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Il sindaco di Massa Francesco Persiani: “Vi spiego perché stimo Matteo Salvini”

Incontro-intervista con il nuovo primo cittadino di Massa, leghista, che lo scorso 24 giugno ha stravinto il ballottaggio con il sindaco uscente Pd

Francesco Persiani e Matteo Salvini (pagina Facebook Francesco Persiani).

Ci siamo fatti una chiacchierata con il sindaco di Massa Francesco Persiani, che ha strappato la città toscana da una tradizione politica di centrosinistra. In questa intervista con La Voce spiega perché è un "leghista di ferro" e perché dice di stimare profondamente Matteo Salvini

Classe 1965, avvocato stimato, fervente cattolico (praticante), amante dei viaggi (in previsione, quello per il Giappone), il sindaco Francesco Persiani è un salviniano convinto. Lo stesso Matteo Salvini giunse a Massa per supportarlo, mentre per il candidato Volpi giunse Gentiloni. Lo scorso 24 giugno ha stravinto il ballottaggio con il candidato Volpi (Partito democratico), già sindaco uscente. La portata storica di questa vittoria risiede nel l’incontrovertibile fatto che questa sia la prima volta  (in tutta la storia politica massese) che la città verrà governata da una coalizione di centrodestra.

Sindaco, ci voleva un non massese per soffiare lo scranno alla sinistra a Massa?
“Io in effetti sono nato a La Spezia, mio padre era un militare quindi soggetto a trasferimenti per lavoro. Appena nato ci siamo trasferiti tutti a Verona; lì ho svolto tutto il mio percorso scolastico ordinario, poi ho frequentato l’Università di Giurisprudenza a Firenze e conclusa quella sono approdato a Massa”.

Ma a Massa si mormora che lei sia arrivato soprattutto per questioni di cuore…
Sì certo (ride). Mia moglie è una massese doc e naturalmente anche le mie figlie. Comunque avendo una casa di famiglia a Fiumaretta, già prima, frequentavamo queste zone. Mio padre era innamorato di Marina di Massa e diceva sempre che gli sarebbe piaciuto viverci. Vede il destino che scherzi che fa?”

Il sindaco di Massa Francesco Persiani.

Sindaco Persiani, mi faccia capire: ha attuato per caso la tecnica del camaleonte?  Si è mimetizzato per anni fra i massesi e poi ha deciso di conquistarli?
“No, no. Nessuna tattica militare. Anzi per me è stato stimolante conoscere l’ambiente da “esterno” alla politica massese,  quindi senza alcun pregiudizio di sorta. Certamente con la mia professione, la prima cosa che ho conosciuto,  è stato l’ambiente legale: quello naturalmente più frequentato per lavoro. Poi un po’ per gioco un po’ per passione ho incominciato ad interessarmi a questioni che riguardavano la politica locale seppur in via indiretta e  sempre tramite la mia professione. Quindi anche ad interfacciarmi con le varie problematiche locali. Sa dopo venticinque anni di professione (avvocato penalista)  se ne vedono tante. E comunque mi sono occupato anche di società, delle problematiche del mondo del volontariato, sono stato eletto anche Presidente del Lions Club, quindi mi sono misurato anche con i vari enti ed istituzioni. Successivamente  sono stato eletto anche Presidente della Camera Penale di Massa Carrara ed anche questo è stato un momento importante. Sono state tutte esperienze che mi hanno preparato al ruolo”.

È uscito insomma dal guscio protettivo del mondo della legge per entrare in quello meno rassicurante della politica…
“Forse. Sono uscito un po’ da questa realtà certa e conosciuta (la legge) per misurarmi con il mondo della politica quando mi sono sentito quindi più pronto per un ruolo pubblico”.

Come ci è arrivato?
“Ho vissuto sotto l’era della sinistra a Massa, per innumerevoli anni, perché da quando mi sono trasferito qui (Massa) non ho avuto altre alternative (ride). Gli ultimi cinque anni (amministrazione Volpi) sono stati quelli che, a dire il vero, mi hanno più incitato e spinto ad interessarmi di politica in modo attivo”.

Della serie “Ora o mai più”?
“Beh, “ora o mai più” è stato  proprio il motto della nostra campagna elettorale, che ritengo mentalmente molto incisivo ed azzeccato. Dieci anni fa mi candidai come consigliere comunale, ma quasi per gioco, questa volta invece sono partito con una maggior volontà e tenacia”.

