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I ministri di Draghi giurano davanti a Mattarella. Ecco chi sono e la loro biografia

Quattordici con portafoglio, nove senza. Più politici che tecnici e molti confermati dal Conte II. Il governo Draghi inizia con il giuramento e fa già discutere

Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi al termine della cerimonia di giuramento del nuovo Governo , oggi 13 febbraio 2021. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Così ha inizio il governo di Mario Draghi con la cerimonia del giuramento davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi, nelle sacre stanze del Quirinale, la formazione di governo annunciata ieri sera ha giurato sulla Costituzione promettendo impegno e fedeltà alla repubblica. Otto i tecnici, contro i 15 politici divisi più o meno equamente tra tutte le forze politiche. Se non li conoscete tutti, ecco una breve biografia di ognuno di loro.

 

Ministri con portafoglio

Luigi Di Maio durante il giuramento (Quirinale)

Affari Esteri e Cooperazione internazionale: Luigi Di Maio

Nato ad Avellino nel 1986, è il leader non ufficiale del Movimento 5 Stelle. Alla terza esperienza da Ministro negli ultimi tre governi, Draghi lo riconferma alla guida della Farnesina, dove si è trovato anche nel governo Conte II. Vicepresidente del Consiglio nel Conte I e vicepresidente della Camera dal 2013 al 2018, come titolo di studio possiede il diploma di liceo classico.

Luciana Lamorgese (Quirinale)

Interno: Luciana Lamorgese 

Classe 1953, è avvocato di professione e in carriera è stata anche Prefetto, con la nomina ricevuta nel 2003. Nel novembre 2018 diventa consigliere di Stato, prima di essere chiamata a sostituire Matteo Salvini al Ministero dell’Interno nel Conte II. Per Draghi la sua figura merita la riconferma e quindi non abbandona la postazione al Viminale.

Marta Cartabia (Quirinale)

Giustizia: Marta Cartabia

Figura di spicco del costituzionalismo italiano, è salita alla ribalta per essere stata, dal 2019 al 2020, la prima presidente donna della Corte costituzionale. Prima di diventare giudice costituzionale, è stata membro del Network of Independent Experts on Fundamental Rights della Commissione europea dal 2003 al 2006, ruolo al quale è poi seguito un incarico alla FRALEX, l’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Inserita come tecnica all’interno del governo Draghi, andrà a sedersi su una delle poltrone più scottanti.

Lorenzo Guerini (Quirinale)

Difesa: Lorenzo Guerini

Membro del Partito Democratico, è stato già ministro della difesa nel Conte II. Ex esponente della Democrazia Cristiana, la gavetta politica lo ha visto ricoprire la carica di presidente di provincia a Lodi dal 1995 al 2004 e poi sindaco di Lodi dal 2005 al 2012.

Daniele Franco (Quirinale)

Economia e Finanze: Daniele Franco

Direttore Generale della Banca d’Italia dal 1° gennaio 2020, è riconosciuto da tutti come un fedelissimo di Mario Draghi. D’altronde, è stato scelto per presiedere uno dei Ministeri più importanti e delicati, in vista della presentazione in Europa del Recovery Plan.

Giancarlo Giorgetti (Quirinale)

Sviluppo Economico: Giancarlo Giorgetti 

Componente di spicco della Lega, è stato quello che in modo più convinto di tutti, all’interno del partito, ha spinto per l’appoggio al governo. È forse per questo che Draghi ha deciso di assegnargli l’incarico. Nella Lega è vicesegretario dietro soltanto a Matteo Salvini e nel governo Conte I è stato Sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. Ha una laurea in economia conseguita alla Bocconi di Milano.

Stefano Patuanelli (Quirinale)

 Politiche agricole, alimentari e forestali: Stefano Patuanelli 

Ministro dello sviluppo economico nel Conte II, con Draghi cambia ruolo e passa alla guida del Ministero delle politiche agricole. È stato capogruppo del Movimento 5 Stelle fino alla sua nomina a ministro. Nella vita, prima di diventare un politico, ha fatto l’ingegnere edile, lavorando sulla progettazione e la gestione dei processi edilizi, con particolare riferimento alle opere pubbliche.

