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Passa al Congresso mozione sul razzismo di Trump, democratici compatti, nel Gop quasi

Dopo tre giorni di battaglia a colpi di tweet, il voto di condanna del Congresso per le affermazioni razziste del presidente Trump contro le 4 deputate

Rispondendo alla domanda di un cronista che chiedeva al presidente dove voleva che le quattro parlamentari andassero dopo che lui in uno dei suoi tweet le aveva invitate a tornare nei loro Paesi, visto che tre di loro sono nate negli Stati Uniti e la quarta è naturalizzata americana, ha ribadito quanto affermato ieri: "Se non sono contente di stare qui, possono andarsene. Queste sono persone che odiano l'America e amano i nostri nemici”.

La polemica è infuocata in queste giornate di luglio. Trump non fa un passo indietro come gli suggeriscono i suoi amici repubblicani. Non abbassa i toni, anzi, rilancia e va all’attacco alimentando il fuoco della disputa con la squadra di deputate dem-progressiste e di colore guidata da Alexandria Ocasio-Cortez. Ma le quattro parlamentari democratiche, “donne di colore” (come ora si definiscono i “non bianchi”), non mollano e rilanciano le accuse di razzismo al presidente.

Ms. Tlaib, Ms. Omar, Ms. Ocasio-Cortez and Ms. Pressley.

In serata c’è stato il voto di condanna per le affermazioni razziste di Trump. Un voto scontato lungo le linee di partito, ma sul quale la Casa Bianca ha dovuto faticare non poco per far votare molti repubblicani che dissentono dalle sue affermazioni.  Alla fine la mozione 489 è passata con 228 si e 189 no (Sotto alla fine dell’articolo il testo della resolution). Per tutto il pomeriggio  il dibattito è stato sospeso perché la speaker Nancy Pelosi, durante il suo discorso per chiedere la mozione di condanna del presidente, ha definito razzista Trump e una delle regole nei dibattiti alla Camera dei Rappresentanti afferma che non si può denigrare il presidente. Il capo della minoranza repubblicana alla camera, Kevin McCarthy, è insorto alle parole di condanna della speaker, e per ore si è cercata una mediazione sulla mozione.  McCarthy già aveva detto ieri che non avrebbe votato a favore della mozione.

Il terzo giorno di questa polemica parte con la notizia che i tanto strombazzati raid per arrestare gli immigrati clandestini non hanno prodotto nessun risultato. Almeno secondo quanto scrive il Wall Street Journal, ma Trump smentisce e parla di grande successo.  Lo ha detto ieri mattina, poco prima della riunione di Gabinetto alla Casa Bianca. E lì Jared Kushner, il genero di Trump, anche uno dei consiglieri più stretti del presidente, molto casualmente, parlando con un giornalista in margine ai lavori, ha fatto sapere che è stato preparato un piano di riforma dell’immigrazione che sarà mandato al Senato nei prossimi giorni.

Poco prima della riunione, rispondendo alla domanda di un cronista che chiedeva al presidente dove voleva che le quattro parlamentari andassero dopo che lui in uno dei suoi tweet le aveva invitate a tornare nei loro Paesi, visto che tre di loro sono nate negli Stati Uniti e la quarta e’ diventata cittadina americana nel 2000, ha ribadito quanto affermato ieri:   “Che si scusino con il Paese, con Israele e anche con me per il loro linguaggio ripugnante e l’odio razzista di queste deputate molto impopolari e non rappresentative”. “Se non sono contente di stare qui, possono andarsene. Queste sono persone che odiano l’America e amano i nostri nemici”.

I commenti di Trump sul gruppo di quattro deputate.

Nei dibattiti televisivi che si sono scatenati dopo la bordata di insulti, gli psicoanalisti la definiscono “psychological deflection”, il depistaggio psicologico, una tattica molto comune usata dai narcisisti maligni per condizionare e soggiogare le loro prede. E’un modo subdolo per confermare una cosa, negandola. Come per esempio parlando ad una persona un po’ su di peso si afferma: “io non volevo dire che sei ciccione”: una negazione che afferma il giudizio. “E questo – dice uno psicologo intervistato dalla CNN – riafferma la personalità di Trump”.

Solo qualche mugugno da parte dei repubblicani su una polemica senza precedenti da parte di un capo dell’esecutivo contro delle parlamentari che sono l’espressione della nuova politica dell’area progressista del partito democratico con lo scopo di allargare la frattura tra le nuove leve “millennial” del partito e la dirigenza legata alle vecchie trematiche e poi di ottenere consensi dalla sua base elettorale. “Trump non è razzista. Bisogna abbassare la retorica” afferma il leader della maggioranza repubblicana al Senato, il quale poi non aggiunge altro. Tra parlamentari del GOP sono più i senatori a prendere le distanze dalla Casa Bianca che non i congressman: alla senatrice Susan Collins si sono aggiunti i colleghi Lisa Murkovski, Pat Toomey, Tim Scott (unico senatore nero del Gran Old Party), e i deputati William Ballard Hurd (unico deputato afroamericano dello stesso partito). “Non c’è alcuna scusa per i perfidi commenti del presidente, sono assolutamente inaccettabili e questo deve finire”, ha twittato Lisa Murkowski. “Il presidente è intervenuto con attacchi personali inaccettabili e un linguaggio offensivo sul piano razziale”, ha cinguettato Scott.

 

Ecco la Resolution votata dal Congresso:

H. RES. 489

Condemning President Trump’s racist comments directed at Members of Congress.

IN THE HOUSE OF REPRESENTATIVES

July 15, 2019

Mr. Malinowski (for himself, Ms. Jayapal, Mr. Ted Lieu of California, Mr. García of Illinois, Mr. Carbajal, Ms. Omar, Mr. Krishnamoorthi, Ms. Mucarsel-Powell, Mrs. Torres of California, Ms. Ocasio-Cortez, Ms. Tlaib, Ms. Pressley, Mr. Raskin, Ms. Jackson Lee, and Mr. Espaillat) submitted the following resolution; which was referred to the Committee on the Judiciary

RESOLUTION

Condemning President Trump’s racist comments directed at Members of Congress.

Whereas the Founders conceived America as a haven of refuge for people fleeing from religious and political persecution, and Thomas Jefferson, Alexander Hamilton, and James Madison all emphasized that the Nation gained as it attracted new people in search of freedom and livelihood for their families;

Whereas the Declaration of Independence defined America as a covenant based on equality, the unalienable Rights of life, liberty and the pursuit of happiness, and government by the consent of the people;

Whereas Benjamin Franklin said at the Constitutional convention, “When foreigners after looking about for some other Country in which they can obtain more happiness, give a preference to ours, it is a proof of attachment which ought to excite our confidence and affection”;

Whereas President Franklin D. Roosevelt said, “Remember, remember always, that all of us, and you and I especially, are descended from immigrants and revolutionists”;

Whereas immigration of people from all over the Earth has defined every stage of American history and propelled our social, economic, political, scientific, cultural, artistic, and technological progress as a people, and all Americans, except for the descendants of Native people and enslaved African Americans, are immigrants or descendants of immigrants;

Whereas the commitment to immigration and asylum has been not a partisan cause but a powerful national value that has infused the work of many Presidents;

Whereas American patriotism is defined not by race or ethnicity but by devotion to the Constitutional ideals of equality, liberty, inclusion, and democracy and by service to our communities and struggle for the common good;

Whereas President John F. Kennedy, whose family came to the United States from Ireland, stated in his 1958 book “A Nation of Immigrants” that “The contribution of immigrants can be seen in every aspect of our national life. We see it in religion, in politics, in business, in the arts, in education, even in athletics and entertainment. There is no part of our nation that has not been touched by our immigrant background. Everywhere immigrants have enriched and strengthened the fabric of American life.”;

Whereas President Ronald Reagan in his last speech as President conveyed “An observation about a country which I love”;

Whereas as President Reagan observed, the torch of Lady Liberty symbolizes our freedom and represents our heritage, the compact with our parents, our grandparents, and our ancestors, and it is the Statue of Liberty and its values that give us our great and special place in the world;

Whereas other countries may seek to compete with us, but in one vital area, as “a beacon of freedom and opportunity that draws the people of the world, no country on Earth comes close”;

Whereas it is the great life force of “each generation of new Americans that guarantees that America’s triumph shall continue unsurpassed” through the 21st century and beyond and is part of the “magical, intoxicating power of America”;

Whereas this is “one of the most important sources of America’s greatness: we lead the world because, unique among nations, we draw our people — our strength — from every country and every corner of the world, and by doing so we continuously renew and enrich our nation”;

Whereas “thanks to each wave of new arrivals to this land of opportunity, we’re a nation forever young, forever bursting with energy and new ideas, and always on the cutting edge”, always leading the world to the next frontier;

Whereas this openness is vital to our future as a Nation, and “if we ever closed the door to new Americans, our leadership in the world would soon be lost”; and

Whereas President Donald Trump’s racist comments have legitimized fear and hatred of new Americans and people of color: Now, therefore, be it

Resolved, That the House of Representatives—

(1) believes that immigrants and their descendants have made America stronger, and that those who take the oath of citizenship are every bit as American as those whose families have lived in the United States for many generations

(2) is committed to keeping America open to those lawfully seeking refuge and asylum from violence and oppression, and those who are willing to work hard to live the American Dream, no matter their race, ethnicity, faith, or country of origin; and

(3) strongly condemns President Donald Trump’s racist comments that have legitimized and increased fear and hatred of new Americans and people of color by saying that our fellow Americans who are immigrants, and those who may look to the President like immigrants, should “go back” to other countries, by referring to immigrants and asylum seekers as “invaders,” and by saying that Members of Congress who are immigrants (or those of our colleagues who are wrongly assumed to be immigrants) do not belong in Congress or in the United States of America.

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