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Conte tira i conti del governo per la fine dell’anno e attacca Salvini sui migranti

Nella tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente del Consiglio ha anche svelato i nuovi ministri per l'Istruzione e la Ricerca

Potrebbe arrivare nel 2020 un nuovo governo sempre guidato da Giuseppe Conte? "Conte ter? No, per carità. Non dobbiamo cadere nella tentazione di poter realizzare domani quello che si può realizzare oggi"

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha tenuto a Villa Madama la conferenza stampa di fine anno organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare.

Iil premier ha presentato il piano per il rilancio dell’azione del governo per i prossimi tre anni. “Finora abbiamo corso i 100 metri e sono orgoglioso dei risultati, ma ci aspetta una maratona di 3 anni a partire da gennaio”. Niente governo ter e niente partito o gruppi “contiani”, aggiunge, sarebbero ‘destabilizzanti’. Serve piuttosto un’agenda fino al 2023, che però non vede all’ordine del giorno la flat tax né la rimodulazione delle aliquote Iva. Semmai il presidente del Consiglio auspica nuove misure anti-evasione per far “pagare a tutti meno tasse”.

Poi scontro con Matteo Salvini sui migranti. “Porti mai chiusi, ottenuto risultati senza clamore”, dice Conte.

“Avete visto che nel dibattito generale non ci sia più l’immigrazione, è uscita dai radar. Stiamo ottenendo risultati senza clamori. Abbiamo migliorato la performance degli sbarchi e dei ricollocati”, ha affermato il premier. “Da settembre sono 98 i migranti ricollocati, ogni mese”. “Questo – aggiunge – perché l’accordo di Malta ha raggiunto risultati, per la prima volta abbiamo richiesta congiunta dei ricollocamenti”. “I nostri porti non sono mai stati chiusi, la differenza era di trovare soluzioni automatiche o meno, la differenza era tenerli in mare più giorni o meno giorni”, ha detto il premier alludendo alla precedente gestione del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa d fine anno (Foto Palazzo Chigi)

Durante la conferenza stampa, Conte ha annunciato che Lucia Azzolina sarà la nuova ministra dell’istruzione dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti; Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, andrà all’Università e alla Ricerca. Cioè il ministero sarà quindi nuovamente sdoppiato in due.

“Gennaio sarà l’occasione per fermarsi a riflettere e confrontarsi per cercare di rilanciare l’azione di governo. Già scegliere l’ordine temporale delle misure da adottare sarà una scelta politica, nell’interesse dei cittadini e del Paese”, ha detto il capo del governo, aggiungendo che “abbiamo già presenti alcune priorità” tra cui “vogliamo snellire la macchina burocratica”.

Per abbassare le tasse e tenere i conti in ordine evitando una procedura di infrazione dell’Ue “l’unica prospettiva seria e credibile è lottare contro l’evasione fiscale, un furto che svantaggia i cittadini onesti. Abbiamo già dato un segnale ben preciso – ha aggiunto – l’economia sommersa vale circa 100 miliardi se recuperiamo ingenti risorse questa, non i proclami, è una strada concreta seria e perseguibile per abbassare davvero le tasse. Pagare tutti per pagare meno… Il 34% della spesa pubblica dovrà a priori essere destinato al Sud, è il principio che abbiamo fissato”.

“Bisogna lavorare per incrementare le infrastrutture, migliorare e mantenerle in modo efficace: quello che abbiamo osservato fino qua non ci piace. Serve una manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria”, ha detto Conte.

“Dovremmo lavorare per velocizzare i processi: questo sarà un pilastro del nostro disegno riformatore. Siamo molto ambiziosi, dobbiamo mettere mano alla giustizia tributaria. Il mio obiettivo è quello di ridurre un grado di giudizio, per la giustizia tributaria devono essere sufficienti solo due gradi”.

“Nessuno può illudervi che questa riforma sia facile, occorre un orizzonte temporale ampio, è una delle riforme tecnicamente più difficili, ha detto Conte parlando dello “snellimento burocratico”, indicato tra le priorità della prossima azione di governo.

Ci sarà un nuovo governo Conte?

“Conte ter? No, per carità. Non dobbiamo cadere nella tentazione di poter realizzare domani quello che si può realizzare oggi”, ha detto Conte. “Dar vita a nuovo gruppi” in Parlamento, anche a sostegno della maggioranza e del premier “rischia di destabilizzare l’iniziativa di governo e non di stabilizzarla”. “In questo momento – ha spiegato – una frammentazione delle forze politiche che sostengono la maggioranza non fa bene all’azione di governo”.

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