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Tony Blinken a Bruxelles per incontrare gli alleati NATO e parlare soprattutto di Cina

Il Segretario di Stato avrà un colloquio anche con Ursula von der Leyen e Josep Borrell e incontrerà i ministri degli Esteri dell'Alleanza, anche Luigi Di Maio

L'Headquarters della NATO a Bruxelles

Antony Blinken, Segretario di Stato di Biden, arriva in Europa. Il viaggio ufficiale a Bruxelles durerà da lunedì 22 marzo fino al prossimo giovedì e riguarderà l’incontro dei ministri degli esteri della NATO. Per l’occasione, Blinken incontrerà anche leader alleati come la Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen e Josep Borrell, Alto Rappresentante UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Durante l’ultimo giorno, Blinken si vedrà con il Primo Ministro Belga e la sua Ministra degli esteri.

In attesa della ministeriale della NATO, le pedine hanno iniziato ad allinearsi già negli scorsi giorni. Luigi Di Maio, Ministro degli esteri italiano, ieri è volato a Tripoli per incontrare il Primo Ministro del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, ribadendo la centralità italiana nella transizione democratica libica, in uno scenario tutt’altro che semplice. Una mossa che, secondo molti analisti, servirà in vista di un incontro con Blinken per dimostrare la proattività italiana nell’area, così da dipingersi come partner affidabili.

Antony Blinken

Allo stesso modo, il Segretario della Difesa statunitense Lloyd Austin ha intrapreso un viaggio non programmato in Afganistan per incontrare il Presidente Ghani, l’ambasciatore USA Wilson ed il generale Miller. Al centro dell’incontro il ritiro delle truppe statunitensi dall’area ed i negoziati per la fine della guerra che dura dall’ottobre 2001. In Afganistan sono dispiegati anche contingenti NATO e, come Austin ha annunciato, seppure la situazione rimanga incandescente, le violenze dei talebani ai danni delle truppe euro-americane sono calate dall’accordo stipolato dal ex Presidente Donald Trump. Ma, nonostante questo, la data fissata al 1 maggio per il ritiro delle truppe rimane utopica e probabilmente Biden non riuscirà a rispettarla

Per questo l’incontro di Blinken può essere importante per le relazioni atlantiche e non solo. Come recita un comunicato del Dipartimento di Stato, “questi incontri saranno per i ministri un’opportunità per discutere le proposte della NATO 2030 per la modifica dell’alleanza, le preoccupazioni riguardo Cina e Russia, i cambiamenti climatici, la cyber sicurezza, la lotta al terrorismo, la sicurezza energetica e altre sfide comuni che affronteremo insieme”.

Ma oltre a cercare di ricreare la sinergia mancata durante l’amministrazione Trump, Blinken arriverà a Bruxelles anche per redarguire gli alleati europei sui fondi NATO e sui rapporti con Russia e Cina. Sempre il Dipartimento di Stato rende noto come, sebbene i fondi destinati alla NATO siano in crescita, “gli Alleati devono continuare ad investire nella NATO”, riesumando un tema già caro a Donald Trump e accennato anche da Biden . E poi la lotta statunitense contro la realizzazione del gasdotto Nord Stream 2, vero e proprio tema di scontro fra Washington, Berlino e Mosca. Per ciò che concerne la Cina, invece, l’UE stamattina si è mossa in sinergia con gli Stati Uniti e ha deciso di apporre sanzioni contro quattro alti ufficiali cinesi dello Xinjiang, proprio riguardo al genocidio degli uiguri che Pechino continua a smentire.

Sempre il Dipartimento di Stato fa sapere che i colloqui fra Antony Blinken e Ursula von der Leyen e Josep Borrell verteranno su “gli obbiettivi transatlantici per contenere la pandemia da COVID-19, la ricerca di una ripresa economica sostenibile a livello globale, la lotta alla crisi climatica e il rafforzamento della democrazia”. Toni ben più distesi rispetto a quelli usati da Trump per trattare con gli alleati, ma occorre non farsi ingannare. Blinken tenterà senz’altro di riportare gli alleati europei all’ordine su fondi NATO e programma NATO 2030, rapporti con la Russia e con la Cina, partner economico sempre più integrato con le economie occidentali e la cui “via della seta” passa proprio per il vecchio continente.

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