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Gli Usa di Biden trainano la ripresa globale e accelerano sulla campagna vaccinale

Tutti gli americani vaccinabili entro il 19 aprile, ma secondo le stime del FMI preoccupano le crescenti disuguaglianze

Intanto in Georgia i repubblicani sono in difficoltà dop aver approvato una legge elettorale anti democratica che ha scatenato l'ira del pubblico anche sportivo nazionale che ora è pronto a boicottare i prodotti che arrivano dallo Stato compresa la Coca Cola. Il Ceo James Quincey prova a correre ai ripari, ma deve fare i conti con la furia di Donald Trump che però ancora una volta è il primo a fare il contrario di quello che annuncia...

Joe Biden promosso anche dal Fondo Monetario Internazionale (IMF) per gli investimenti federali che verranno stanziati per le infrastrutture e lega la ripresa economica mondiale alla sconfitta della pandemia.

Nel World Economic Outlook rilasciato questa mattina vengono evidenziati i segnali positivi come la massiccia campagna di vaccinazione qui negli Stati Uniti e le imponenti misure di sostegno fiscale insieme alla grandiosa politica di rilancio economico con gli ingenti piani di spesa pubblica preparati dalla Casa Bianca. Meno bene, invece le previsioni per altre parti del mondo per la disuguaglianza economica tra Paesi sviluppati e Paesi poveri e le categorie sociali. Colmare il divario nella ripresa economica, e nella distribuzione dei vaccini, sarà cruciale per il mondo per la ripresa globale con il suggerimento fatto dall’IMF ai Paesi sviluppati di aiutare nella produzione e distribuzione dei vaccini i Paesi poveri una volta terminata la campagna nelle proprie nazioni.

E oggi Joe Biden ha aggiornato la tabella di marcia per le vaccinazioni negli Stati Uniti annunciando che tutti gli americani saranno dichiarati vaccinabili entro il 19 aprile, ovvero due settimane prima della precedente scadenza del 1° maggio e che nei primi 100 giorni della sua presidenza si calcola che 200 milioni di americani saranno immunizzati. “A complicare la ripresa – ha detto Biden – ci si sono messe le varianti del virus. Troppe persone vedono la fine della pandemia e non applicano più le misure protettive come lavarsi le mani e usare la mascherina e implementare le distanze di sicurezza. Ed è sbagliato perché il virus è tornato a diffondersi. È ancora una guerra di vita o di morte che non dobbiamo sottovalutare”.

Già di prima mattina la Casa Bianca aveva lanciato il segnale informando dell’iniziativa “Mask Innovation Challenge” un bando da 500.000 dollari per il disegno di nuove mascherine più comode da indossare e più efficienti per la lotta al Covid. “Sappiamo che le mascherine indossate in modo corretto aiutano a ridurre la diffusione del virus e di altre infezioni respiratorie, ma incomprensibilmente molte persone sono riluttanti a portarle”, ha detto la sottosegretaria dell’Health Department Nikki Bratcher – Bowman. “Con questa sfida vogliamo coinvolgere le persone in tutto il paese nello sviluppo di nuove mascherine che siano più efficaci e confortevoli”.

Il Presidente Joe Biden (Foto da Twitter White House)

La Casa Bianca ripete che senza la sconfitta del coronavirus la ripresa economica sarebbe impossibile anche con il megafinanziamento federale per il rilancio economico. La battaglia al Congresso per il passaggio del piano da quasi 3 mila miliardi di dollari per la modernizzazione delle infrastrutture ha perso intensità dopo che ieri, con una manovra smaliziata, i democratici hanno votato alla Camera per applicare il “Reconciliation Bill”. Una misura che modifica l’iter parlamentare applicabile però solo alle misure che hanno a che fare con il bilancio o i finanziamenti dello Stato. Normalmente una legge per far passare il piano della Casa Bianca ha bisogno della maggioranza semplice. Allo stesso tempo basta che 40 senatori dell’opposizione decidano di bloccare l’iter di una legge che la discussione in aula viene cancellata. Un tipo di filibustering che permette alla minoranza di dettare l’agenda della maggioranza. Applicando il Reconciliation Bill il disegno di legge passa con la sola maggioranza semplice. In questo modo sono state eliminate le tattiche dilatorie e i repubblicani, che non hanno la maggioranza né alla Camera, né al Senato, non hanno più gli strumenti costituzionali per bloccare il piano della Casa Bianca.

