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Troppo alto il prezzo per la verità: l’impunità prevale sui crimini contro i giornalisti

Secondo il rapporto annuale dell'UNESCO: 62 giornalisti uccisi nel 2020, ma 9 volte su 10 gli assassini non vengono assicurati alla giustizia

"Stop killing journalists" (UNESCO/UN)

Sessantadue giornalisti uccisi nel corso del 2020 solo per aver svolto il proprio lavoro. Le statistiche emerse dai rapporti UNESCO rivelano che tra il 2006 e il 2018 più di mille giornalisti hanno perso la vita in nome dell’informazione. E nove volte su dieci gli assassini restano impuniti. Un dato impressionante e allarmante.

Per questo, quest’anno, la Giornata internazionale per porre fine all’impunità per i crimini contro i giornalisti, istituita dalle Nazioni Unite, vuole accendere i riflettori sulla questione e spronare i pubblici ministeri ad assicurare i killer alla giustizia.

Negli ultimi anni, il numero di operatori dei media uccisi al di fuori delle zone di conflitto è aumentato. I giornalisti affrontano innumerevoli altre minacce: rapimenti, torture e detenzioni. Rischi da tenere in conto quando ci si affaccia a questa nobile, ma pericolosa professione. E ora che il mondo è sempre più digitalizzato, le molestie hanno assunto nuove forme e la sicurezza degli operatori dei media vacilla sempre di più.

Nel suo messaggio, António Guterres, Segretario Generale Onu, ha sottolineato come “la pandemia ha dimostrato che l’accesso ai fatti e alla scienza è letteralmente una questione di vita o di morte“. La crisi sanitaria ha limitato di fatto il diritto all’informazione e questo ha minacciato “la democrazia e lo stato di diritto“.

Sono le giornaliste ad essere particolarmente a rischio. Secondo i rapporti dell’UNESCO, il 73% delle giornaliste intervistate ha affermato di essere stata intimidita e insultata online. Gli attacchi in rete possono degenerare in violenza fisica e persino omicidio, come è successo nel caso della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia.

Dire la verità ha un prezzo, – ha detto Audrey Azoulay, direttore generale dell’UNESCO – quando gli attacchi contro i giornalisti rimangono impuniti, il sistema legale e le strutture di sicurezza hanno deluso tutti. Gli Stati hanno quindi l’obbligo di proteggere i giornalisti e assicurare che gli autori dei crimini siano puniti. Giudici e pubblici ministeri, in particolare, hanno un ruolo importante”.

Le commemorazioni nel 2021 apriranno anche la strada al decimo anniversario del Piano d’azione delle Nazioni Unite sulla sicurezza dei giornalisti e la questione dell’impunità, che sarà celebrato nel 2022.

 

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