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Ex-dipendente dice che Facebook nascondeva gli sforzi per accalappiare gli utenti

Riferisce alla commissione del Senato come le piattaforme approfittano della diffusione di notizie dannose

(TITOLO+COMMENTO)

 

– Ex-dipendente interna dice che Facebook nascondeva gli sforzi di accalappiare gli utenti. Riferisce alla commissione del Senato come le piattaforme approfittano della diffusione di notizie dannose. In oltre tre ore di testimonianza, Frances Haugen, che ha lavorato per due anni nel settore di Facebook dedicato alla disinformazione, ha detto che Facebook aveva di proposito nascosto disturbanti ricerche di come i giovani si sentano male su sè stessi dopo l’uso dei suoi prodotti e che era disponibile a usare contenuti dannosi per attirare i giovani a ritornare alla piattaforma. Ha detto: “Sono qui oggi perchè credo che i prodotti di Facebook facciano male ai giovani, provocano divisioni e indeboliscono la nostra democrazia. I responsabili della compagnia sanno come rendere Facebook e Instagram più sicuri ma non fanno i necessari cambiamenti”.

– McConnell (il capo dei senatori repubblicani, a suo tempo il più servile dei servitori di Trump) non propone voti nè fa domande. Mentre gli Stati Uniti si avvicinano alla crisi del debito, i repubblicani lasciano passare il tempo. È da tempo che McConnell usa la periodica necessitá del governo di alzare i limiti dell’indebitamento come un’occasione per ottenere  vantaggi politici o pratici. Ma a due settimane da una potenzialmente catastrofica chiusura del governo, McConnell non ha ancora detto che cosa vorrebbe per votare e far votare i suoi a favore del rialzo. Anzi, in una lettera a Biden ha scritto: “Non abbiamo una lista di richieste”.

– Scelte difficili mentre Biden cerca di ridurre i suoi piani. Il Presidente Biden e i suoi principali collaboratori stanno cercando di ridurre da 3,5 a 2,3 trilioni il loro piano per ampliare la rete sociale di protezione, per combattere il cambiamento del clima, agevolare l’accesso a scuola dei bambini poveri e aiutare le compagnie a competere con la Cina. I tagli, una volta decisi, rappresenteranno una sconfitta per Biden, ma ciò che rimarrà del piano porterà comunque importanti benefici a molti Americani. 

– Adesso in vendita in Afghanistan: armi americane. Nel caos della ritirata, migliaia di armi e tonnellate di equipaggiamento militare, abbandonati nelle basi militari dagli Americani, sono finiti nelle mani dei  Talebani e adesso sono liberamente in vendita nei negozi dei commercianti di armi o nel mercato del contrabbando.

– La C.I.A. mette in guardia gli informatori. La C.I.A. ha avvertito tutte le sue basi nel mondo che un preoccupante numero di informatori assunti da altri paesi per spiare per gli Americani sono stati catturati dalle autorità locali o ammazzati. Il telegramma di avvertimento mette in luce la difficoltà di assumere gli informatori, i pericoli che essi corrono e anche il pericolo che poi diventino doppiogiochisti. 

– Un imbaldanzito Xi rifà il mondo degli affari cinesi a sua immagine. Stringendo le regole e mettendo in prigione gli imprenditori. Sotto Xi, la Cina sta riformando il mondo degli affari e limitando il potere dei dirigenti delle imprese. La politica è guidata dal desiderio di un maggior controllo statale e da preoccupazioni sul  debito pubblico, sulle disuguaglianze economiche fra cittadini e sull’influenza di paesi stranieri, compresi gli USA. 

 

PAGINE INTERNE

– Abusati più di 200.000 minorenni. Una commissione messa in opera dalla Chiesa Cattolica in Francia ha trovato che il problema è molto piú diffuso di quanto si pensava. 

– Zero gravità sul set. Una troupe cinematografica russa è arrivata alla Stazione Spaziale Internazionale per girare un film in orbita.

– Crisi di rifornimenti colpisce la Germania. La dipendenza dalle importazioni ha lasciato la piú grande economia dell’Europa particolarmente vulnerabile per scarsezza o mancanza di materiali chiave. 

– Una prima volta americana: nessun soldato disperso. La guerra in Afghanistan , finita senza nessun soldato definito come “disperso”, riflette un cambio nelle priorità militari. 

 

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