Ha preso la rincorsa anche sull’onda anche di quello che è accaduto a livello nazionale?
“Certamente. Stavolta ho ritenuto che si fossero concretamente presentate le condizioni giuste per presentare un progetto politico alla cittadinanza e per accettare una candidatura. Tra l’altro c’è stata per la prima volta, nel centro destra, una epocale compattezza di forze a livello locale ed i tempi erano maturi:  ho solo  cavalcato l’onda che voleva oltrepassare la decadenza massese. Mi  sono auto-detto che una persona nuova, fuori dai soliti giri di valzer della politica, un avvocato,  potesse rappresentare la persona giusta al momento giusto. Tanta era la voglia di cambiamento dei massesi, che sono qua”.

Lei ha ottenuto quello che in gergo si chiama “risultato spiazzante” ( il 57.00% delle preferenze) su un candidato (Volpi, il Sindaco uscente) già collaudato e navigato. Se lo aspettava questo exploit?
“No. Io sono sempre stato coi piedi ben piantati a terra, potevo sperarlo ma non aspettarlo”.

Questa però  è una risposta tipica da avvocato…
“(Ride) No, è una risposta sincera. Ovviamente ne sono felice, anche perché non ho stravolto la mia personalità. Resto il Francesco Persiani che le persone hanno conosciuto per la  mia professione e  durante la campagna elettorale”.

Sindaco, un vecchio adagio però recita che: “Il potere logora”.  Lei è novello:  è così  convinto che la politica – terreno tortuoso ed insidioso – non la cambierà alla fine?
“Guardi, indubbiamente la politica è, per certi ambiti, lontana anni luce anche dal mio modo di ragionare. Io sono sempre stato molto sincero ed il mondo politico è sicuramente più faticoso da affrontare, però mi sono sempre detto che una volta entrato nel meccanismo, non mi sarei fatto stritolare. Valuterò il da farsi, gradualmente, cercando di usare senno ed equilibrio. Se la politica mi deluderà, tornerò a fare ciò che facevo prima: una professionalità l’ho sempre”. 

Mi pare di intuire che lei sia più fan di Salvini che di Berlusconi, o sbaglio?
“Certo, perché a mio parere in questo momento Matteo Salvini rappresenta la modernità, il nuovo. Rappresenta il nostro tempo e la risposta concreta ai problemi dell’Italia e degli italiani”.

Ma che tipo è Salvini? Si presenta molto “omacciuto” con un linguaggio secco, spiccio, è simpatico?
“È di poche parole ma al contempo è un gran comunicatore ed ama stare in mezzo alla gente. A prescindere dal meteo avverso: potrebbero esserci 40° o un diluvio, cerca sempre di essere fra le persone, ci parla, le ascolta. È incredibile la presa che ha sui giovani. È una persona che stimo e che ammiro”.

Senta Sindaco, parliamo di critiche mosse dall’opposizione e da qualche illustre esponente politico del Pd.
“L’onorevole Martina Nardi pare che non abbia gradito troppo la composizione della nuova giunta: troppi pochi massesi e troppi amici suoi. Cosa si sente di rispondere? Ho sorriso quando ho letto la dicitura “Persia-Mottini boys”, perché significa che mi ha attribuito doti da pifferaio magico e da gran trascinatore di folle, quindi è stata anche simpatica. Giudico viceversa errata la critica sulla necessaria nascita a Massa, per governare la città. Sono tutte persone valide, poco conta se siano nati a La Spezia (come me), Carrara, o altre città, l’importante è che, vivendo e/o lavorando a Massa, conoscano il territorio e le sue peculiarità”.

Settore “Urbanistica”: è vero che terrà per se stesso la delega?
“Assolutamente sì. E’ un campo complesso e con molti nodi da sciogliere. Ho ritenuto, da giurista, di dedicarmici personalmente e spero nell’arco di una decina di giorni, di riuscire a dare qualche informazione alla cittadinanza ed ai tecnici del settore. Non nascondo che,  dalla precedente amministrazione, abbiamo ereditato delle problematiche che stiamo cercando di risolvere al più presto, con l’ausilio della giunta e dei dirigenti. Massa è l’unico capoluogo in Toscana che ancora non ha approvato un regolamento urbanistico”.