Comunque, erano già evidenti le finte manovre dell’opposizione per bloccare un piano di ricostruzione del Paese per il quale beneficeranno tutti e 50 gli Stati dell’Unione. Inoltre, moltissime delle iniziative presentate nel piano di Biden in passato sono state presentate dagli stessi repubblicani e poi per altri motivi, soprattutto perché legati agli sgravi fiscali concessi alla Corporate America, sono stati accantonati.  È bastata l’ondata di gelo dei mesi scorsi in Texas per mettere a nudo come le infrastrutture di questo Stato siano primordiali dopo che il ghiaccio ha fatto saltare per settimane l’intera rete elettrica. Ovviamente il Governatore repubblicano Greg Abbot così come i due senatori repubblicani Ted Cruz e John Cornyn, e 22 congressmen del Gop si oppongono al piano, ma è evidente che è solo una opposizione di facciata e non di contenuti.

Lo stesso leader del Senato, Mitch McConnell, capo della minoranza repubblicana, urla, strepita, poi il giorno di Pasqua ha detto ai suoi elettori del Kentucky che a breve autostrade, aeroporti, rete ferroviaria, acquedotti e rete energetica dello Stato verranno rinnovati, ovviamente senza dire che sono parte del piano della Casa Bianca.

Donald Trump (Illustrazione di Antonella Martino)

I repubblicani poi in questo memento sono sulla difensiva dopo che nei giorni scorsi lo Stato della Georgia ha passato una legge elettorale in cui vengono penalizzate quelle fasce elettorali che hanno, portato alla vittoria Biden e i due senatori federali dello Stato. La precedente legge elettorale era sempre stata fatta dalla maggioranza repubblicana al parlamento statale. Perdendo le presidenziali e i due seggi al Senato, i parlamentari dello Stato hanno immediatamente cambiato la legge. Una mossa palesemente antidemocratica che ha suscitato la collera degli elettori e non solo dello Stato della Georgia. La lega di baseball per protesta ha cancellato le partite che si sarebbero dovute giocare ad Atlanta per gli incontri della All Star dando l’avvio al boicottaggio delle maggiori aziende che operano nello Stato. Così i consumatori hanno preso di mira la Coca Cola, la compagnia aerea Delta, la Home Depot, megasocietà che finanziano i politici, affermando che il boicottaggio durerà fintanto che queste compagnie non interverranno per modificare le restrizioni elettorali. E le compagnie sono intervenute. Il primo è stato James Quincey, presidente e CEO della Coca Cola che ha duramente condannato le restrizioni applicate affermando che la Coca Cola è solidale con le leggi elettorali federali. Una lettera aperta che ha suscitato l’ira di Donald Trump che subito dopo le dichiarazioni di Quincey ha chiesto ai suoi sostenitori di boicottare la società di bevande gassate per essere una delle aziende leader contro la stretta sul diritto di voto. Ma come spesso succede nel pianeta dell’ex presidente dopo aver condannato e incitato i suoi a prendere parte a una controffensiva, si scopre che in realtà il primo che non segue i suoi consigli è proprio lui.

Trump bottiglia Coca Cola (twitter)

A tradirlo è stata una foto su Twitter, postata sull’account del suo ex consigliere Stephen Miller che gli ha fatto visita a Mar-a-Lago. Nella foto si vede Trump sorridente dietro la sua scrivania, e, anche se nascosta, è impossibile non notare dietro un telefono la bottiglia di Coke.

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