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Dati sull’occupazione in America non fanno sorridere Biden, repubblicani all’attacco

Il presidente ammette che si aspettava dati migliori e dice che "la nostra è una maratona". Il partito di Trump punta il dito contro "il governo socialista"

I dati sull’occupazione rilasciati questa mattina sono preoccupanti: solo 266 mila americani hanno trovato lavoro nel mese di aprile, un 6,1% molto al di sotto delle stime. Nel mese di marzo i nuovi assunti erano stati 800 mila. Un rendiconto che secondo il Washington Post – è ambiguo perché non è chiaro se ci sia una diminuzione delle offerte di lavoro o un diminuzione delle persone che lo cercano.

“Gli aiuti sono in arrivo – afferma il presidente Joe Biden dalla Casa Bianca – Non ho mai detto che la situazione sarebbe migliorata dal giorno alla notte. La nostra è una maratona. Stiamo ancora pagando il prezzo del crollo dell’economia che è costata 22 milioni di posti di lavoro. In tutta sincerità pensavo che i dati fossero peggiori”.

Nel suo intervento il presidente ha legato la ripresa economica, e quindi la ripresa nelle assunzioni, al suo piano Build Back Better da 7 mila miliardi di dollari sia per creare nuova occupazione sia per facilitare il rientro nel mondo del lavoro per le persone che a causa della pandemia sono rimaste a casa.

Poco dopo dalla Casa Bianca ha parlato il ministro del Tesoro Janet Yellen tracciando un panorama meno negativo. “Credo – da detto l’ex presidente della Federal Reserve – che si tornerà alla normalità dell’occupazione entro il prossimo anno”.

Neil Bradley, US Chamber of Commerce Chief Policy Officer chiede che benefici aggiuntivi concessi per la pandemia debbano ora essere tolti perché demotivano la ricerca del lavoro. “I 300 dollari settimanali – afferma Bradley – per molti sono più della paga che ricevevano. Mantenerli disincentiva la ricerca di lavoro”.  Tesi immediatamente sposata dai repubblicani che su Fox News hanno lanciato l’offensiva contro il capo dela Casa Bianca accusandolo di essere la causa della stagnazione del lavoro. “E’ tutta colpa di Biden – scrive nel suo twit Ronna McDaniel, la chairwoman del National Republican Committee – la sua politica è un disastro”.  Elise Stefanik, la congresswoman scelta da Donald Trump per rimpiazzare Liz Cheney nella sua improvvisa notorietà scrive nel suo messaggio: “E’ tutta colpa di Joe Biden e di Nancy Pelosi”.

Marjorie Taylor Greene, la congresswoman dei QAnon se la prende con il “governo socialista” che paga i lavoratori per stare a casa.

Anche il leader della minoranza repubblicana alla Camera, Kevin McCarthy, non perde l’occasione per accusare il presidente. “I dati sulla disoccupazione sono deludenti tanto quanto il piano di Biden di tassare le famiglie americane”.

Ma nonostante le accuse i mercati finanziari hanno risposto bene ai dati sull’occupazione.

Il concerto di accuse orchestrato dai politici legati a Trump distoglie l’attenzione dagli affanni in cui il partito repubblicano si trova in questi giorni.  Spaccato tra chi si rifiuta di raccontare le bugie dell’ex presidente e quanti, invece, si sono gettati nella narrativa alternativa delle elezioni. Per il senatore della South Carolina Lindsey Graham accettare le falsità di Trump ha una logica pratica: chi non abbraccia le sue bugie perderà le prossime elezioni. Lo ha affermato ieri sera parlando alla rete amica Fox News intervistato da Sean Hannity. “Voglio chiedere ai miei colleghi repubblicani: pensate che possiamo proseguire senza Trump? La risposta è no. Mi è sempre piaciuta la politica e la determinazione di Liz Cheney, ma non condivido il suo punto di vista che il partito possa crescere senza di lui”. E Lindsey Graham si autoassolve nel nome dell’unità del partito e con lui la maggioranza di senatori e congressman, nascondendo la sconfitta morale nel nome della compattezza.  Nessuno ha più il coraggio o la forza politica di controbattere alle falsità dei brogli elettorali, neanche quelli che lasceranno la politica alla fine del loro mandato. E così i dissidenti vengono eliminati.

Donald Trump lascerà Mar A Lago nelle prossime ore per trascorrere il Mother’s Day in New Jersey nel suo golf club di Bedminster dove trasferirà nelle prossime settimane il suo quartier generale estivo per sfuggire alla soffocante afa estiva della Florida.

Trump il giorno che ha lasciato la Casa Bianca. (YouTube)

L’ex presidente oggi ha registrato una importante vittoria dopo che la Federal Election Commission ha annunciato di aver abbandonato le indagini sull’inchiesta che lo vedeva coinvolto per aver fatto pagare dal suo ex avvocato Michael Cohen, Stormy Daniels, attrice  a luci rosse, con 130 mila dollari per nascondere una sua avventura. Da mesi i quattro componenti della commissione di indagine, due democratici e due repubblicani, erano trincerati sulle loro posizioni e non è stato possibile trovare l’accordo per la decisione. Il pagamento a Stormy Daniels venne fatto nel pieno della campagna elettorale per le presidenziali del 2016. Michael Cohen testimoniò al Congresso che il pagamento fu fatto da lui su ordine di Trump per cercare di far rientrare lo scandalo che lo avrebbe danneggiato politicamente. Nonostante le testimonianze di Michael Cohen e Stormy Daniels  e la copia dell’assegno l’inchista è stata abbandonata.

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