Roberto Cingolani (Quirinale)

Transizione Ecologica: Roberto Cingolani

Al Ministero decantato da Grillo, alla fine si siede un tecnico. Fisico e docente, vanta un curriculum accademico di grande spessore. Dopo la laurea a Bari, si perfeziona alla Scuola Normale di Pisa. Ha insegnato all’università di Tokyo e alla Virginia Commonwealth University negli Stati Uniti. Direttore dal 2005 dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, nel 2015 gli viene assegnato il Premio Roma per lo Scienza. Il 27 giugno 2019 viene nominato Chief Technology and Innovation Officer della società del settore “difesa e aerospazio” Leonardo.

Enrico Giovannini (Quirinale)

Infrastrutture e trasporti: Enrico Giovannini

Economista, statistico e accademico, Giovannini è stato Chief Statistician dell’OCSE, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, dal 2001 all’agosto 2009 e Presidente dell’Istat per quattro anni dal 2009 al 2013. Non è la prima volta che si trova a capo di un Ministero, perché durante il governo Letta, dal 2013 al 2014, ha avuto l’incarico di Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Andrea Orlando (Quirinale)

Lavoro e politiche sociali: Andrea Orlando 

Già Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio nel governo Letta e Ministro della Giustizia nei governi Renzi e Gentiloni, Orlando con Draghi trova la tripletta. Iscritto al Partito Democratico, come titolo di studio presenta il diploma di liceo scientifico.

Patrizio Bianchi (Quirinale)

Istruzione: Patrizio Bianchi

Altro tecnico per sostituire l’Azzolina. Nella vita è economista e professore universitario, ha ottenuto la laurea in Scienze Politiche all’università di Bologna e ha poi perfezionato i suoi studi alla London School of Economics and Political Science. Assessore all’istruzione in Emilia Romagna, è anche direttore scientifico dell’IFAB, la fondazione internazionale big data e intelligenza artificiale per lo sviluppo umano.

Cristina Messa (Quirinale)

Università e ricerca: Cristina Messa

Professoressa ordinaria di Diagnostica per immagini e radioterapia all’università Milano-Bicocca, che ha diretto dal 2013 al 2019 diventando la prima donna a ricoprire quel ruolo in un ateneo milanese. Con lei al comando, la Bicocca è cresciuta in modo esponenziale, diventando la prima università italiana ad avere un rettore e un direttore generale donna al vertice e raggiungendo la parità assoluta nei suoi principali organi di governo. È inoltre stata in grado di valorizzare la ricerca e l’innovazione, dedicando grande attenzione ai rapporti tra università e territorio.

Dario Franceschini (Quirinale)

 Cultura: Dario Franceschini 

Membro di spicco del Partito Democratico, Franceschini arriva da una lunga esperienza politica che lo ha visto Ministro dei beni e delle attività culturali nei governi Renzi, Gentiloni e Conte II. È stato sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi D’Alema II e Amato II, Ministro per i rapporti con il Parlamento e il coordinamento dell’attività di governo con Letta. Vicesegretario e capogruppo alla Camera del PD, ha una laurea in giurisprudenza.

Roberto Speranza (Quirinale)

 Salute: Roberto Speranza 

Viene riconfermato da Draghi alla guida di un dicastero fondamentale in tempo di pandemia. Laureato in Scienze Politiche, dal 2019 è il segretario di Articolo Uno. Prima, dal 2013 al 2015, è stato capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati.

Ministri senza portafoglio

Federico d’Incà (Quirinale)

Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Federico d’Incà

Già Ministro per i rapporti con il Parlamento nel governo Conte, d’Incà viene confermato al dicastero anche con Draghi. Laureato in economia e commercio a Trento, è un grillino della prima ora, già promotore delle liste e Belluno e Feltre nel 2012.

