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Tutti i guai giudiziari di Donald Trump che frenano la sua corsa alla leadership del Gop

Dopo aver festeggiato lo scampato pericolo dell'impeachment, l'ex presidente pianifica il futuro politico ma la giustizia non si ferma e potrebbe arrestarlo

Donald Trump (Illustration by Antonella Martino)

È sopravvissuto al secondo impeachment e a Mar A Lago si è celebrato. Niente alcool e molte bibite gassate perché il festeggiato, Donald Trump, è astemio. Ma anche i festeggiamenti non sono andati oltre a qualche battuta come “E’ finita la caccia alle streghe”, o “Abbiamo fatto l’America grande” perché se la battaglia politica, almeno per il momento, l’ha vinta l’ex presidente resta da vedere ora se riuscirà a vincere anche quella giudiziaria. E qui la posta in palio è molto più alta.

La sua assoluzione al secondo processo di impeachment lascia per ora due interrogativi: cosa succederà al partito repubblicano e cosa succederà a lui ora che non è più alla Casa Bianca e non ha più l’immunità presidenziale. Tutto dipende dalla conclusione delle sue vertenze giudiziarie. Su di lui pendono diverse indagini penali e un paio di querele civili.

La più recente delle pendenze penali è quella nello Stato della Georgia avviata dal District Attorney della contea di Fulton, Fani Willis, per le telefonate fatte dall’ex presidente al governatore Brian Kemp per non certificare i voti dello Stato e al segretario di Stato Brad Raffensperger chiedendogli di trovare dei voti per cambiare il risultato elettorale. La telefonata è stata registrata. Brian Kemp e Brad Raffensperger sono repubblicani.  Questo procedimento penale, con la convocazione del grand jury, dovrebbe iniziare a marzo. La contea di Fulton è la più grande e più popolata dello Stato. È parte della città di Atlanta con South Fulton e Sandy Springs.

Sempre in Georgia c’è una seconda inchiesta giudiziaria in relazione ad una telefonata fatta dall’ex presidente ad un agente investigativo dell’ufficio elettorale statale nel corso della quale l’ex presidente gli chiese di trovare le prove dei brogli elettorali nella contea di Cobb. Anche questa telefonata è stata registrata.

Cyrus Vance Jr (Wikimedia)

A New York, invece, l’ex presidente è al centro di due indagini penali. La prima avviata dal Procuratore Distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance, vede l’ex presidente nella sua qualità di proprietario della Trump Organization, indagato per frode alle assicurazioni ed evasione fiscale fraudolenta.  La Trump Organization è una società privata fondata dai genitori di Donald Trump nel 1923 alla quale sono legate societariamente circa 500 aziende. Donald Trump è il proprietario di tutte le società mentre i suoi due figli Donald Junior ed Eric sono i vicepresidenti esecutivi. Gli inquirenti sono in attesa delle decisione della Corte Suprema federale per avere accesso alla dichiarazione dei redditi del presidente e delle sue società. In primo e in secondo grado la procura distrettuale ha avuto ragione, ma gli avvocati di Trump si sono opposti affermando che Trump era protetto da qualsiasi azione giudiziaria. Allora Cyrus Vance si rivolse alla Corte Suprema Federale per ottenere una ingiunzione. La Corte Suprema ha accettato di esaminare il caso e a Maggio ci sarà il dibattito all’alta corte.

Sempre a New York il DA di Manhattan indaga anche sui soldi che Michael Cohen, l’ex avvocato di Trump ora in prigione, ha usato per non far parlare due donne che hanno accusato l’ex presidente di aver avuto relazioni sessuali con loro. Soldi che con un complesso giro di assegni sarebbero strati presi dal fondo della campagna elettorale. Questa indagine è anche seguita dalla Commissione l’Oversight and Reform Committee della Camera dei Rappresentanti.

La seconda indagine, invece, è stata avviata dall’Attorney General dello Stato, Letitia James che sta indagando per capire se Donald Trump abbia ottenuto dei prestiti dopo aver “gonfiato” il valore di alcune sue proprietà date come garanzia per il prestito. Ma non solo. Alla Camera dei Rappresentanti un’altra commissione, Financial Services and Intelligence, vuole esaminare i prestiti ottenuti da Trump dalla Deutsche Bank, una banca tedesca che tra i maggiori clienti ha Oleg Deripaska, l’oligarca considerato il braccio economico di Putin, e per questo vuole esaminare la dichiarazione dei redditi del presidente per conoscere l’ammontare dei prestiti ottenuti dalla banca e quali garanzie ha dato per ottenere il prestito.

Ed infine c’è l’inchiesta giudiziaria dell’insurrezione del 6 gennaio a Washington nel corso della quale hanno perso a vita 5 persone e un altro centinaio sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Uno degli arrestati dagli agenti federali fa parte del movimento Oath Keepers, gruppo di estrema destra suprematista armato che afferma di aver ricevuto ordini diretti da Donald Trump per l’insurrezione. Lo US Attorney di Washington Karl Racine inoltre sta esaminando I filmati e le dichiarazioni fatte da Trump pochi minuti prima dell’assalto al Campidoglio per vedere se ci sia un diretto collegamento tra l’ex presidente e i gruppi che lo hanno lanciato.

Ammesso che Trump riesca a superare tutti questi ostacoli giudiziari resta l’incognita sul modo in cui il partito repubblicano prenderà forma nei prossimi mesi. I milioni di sostenitori di Trump hanno sicuramente il loro peso, ma la vecchia leadership del partito sembra pronta al divorzio. Le durissime parole pronunciate dopo l’assoluzione di Trump dall’impeachment dal leader della minoranza repubblicana al Senato Mitch McConnell hanno evidenziato come il partito sia diviso. McConnell ha condannato l’ex presidente, definendolo “moralmente responsabile” per l’attacco al Congresso. E già nei giorni scorsi era trapelata la notizia del litigio dell’ex presidente con il leader della minoranza repubblicana alla Camera, Kevin McCarthy.

Parere opposto da parte di Lindsay Graham, senatore della Georgia. “Donald Trump – ha detto alla Fox News in una trasmissione domenicale – è pronto ad entrare in campagna, a ricostruire il partito repubblicano e io sono pronto a lavorare con lui che è il membro più energico del partito”. E già si pensa alle prossime elezioni: quelle del 2022 con 34 seggi del Senato in palio, 20 dei quali in mano ai repubblicani.

Lara Trump in Nebraska nel 2020 durante un comizio per il suocero Donald (Matt Johnson/Wikimedia)

Ed è per questo che Lindsey Graham ha proposto la nuora di Trump, Laura, la moglie di Eric, a scendere in campagna elettorale in North Carolina per sfidare Richard Burr, il senatore repubblicano che sabato ha votato per l’impeachment di Donald Trump. Ci sarà una scissione? Con tutte queste manovre dietro le quinte non sarebbe da escludere. Comunque, i distinguo e i movimenti per allontanarsi da Trump sono già cominciati, come evidenziato da Nikki Haley, l’ex ambasciatrice Onu che probabilmente si candiderà alle presidenziali del 2024.

Infine, i democratici al Congresso vogliono creare una commissione d’inchiesta, come quella che indagò sugli attentati dell’11 settembre; si vuole capire se l’assalto sia stata la reazione violenta di una rivolta isolata o se invece si sia trattato di un complotto organizzato per bloccare l’atto finale della vittoria elettorale di Biden.

 

 

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