Un sindaco di centrodestra al potere da pochi giorni ed appare una scritta omofoba “frocio” vicino ad una libreria locale. Scoppia un caso mediatico e qualcuno la ritiene persino l’ispiratore. Nasce un sit-in ed un corteo di solidarietà. Lei però cosa e come risponde a questa associazione di idee: “centrodestra=omofobia”?
“Che sia un’associazione di idee profondamente sbagliata. Io stesso sono andato a dare la mia solidarietà al titolare della libreria, il giorno dopo, nell’immediato insomma. Associare il voto legittimo dei massesi, la loro fiducia nella mia persona e nella giunta, a simili atti, è una mera e povera strumentalizzazione politica. Ciò non toglie che continuerò a ribadire che si è trattato di un atto vergognoso da non attribuire all’amministrazione in carica. Certo, noi portiamo avanti il nostro percorso ideologico: sulla famiglia tradizionale, la genitorialità standard,  l’idea del matrimonio che sono le idee caratteristiche del nostro schieramento ma siamo pur sempre rispettosi delle idee degli altri e delle loro libertà sessuali. Non condividiamo e neppure retrocediamo dalle nostre idee”.

Però lei  ultimamente si è espresso anche contro i matrimoni fra omosessuali…
“Ho detto che se potrò opterò per l’obiezione di coscienza. Ciò vale anche per le adozioni da parte di omosessuali ed il cosiddetto “utero in affitto”: sono contrario. Noi siamo per la tradizione e per la tutela della vita”.

Lei è credente, religioso?
“Sono credente e praticante, cristiano cattolico. Però sono altresì molto vicino anche al mondo ebraico, ho molti amici ebrei”.

È in regola coi sacramenti?
“Finora li ho presi tutti”.

Per mera curiosità  nel suo armadio c’è una t-shirt rossa o  una azzurra? (Ricordando l’iniziativa social di indossare qualcosa di rosso  come segno di solidarietà per i migranti, a cui è seguita la contro-risposta di Giorgia Meloni della t-shirt azzurra per gli indigenti italiani – Ndr)
“Nessuna delle due. Comunque mi ritengo un civico ed un democratico: ognuno indossi ciò che vuole. Però le confesso (ride)  che la t-shirt con la scritta “Una mattina mi sono svegliato…Pisa ciao,  Massa ciao,  Siena ciao, ciao, ciao me la sono comprata”. Non la indosso ma la tengo a casa per ricordo”.  (La t-shirt sopra menzionata – indossata da Matteo Salvini – dopo il successo elettorale del centro destra in amministrazioni da sempre di sinistra, prende spunto  dalla canzone “Bella ciao”, canto popolare antifascista italiano usato durante la resistenza – Ndr)

Altro argomento per il quale lei è salito agli arbori della cronaca: i migranti. Lei ha affermato di voler uscire dallo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) a cui sia Massa che Carrara avevano aderito due anni fa.
“L’ho detto e l’ho fatto. Ma non a titolo personale, io ho naturalmente ripreso il leitmotiv (chiedo scusa agli statunitensi per la mia pronuncia) dell’intera campagna elettorale. Ho proceduto secondo il programma ossia,  quando mi sono insediato il 26 giugno, il giorno dopo, la prima cosa che mi è stata presentata da firmare  è stata  l’adesione al progetto Sprar che scadeva il 30 giugno, quindi ho dovuto immediatamente dare un segnale in coerenza con ciò che avevamo ribadito in campagna elettorale: prima gli italiani. Quindi non ho firmato”.

È una decisione irrevocabile?
“Sì. Lo stato italiano deve prima pensare a tutte quelle persone in grosse difficoltà economiche, c’è un tasso di povertà che gradualmente sta salendo ed anche la nostra zona è ormai diventata una zona ad altro tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile. Noi dobbiamo pensare ai nostri figli, prima di tutto e tutti”.

Ultima domanda, sindaco Persiani: quali sono i primi obiettivi che intende mettere a fuoco?
“Inutile nascondere che l’eredità ricevuta dalla precedente amministrazione, sia quantomeno grama. Quanto prima anzi, organizzeremo una conferenza stampa per rendere partecipi anche gli elettori, che sono i nostri diretti referenti di ciò che abbiamo ereditato e come intendiamo procedere. Innanzitutto porremo mano al regolamento urbanistico; punteremo sulla riapertura del teatro cittadino “Guglielmi” (chiuso nel dicembre 2017 dalla Procura per un procedimento complesso in cui anche la precedente amministrazione si configurò come parte lesa, a causa di irregolarità nella sicurezza anti-incendio – Ndr), visto che abbiamo già  cominciato con piccoli lavori di ripristino. Sinceramente non so se ce la faremo per l’inizio della stagione teatrale ma ce la metteremo tutta, poi ci occuperemo del bando delle periferie, delle bonifiche; affronteremo in primis la questione dell’incentivo del turismo, della sicurezza della città, e possibilmente del rilancio dell’economia nel suo complesso. Insomma il lavoro penso che non mi mancherà di certo”.

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