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La Guardia Nazionale lascia Washington: rimane la paura del terrorismo domestico

Termina la missione dell’esercito speciale per proteggere il Campidoglio dopo l’attacco del 6 gennaio. Per più di 5 mesi circa 21mila soldati hanno protetto l’area

Soldati della Guardia Nazionale di fronte al Campidoglio, Washington D.C. (flickr)

“La più grande minaccia terroristica per la patria che affrontiamo oggi è posta da criminali solitari, spesso radicalizzati online, che cercano di attaccare obiettivi 'morbidi' con armi facilmente accessibili”, afferma il più recente rapporto del FBI, rilasciato nel maggio 2021

Il Segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III ha annunciato lunedì scorso (24 maggio 2021) la partenza della Guardia Nazionale dal complesso del Campidoglio.

“Sono venuti qui da tutti i 54 stati e territori, lasciandosi alle spalle lavori, case e famiglie, per rafforzare la sicurezza nel Campidoglio in seguito ai drammatici eventi del 6 gennaio”, ha dichiarato il Segretario alla Difesa in un comunicato. “Questi aviatori e soldati hanno protetto non soltanto l’area (del Campidoglio, ndr), ma anche i legislatori che ci lavoravano, assicurando che gli affari del popolo potessero svolgersi senza interruzioni. Hanno vissuto in modo molto tangibile il giuramento che hanno prestato di sostenere e difendere la Costituzione”.

Soldati della Guardia Nazionale la notte del 6 gennaio 2021, Washington D.C. (wikimedia)

La Guardia Nazionale – un ramo speciale dell’esercito americano – risponde sia ai governatori statali che al presidente degli Stati Uniti. I soldati della Guardia vengono solitamente impiegati per rispondere ad emergenze nazionali, come i disastri naturali. Ma nei suoi 400 anni di storia, sono stati anche impiegati in missioni militari oltreoceano o per aiutare le forze regolari di polizia in caso di disordini sociali.

La Guardia Nazionale era stata attivata il 6 gennaio 2021 per assistere le forze dell’ordine federali dopo che i sostenitori di Donald Trump avevano fatto irruzione nel Campidoglio durante la seduta congiunta tra Camera e Senato – convocata per certificare i risultati delle elezioni presidenziali.

Il 2020 è stato un anno eccezionale per la Guardia Nazionale. Composta da una forza armata di 440.000 soldati e aviatori sparsi tra i 50 stati e il distretto di Columbia, il numero di soldati impiegati ha raggiunto il suo picco storico il 6 giugno 2020, quando circa 120.000 membri erano impegnati in tutto il mondo.

Sostenitori di Donald Trump attaccano il Campidoglio, Washington D.C. (wikimedia)

Il 20 gennaio 2021, il giorno dell’inaugurazione della presidenza Biden, c’erano 21,000 soldati della Guardia Nazionale a proteggere il Campidoglio e la Casa Bianca. C’erano più soldati della Guardia Nazionale a Washington D.C. che soldati americani in Afganistan e in Iraq messi assieme. All’inizio della primavera, quel numero è sceso a circa 5.000 e ha continuato a diminuire.

Ora i soldati sono pronti a lasciare il terreno. Ma la minaccia di attacchi non è sparita. Anzi. La principale preoccupazione del Federal Bureau Investigation (FBI) è proprio il terrorismo domestico.

“La più grande minaccia terroristica per la patria che affrontiamo oggi è posta da criminali solitari, spesso radicalizzati online, che cercano di attaccare obiettivi morbidi con armi facilmente accessibili”, afferma il più recente rapporto del FBI, rilasciato nel maggio 2021. “Molti di questi estremisti violenti sono motivati e ispirati da un mix di obiettivi socio-politici e avidità personali contro i loro obiettivi”.

Anche se la loro missione si è formalmente conclusa domenica, circa 1.700 truppe provenienti da nove stati e Washington, D.C., rimangono nel distretto in attesa delle partenze che si completeranno mercoledì 26 maggio.

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