Vittorio Colao (Quirinale)

 Innovazione tecnologica e transizione: Vittorio Colao

Conosciuto dal grande pubblico lo scorso anno per essere stato a capo della Task Force di Conte, Colao è un tecnico dal grande passato accademico e amministrativo. Calabrese di nascita, si è laureato alla Bocconi, prima di ottenere un Master in Business Administration ad Harvard. Amministratore delegato di Vodafone dal 1999, all’azienda rimane legato, salvo un paio d’anni di pausa, fino al 2018. Oggi, dopo l’esperienza da tecnico nello scorso esecutivo, si siede per la prima volta alla scrivania di un Ministero.

Renato Brunetta (Quirinale)

Pubblica Amministrazione: Renato Brunetta

Politico di lungo corso, è un economista specializzato nella pubblica amministrazione, di cui è già stato ministro dal 2008 al 2011 nel governo Berlusconi IV. Capogruppo di Forza Italia nella XVII legislatura (2013-2018), torna oggi alla posizione che, ormai dieci anni fa, lo aveva portato ai vertici delle cronache nazionali.

Mariastella Gelmini (Quirinale)

 Affari regionali e autonomie: Mariastella Gelmini

Ministro dell’istruzione tra il 2008 e il 2011, sempre nel governo Berlusconi IV, riveste dal 2016 la carica di consigliere comunale di Milano. Capogruppo alla Camera di Forza Italia, prendendo il posto di Brunetta, si è laureata in giurisprudenza all’università di Brescia con una tesi sul referendum di iniziativa regionale.

Mara Carfagna (Quirinale)

 Sud: Mara Carfagna

Come i colleghi Brunetta e Gelmini, anche per la Carfagna l’esperienza ministeriale non è nuova. Nel Berlusconi IV è stata Ministro per le pari opportunità e, dal 29 marzo 2018, vicepresidente della Camera dei Deputati. Dopo un passato da forte conservatrice è oggi, all’interno di Forza Italia, una delle esponenti della fascia più liberale e progressista. Con Berlusconi sin dalla prima ora nonostante i suoi soli 46 anni, ha una laurea in giurisprudenza conseguita all’università di Salerno.

Fabiana Dadone (Quirinale)

 Politiche giovanili: Fabiana Dadone

Deputata dal 2013 con il Movimento 5 Stelle, è stata già Ministro della pubblica amministrazione nel Governo Conte II. Laureata in giurisprudenza, è stata attiva nelle battaglie iniziali del Movimento 5 stelle, venendo eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Piemonte 2. Componente della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni), fa parte del Comitato permanente per i Pareri, della Giunta per le Elezioni e della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle Mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.

Elena Bonetti (Quirinale)

Pari opportunità e famiglia: Elena Bonetti

Dimessa dallo stesso Ministero dopo il passo indietro di Renzi dello scorso mese, la Bonetti viene confermata da Draghi e torna a far parte del governo. È l’unica esponente di Italia Viva presente nel nuovo esecutivo.

Erika Stefani (Quirinale)

 Disabilità: Erika Stefani

Un Ministero fortemente voluto dalla Lega e la Stefani è infatti membro del Carroccio. Avvocato di professione, è stata Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel Conte I. Ora si trova alla guida di un Ministero senza portafoglio, presente nel governo giallo-verde e poi rimosso in quello giallo-rosso.

Massimo Garavaglia (Quirinale)

 Turismo:Massimo Garavaglia

Per dieci anni, dal 2009 al 2019, è stato sindaco del suo comune di residenza, Marcallo con Casone, in provincia di Milano. Doppia laurea in economia e scienze politiche, per la prima volta ricopre la carica di Ministro, dopo essere stato Sottosegretario al ministero dell’economia dal giugno 2018 al marzo 2019.

 

Roma – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente del Consiglio Mario Draghi con il nuovo Governo, il 13 febbraio 2021. (Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

 

 

 

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