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Crisi di governo: the day after. Ora Conte ha cinque giorni per una nuova maggioranza

Dopo un incontro con Mattarella, il Premier ha comunicato di voler passare per le Camere e verificare i numeri della maggioranza. Chi sostiuirà i voti di Renzi?

Giuseppe Conte e Sergio Mattarella (Quirinale)

Ventiquattro ore dopo la conferenza stampa che ha tolto la pandemia dalle prime pagine dei giornali, è caccia al nuovo governo.

Oggi Giuseppe Conte è salito al Quirinale, e lì ha presentato a Sergio Mattarella le dimissioni delle ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti e del Sottosegretario Ivan Scalfarotto. Dimissioni che, come da prassi, sono state accettate. Conte, però, non si è fermato qui. Ha escluso l’ipotesi di sue dimissioni e ha espresso al Capo dello Stato “la volontà di promuovere in Parlamento l’indispensabile chiarimento politico mediante comunicazioni da rendere dinanzi alle Camere”.

Andrà quindi in Parlamento e si sottoporrà al voto degli onorevoli. La partita decisiva probabilmente si giocherà martedì mattina in Senato, dove i numeri sono più risicati. I senatori totali sono 320 e quindi al Presidente del Consiglio, per ottenere la maggioranza assoluta, serviranno 161 voti favorevoli. Per ora, voci interne dicono che abbia la sicurezza di un range di voti che va dai 151 ai 155. Gliene mancano poco meno di una decina per garantirsi la possibilità di rimanere a Palazzo Chigi. Non un numero impossibile da trovare, questo è certo.

 

Si inizia dunque a cercare chi possa alzare la paletta del “sì” ed entrare a far parte del Conte III.

Alcune indiscrezioni messe in piazza questa sera su Rete 4 a Stasera Italia sostengono che 5 senatori di Italia Viva, il partito di Renzi che è causa di questa crisi di governo, possano cambiare bandiera e allinearsi al Premier. Chiaramente sono solo indiscrezioni, e quindi è giusto trattarle come tali, ma nel panorama politico attuale, dove rimanere fedeli alla propria parola sembra diventato reato punibile con la reclusione, è sempre meglio non escludere nulla.

Altra idea uscita tra i vicoli di un centro romano in subbuglio è quella di un appoggio a Conte da parte di qualche esponente di Forza Italia. Per conoscere più da vicino la posizione del partito di Berlusconi, oggi ricoverato a Monaco a causa di un problema cardiaco, abbiamo parlato con la deputata Fucsia Nissoli, eletta nella circoscrizione estera Nord-Centro America. Alla domanda sulla possibilità di un appoggio di Forza Italia all’eventuale Conte III, la Nissoli ha preferito non sbilanciarsi, sostenendo che “questa sia una domanda che dovrebbe rivolgere al Presidente Berlusconi, che ha dimostrato saggezza adeguata a guidare un Paese come l’Italia”. Nessuna conferma dunque, ma nemmeno una smentita.

Fucsia Nissoli alla Camera

La Nissoli, però, parla di elezioni, e ricorda che “il dato di fatto è che questa maggioranza è finita, e il buon senso vorrebbe che si tornasse alle urne. Forza Italia, con il centrodestra è pronta a raccogliere la sfida e assicurare all’Italia un Governo stabile, che sappia affrontare le sfide della pandemia e mettere al centro il bene comune. Non i giochetti di palazzo, come stanno facendo adesso, che di certo non contribuiscono a rafforzare l’immagine dell’Italia. Speriamo che questa crisi non pregiudichi lo stanziamento dei fondi messi a disposizione dall’ Unione Europea”.

Mario Draghi durante il suo discorso a Rimini (Foto https://www.meetingrimini.org/)

Se parliamo di voci, non avendo fino ad ora nessun fatto da poter dare per certo, è impossibile non citare anche il nome di Mario Draghi. Da mesi se ne discute e ormai la maggior parte dei commentatori politici sono d’accordo sul fatto che l’ipotesi dell’ex presidente della BCE come nuova guida del governo sia totalmente da scartare. Eppure, c’è chi dice che Renzi sia pronto a proporlo e che Draghi gli abbia addirittura dato il suo ok. Si tratta di fantapolitica? È possibile, ma, lo ripeto, in situazioni come questa è vietato scartare qualsiasi ipotesi.

Al momento, l’unica certezza è che Conte debba sbrigarsi. Lo ha ripetuto anche Mattarella, non è questo il momento per perdere tempo. Per evitare le dimissioni forzate, il Premier dovrà cercare disperatamente la nuova maggioranza, avendo detto ieri, uscendo dal Quirinale, di non essere disposto “a pescare voti di qua e di là”.

Appuntamento dunque a martedì prossimo, ore 9.30, nell’aula del Senato. Quello sarà il momento della verità. Da adesso in poi, invece, può ancora succedere di tutto.

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