crescita della popolazione degli ultimi 30 anni, con un calo nelle gravidanze di donne sotto i 30 anni del 28%. 

– La Suprema Corte appoggia l’agenzia cattolica nella disputa sui genitori adottivi omosessuali. Decisione unanime nel caso di Philadelphia. Ha decretato che un’agenzia di servizi sociali cattolica poteva sfidare le regole della città e rifiutarsi di aiutare coppie dello stesso sesso ad adottare bambini. La decisione rappresenta una sconfitta dei diritti degli omosessuali e mette in evidenza che i gruppi religiosi quasi sempre prevalgono con l’attuale Corte.

– Critici incolpano una candidata a sindaco per il suo lavoro nella polizia. La campagna di Maya Wiley per diventare sindaco si basa sul suo anno di lavoro come capo dell’agenzia che controlla la polizia. Ma uno studio del suo ruolo in quell’anno, mostra che l’agenzia era troppo legata al municipio e quindi la sua azione sulla polizia ne soffriva. 

– L’Iran va verso il partito unico, mentre i clerici superano i moderati. Voto presidenziale con un quasi-certo vincitore.  In prossimità delle elezioni presidenziali, di solito le strade di Teheran sono tappezzate di manifesti di propaganda elettorale dei vari candidati. Ma quest’anno il manifesto più grande non ha un nome, dice solo: andate a votare. E sembra che alla fine si potrà votare solo per quelli prescelti dall’onnipotente consiglio dei clerici, che ha il diritto di esaminare i candidati e ammetterli o escluderli dalle elezioni. 

 

PAGINE INTERNE

– “Juneteenth” (abbreviazione di June Nineteenth, 19 giugno) ha la sua giornata. Il 19 giugno è diventato un giorno festivo, commemorando la fine della schiavitù.

– Scommettendo milioni su una pillola per il covid. Gli Stati Uniti  spenderanno 3 miliardi di dollari per sostenere lo sviluppo di una medicina antivirale che potrebbe arrivare quest’anno. 

–  Azione repressiva a Hong Kong. La polizia ha arrestato gli editori di un giornale pro-democrazia, ha congelato i suoi conti e perquisito gli uffici.

– Vaccino per gli atleti. Mentre il mondo dello sport americano fa di tutto per tornare alla normalità, l’ostacolo più grande può essere l’esitazione di molti atleti a vaccinarsi.

 

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