Cerca

PoliticaPolitica

Commenti: Vai ai commenti

I Democratici guadagnano 1 seggio al Senato ma non basta per la maggioranza

I Democratici sconfiggono i senatori Repubblicani uscenti in Arizona e Colorado, ma sono ancora distanti dall'ottenere il controllo di tutto il Congresso

La corsa per il controllo del Senato è ferma a 47 scranni a testa. Si attendono i risultati definitivi di cinque stati, tra cui Georgia e North Carolina. Al momento i candidati repubblicani sono in vantaggio ma alcune contee che pendono fortemente per i democratici potrebbero ribaltare la situazione. In ogni caso, il Senato dovrebbe rimanere in mano ai Repubblicani.

Mentre tutti gli occhi sono puntati sulla corsa ai 270 grandi elettori che deciderà il prossimo Presidente degli Stati Uniti, arrivano dei dati significativi dalla corsa per il controllo del Senato. I Repubblicani si affacciavano a questa tornata elettorale con un vantaggio netto: 53 scranni contro i 47 dei democratici. I Democratici speravano di ribaltare questa maggioranza e guadagnare il controllo di entrambe le camere, ma i primi risultati parziali provenienti dai territori in bilico non sembrano dare molte possibilità a questo scenario.   

Al momento i Repubblicani hanno vinto 17 dei 35 scranni in palio, e sono in vantaggio in 5 dei 6 scranni ancora in gioco. I Democratici ne hanno vinti 12 e sono riusciti a ribaltare 2 scranni Repubblicani negli stati dell’Arizona e del Colorado. Ma queste vittorie non sono servite a molto, dato che nello stato dell’Alabama, il candidato Repubblicano Tommy Tuberville è riuscito a battere il senatore democratico Doug Jones con ampio margine, e dunque a riportare lo stato della corsa a 47 scranni a testa. 

Tommy Tuberville riceve la chiamata del Vice Presidente Mike Pence. 

Tutto si gioca nei 6 scranni rimanenti, situati nei seguenti stati: Michigan, Maine, North Carolina, Georgia, e Alaska. In Michigan, in Maine, e in Alaska i candidati Repubblicani hanno un comodo vantaggio sui candidati democratici, mentre in North Carolina e in Georgia la partita è sicuramente più aperta. Lo stato della Georgia, in particolare, dovrà eleggere due senatori invece che uno per via delle dimissioni del senatore Repubblicano Johnny Isakson avvenute lo scorso Dicembre. Nell’elezione “speciale” che andrà a sostituire Isakson, il candidato Repubblicano e quello Democratico dovranno sfidarsi in un ballottaggio decisivo il 5 Gennaio 2021. I risultati di oggi – che sono serviti per evitare le primarie – hanno visto prevalere il candidato Democratico con quasi il 32% delle preferenze, ma il voto Repubblicano era spaccato in due per via della presenza di due candidati. A Gennaio invece, ci sarà il testa a testa vero e proprio che potrebbe ribaltare il risultato di oggi e vedere favorito il candidato Repubblicano.

Nel mentre, si attendono gli scrutini dell’altra elezione in Georgia che attualmente vede il senatore Repubblicano David Perdue con un vantaggio di 4 punti sul candidato Democratico Jon Osoff. Nonostante il 91% delle schede elettorali siano già state scrutinate, si attendono ancora i voti di alcune contee che pendono per il candidato democratico e che dunque potrebbero ribaltare la situazione. In North Carolina invece, si sono scrutinate già il 94% delle schede elettorali che danno il senatore Repubblicano Thom Tillis con un vantaggio di quasi due punti sul candidato democratico Cal Cunnigham. Anche qui, la sfida sarà all’ultimo voto, dato che mancano ancora i voti di alcune contee che pendono fortemente per il candidato democratico.

Al momento dunque, la corsa per la maggioranza del Senato è in parità con 47 scranni a testa. Per ottenere il controllo del Senato, i democratici hanno bisogno di altri due scranni se Joe Biden vince la Casa Bianca. Se invece prevale Trump, i democratici hanno bisogno di tre scranni: scenario che con i risultati parziali di adesso appare molto improbabile. 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter