Cerca

PoliticaPolitica

Commenti: Vai ai commenti

Voto all’estero Nord Centro America: Macario sotto indagine Selvaggia

Il candidato di Free Flights to Italy nel mirino di Selvaggia Lucarelli per titoli di studio falsi, accuse di diffamazione e altro ancora

Lo screenshot dell'articolo della rivista Rolling Stone dedicato a Macario.

Sulla rivista Rolling Stone, Selvaggia Lucarelli ha messo in evidenza alcune falsità e incongruenze nelle notizie sul web associate a Giuseppe Macario, candidato della lista Free Flights to Italy, che la Voce aveva già intervistato, tra i 35 candidati complessivamente sentiti, nel suo speciale sul voto all'estero. Rispettiamo il lavoro di Lucarelli, ma ci sentiamo di precisare due o tre cose

Mentre si sta votando nelle circoscrizioni estere, e a pochi giorni dalla pubblicazione del nostro servizio sulle elezioni, composto di ben 35 interviste a 35 candidati in Nord America, veniamo sorpresi da un pezzo di Selvaggia Lucarelli, pubblicato sulla rivista Rolling Stone, dal titolo: “L’inquietante storia di un candidato fantasma”. Il “candidato fantasma” in questione è Giuseppe Macario, della lista Free Flights to Italy, che la Voce di New York vi ha presentato per la prima volta qui e ha intervistato qui. E la storia che leggiamo su quelle pagine, naturalmente, pare anche a noi, come probabilmente a voi lettori, piuttosto inquietante: Macario, scrive Lucarelli, avrebbe millantato, almeno, la sceneggiatura di un corto con Julia Roberts (si tratterebbe dello spot di Calzedonia realizzato da Saarchi&Saatchi), un dottorato all’Università di Princeton, una cattedra in informatica presso la stessa Università, un corso al Mit. Non solo: Lucarelli riporta la testimonianza del presidente dell’Università popolare di Milano, secondo cui Macario (citiamo testualmente) “ne ha fatte di cotte e di crude”.

Per chi volesse saperne di più, rimandiamo direttamente all’articolo di Lucarelli. Quello che importa, in questa sede, a noi della Voce è di fare chiarezza sull’accuratezza del nostro lavoro. Perché, in questo ritratto indubbiamente inquietante, di cui noi, in quanto giornalisti e in quanto cittadini, prendiamo atto, viene citato anche il nostro giornale e la nostra intervista al candidato, definita “molto vaga sia sul programma che sulla carriera di Macario”. Rispettiamo, da giornalisti, il buon lavoro di Lucarelli. Ma noi della Voce di New York avremmo gradito, come forse anche i lettori della rivista Rolling Stone, veder riconosciuto e rispettato d’altra parte il nostro lavoro, che, unico giornale in Italia ad averlo fatto, non è certo riducibile a una semplice intervista – per di più “vaga” – al singolo candidato Macario. Ci siamo infatti premurati di contattare ogni singola lista (anche le più piccole e pressoché ingorate dai media mainstream) per proporre a ognuno dei 38 candidati in Nord America di rispondere alle 9 domande preparate dal nostro direttore Stefano Vaccara. Domande uguali per tutti, e, peraltro, tutt’altro che vaghe, visto che attengono non solo al programma e agli obiettivi politici degli aspiranti parlamentari, ma anche alla loro carriera ed esperienza pregressa di “italiani all’estero” (qualora esistente) e alle loro proposte rispetto ai problemi concreti dei cittadini e agli argomenti più urgenti del dibattito attuale. Il risultato è stato un servizio di ben 35 interviste a 35 candidati che hanno accettato, sui 38 totali, di rispondere alle nostre domande. Un lavoro che abbiamo realizzato nella genuina convinzione di fornire un servizio utile ai nostri lettori, che avrebbero potuto votare informandosi, direttamente alla “fonte” – e quindi dalle parole dei candidati -, su programmi e obiettivi politici. Sul fatto che poi tali programmi e obiettivi rappresentassero le classiche promesse elettorali o, al contrario, si rivelassero impegni seri nei confronti dei cittadini, per citare un grande italiano, “ai posteri l’ardua sentenza”. Di certo, non avremmo mai immaginato di imbatterci in quello che sta emergendo rispetto a uno dei candidati che siamo riusciti a contattare direttamente e a intervistare, vicenda rispetto alla quale, naturalmente, ci auguriamo venga fatta assoluta chiarezza.

Quanto a Macario, le informazioni riportate nel nostro pezzo introduttivo ce le ha fornite direttamente la ong Free Flights to Italy, che abbiamo contattato non appena abbiamo appreso la notizia dell’esistenza di quella “bizzarra” lista dal nome, come abbiamo subito notato, che è tutto un programma. Free Flights ha risposto alla nostra e-mail immediatamente, allegandoci nominativi e biografie dei due candidati e sottolineando i punti principali del proprio manifesto programmatico. Una trafila, quella di chiedere informazioni circostanziate direttamente ai partiti, ai movimenti o ai diretti interessati, che peraltro abbiamo seguito in diversi altri casi, per evitare di incappare, nel web, in omonimie, falsi profili o informazioni incomplete o contraddittorie. In seguito, abbiamo chiesto a Free Flights un indirizzo e-mail attraverso cui contattare direttamente Macario, per proporgli l’intervista che stavamo sottoponendo a tanti altri candidati, indirizzo che ci è stato prontamente fornito.

Da giornalisti e da cittadini, ci auguriamo che tutta la vicenda, anche grazie a un accurato lavoro giornalistico, verrà interamente chiarita. Casi come questo – se tale sarà dimostrato – non sono peraltro nuovi nella storia politica del nostro Paese, e scommettiamo che i nostri lettori ne avranno memoria. Noi della Voce, nel nostro piccolo, rivendichiamo la trasparenza deontologica del nostro lavoro e continueremo a fare ciò che facciamo ogni giorno, ispirandoci al verbo senza tempo del Primo Emendamento, e sempre al meglio delle nostre forze.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter