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Che schifo l’incoerenza di Salvini, per il potere pronto a tutto e al suo contrario

In questa crisi di governo chi dà peso alle parole che dice? Facciamo un passo indietro di 4500 anni...

Roma, consultazioni al Quirinale per la crisi di governo: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Sen. Matteo Salvini, Segretario Federale del Partito “Lega – Salvini Premier”, il 22 agosto 2019. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

E’ legittimo che un ministro della Repubblica sia incoerente e indegno? Che presenti la mozione di sfiducia al governo alle ore 16 del 20 agosto e la ritiri alle 20? Ne discende che dobbiamo esserlo anche noi se vogliamo avere successo. Non ci sto: è vergognoso

Sono lontani i tempi in cui vedevamo la Lega indissolubilmente legata ai 5 Stelle nell’idillio di potere. Si pensa a un’unione politica come a un matrimonio quando nemmeno quest’ultimo è per sempre. La politica è tradimento degli alleati e degli stessi cittadini a cui promette benessere. Il più forte tradisce sempre ma non con un altro partner, bensì pecca di onanismo: qui non si tratta di amare ma di governare da solo. Avere pieni poteri. Eppure la nostra Costituzione è stata formulata proprio per scongiurare una futura dittatura, affinché la storia non si ripetesse. Poiché non si fa politica per amore ma per guadagno, abbiamo al governo, in parlamento, nei media dei lacchè ben felici di assecondare per la pagnotta il potente di turno, che sia poi un depravato, un ladro o un imbecille poco importa.

Facciamo un passo indietro di 4500 anni. In Mesopotamia sia nella lingua sumerica che in quella accadica c’era solo un termine per dire “parola” o “fatto”, perché dire di fare una cosa era già farla. In sumerico si diceva “inim” e in accadico “awatum”. I Sumeri furono il popolo più antico del vicino Oriente antico e quello a cui dobbiamo l’origine di tutte le nostre conoscenze: dalla religione all’astronomia alla scrittura alla matematica. Akkad fu una città stato che intorno al 2300 a.C. si differenziò grazie al suo re Sargon I, il quale fu il primo sovrano della Mesopotamia a dominare dal “mare inferiore al mare superiore” riuscendo a riunire tutti i popoli mesopotamici. L’accadico è la più antica lingua semita che si fuse con il sumerico rimanendo in uso fino al 100 d.C. Insomma era usata dappertutto come oggi l’inglese. Ma il concetto era chiaro: non esisteva distinzione tra parola e fatto, perché erano dirette emanazioni divine. Infatti nella gerarchia religiosa sumerica, poi babilonese, il dio supremo An era la parola e il re degli dei Enlil era l’attuazione, ma  fu il dio demiurgo Enki, colui che sa come risolvere la crisi, ad attribuire agli dei i loro specifici compiti, mettendo ordine all’universo. Insomma era tutto organizzato in cielo e così doveva essere in terra. Enuma elis è il nome del più antico poema cosmogonico ed anche la frase con cui inizia: “Quando in alto”. Ancora per gli antichi Romani la parola aveva un’importanza primaria: “Nomina sunt essentia rerum”, le parole sono l’essenza delle cose.

Ma chi guarda più in alto per prendere esempio? Chi dà peso alle parole che dice? Nonostante il progresso e la scuola dell’obbligo, oggi non possiamo vantare una simile raffinatezza di pensiero ed assurgono a posti di potere uomini senza dignità, indegni, perché alle loro parole non seguono le azioni promesse. E’ legittimo che un ministro della Repubblica sia incoerente e indegno? Che presenti la mozione di sfiducia al governo alle ore 16 del 20 agosto e la ritiri alle 20? Ne discende che dobbiamo esserlo anche noi se vogliamo avere successo. Non ci sto: è vergognoso. Non c’è logica, solo opportunismo, che è facile prolifichi nell’ignoranza: chi non sa, non ha remore né nulla da perdere. E appunto Salvini non ha dignità da perdere. Ha creato la crisi e poi si è rimangiato tutto e passerà il weekend a cercare un nuovo governo con i 5 Stelle per salvare le poltrone leghiste: “Le porte e le vie del Signore e della Lega sono infinite…” Ma Salvini è il nuovo Messia?

Non c’è più religione, perché un dio non dovrebbe lasciare impunita la mercificazione del suo nome: “Se il buon Dio e gli italiani mi ridaranno la forza di ritornare al governo…” Non mi sarei bevuta una frase simile neanche quando andavo a scuola dalle suore ed avevo sei anni. Cosa c’entrano Dio, la Madonna e il rosario con il buon governo? Salvini non darà mica la colpa al cielo se non gli pioveranno i soldi per coprire i debiti che tra mancata crescita, rifinanziamento della quota 100, reddito di cittadinanza, aumento dell’iva, flat tax si aggireranno sui 100 miliardi di euro? Perché certo è che non pioveranno dal cielo. Cosa farà allora Salvini, che in un modo o nell’altro sarà al governo? Potrebbe in extremis chiamare l’Isis a distruggere le chiese del Dio ingrato dando colpa agli extracomunitari… Sarebbe una soluzione per chi governa e poi dà ipocritamente la colpa a Dio di quanto non è in grado di fare.

In verità volevo cominciare questo pezzo così: “Crisi di governo: Perché hanno governato? Davvero non ce ne siamo accorti”.

I 5 Stelle si sono contraddistinti per il non fare: no alle Olimpiadi, no alla Tav, no agli inceneritori e via discorrendo. La Lega per la chiusura dei porti e i balli ferragostani di Matteo in spiaggia. Di Matteo conosciamo pancia e lingua, debitamente fotografate e diffuse dai social, ma nessuna azione di governo tesa al progresso della nazione.

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