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Biden appoggia nuove regole per le leggi sul diritto di voto

Mentre il Presidente attendeva, gli stati hanno ristretto il voto. Problemi nei test rallentano il goal del ritorno nelle aule

(TITOLO+COMMENTO)

 

PRIMA PAGINA

– Biden appoggia nuove regole per le leggi sul diritto di voto. In un discorso ad Atlanta, ha sostenuto che il Senato deve approvare nuovi regolamenti per le leggi sul diritto di voto, ammonendo di una grave minaccia alla democrazia se i parlamentari non agiscono per “proteggere il cuore e l’anima del paese”. Non è arrivato a chiedere la completa eliminazione del “filibuster” (una tradizione del Senato che permette al partito di minoranza di bloccare le leggi che non raggiungono i 60 voti favorevoli), ma ha detto che dovrebbe essere escluso dalle leggi sul voto. Ha illustrato i principi in cui crede: provvedere facile accesso al voto per tutti, migliorare l’uguaglianza di razze, mantenere “la promessa di un’America viva”. Il discorso, a tratti emozionante, serviva per rafforzare la posizione dei democratici sulla legge pendente in Senato “Freedom to Vote Act”, che prevede di bloccare gli sforzi dei repubblicani di restringere il voto per posta, di dichiarare festa nazionale il giorno delle elezioni e impedire ai legislatori degli stati di ridisegnare i distretti elettorali. Con grande foto di Biden durante il discorso, con questa didascalia: Il Presidente Biden ha parlato con emozione sulla protezione del diritto di voto a un consorzio di università storicamente di colore ieri ad Atlanta.

– Mentre il Presidente attendeva, gli stati hanno ristretto il voto. Nei nove mesi da quando la Georgia ha passato leggi restrittive del voto, altri 18 stati hanno passato leggi simili, e 30 stati hanno ridisegnato i loro distretti elettorali per favorire il voto repubblicano. Nel suo discorso di ieri, Biden ha insistito per una legge federale che renda illegali le più gravi leggi statali.

– Problemi nei test rallentano il goal del ritorno nelle aule. esecuzione pasticciata e linee guida contraddittorie. Mentre milioni di studenti tornano ai loro banchi, i test del coronavirus, che dovevano aiutare le scuole a riaprire in sicurezza, non sono andati bene. Soverchiati dalla quantità di infezioni da Omicron, sotto pressione da varie parti politico-sindacali, confusi da istruzioni contraddittorie dalle autorità, molti distretti lottano per stabilire un programma di test, ma in molte aree alcune scuole hanno dovuto chiudere perchè testi sbagliati hanno consentito a studenti o insegnanti infetti di tornare a scuola, col pericolo di infettare gli altri.  

– Ristretta la copertura assicurativa della medicina per l’Alzheimer. Medicare, programma federale di assicurazione sanitaria per gli anziani, ha deciso di limitare la copertura della costosa medicina Aduhelm ai soli pazienti che hanno partecipato alle procedure di prova, riducendo quindi di molto il numero dei possibili candidati. Il centro di controllo del Medicare, dopo lunghe investigazioni, ha concluso che la medicina portava più rischi che benefici per la salute dei pazienti.

– Prima un inferno. Adesso l’agonia dell’incertezza. Caos ostacola gli sforzi per identificare le vittime dell’incendio nel Bronx. ieri sera, la città ha rilasciato una lista parziale dei deceduti. Il caos delle operazioni di soccorso e il numero delle vittime ha complicato l’identificazione. Più di 60 vittime – 17 delle quali morirono dopo poche ore – furono inizialmente indirizzate in 4 ospedali del Bronx e successivamente mandate in altri ospedali. Molte non sono in grado di comunicare e quindi di cercare i loro parenti. 

– Un enigma, di proposito: la strategia di Putin sull’Ucraina. Il mistero che avvolge le sue intenzioni rimane fitto anche dopo due giorni di trattative fra diplomatici russi e americani. Il diplomatico russo a capo della sua delegazione ha fatto dichiarazioni contraddittorie: dopo aver detto che le trattative erano “profonde e concrete”, ha dichiarato che il rifiuto di accettare le richieste russe può mettere a rischio “la sicurezza dell’intero continente europeo”.

 

PAGINE INTERNE

– Gli Stati Uniti prendono di mira il terrorismo domestico. Il Ministero della Giustizia sta creando un’unità per combattere l’estremismo violento.

– Causa dell’incendio di Philadelphia. Un bambino di 5 anni che giocava con un accendino può aver dato fuoco a un albero di Natale, dicono gli investigatori.

– Ricordando un eroe. È morto Magwa, un gigantesco topo africano che ha fiutato e scoperto bombe inesplose in Cambogia per anni. 

– Il leader australiano contro Djokovic. Con il problema del visto ancora non risolto, alcuni dicono che Scott Morrison, Primo Ministro australiano, sta usando il caso di Djokovic per conquistare il favore degli elettori per la sua rigida politica sulla difesa dei confini. 

– Una tranquilla serata a casa per i Golden Globes. L’Associazione della Stampa Straniera, che per anni ha organizzato i Golden Globes con grande successo, è stata vittima negli ultimi due anni di vari scandali, fra cui il fatto che non c’era nell’Associazione alcun membro non-bianco. Ha in parte rimediato, ma ha perso ogni possibile appoggio dalla Hollywood ufficiale: niente trasmissione TV, nessuna stella del cinema presente alla consegna dei premi, avvenuta quasi privatamente nella sala di un albergo. Il film più premiato, sicuro candidato anche agli Oscar, è stato “The power of the dog”. 

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