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Tutti gli uomini e le donne del Gop che Trump non vuol far rieleggere al Congresso

Da Liz Cheney a Anthony Gonzalez, i repubblicani che rischiano il seggio per non aver voluto credere, ubbidire e combattere per le bugie dell'ex presidente

Donald Trump (Illustrazione di Antonella Martino)

L’aveva promesso e ora si vendica. Donald Trump lancia il suo tour contro i repubblicani che non si sono inginocchiati. “Invece di attaccare me devono attaccare Biden, Schumer e  Nancy Pelosi” ha detto l’ex presidente nel suo comizio in North Carolina alcune settimane fa lanciando il suo grido di guerra “Cacciateli, non eleggeteli. Sono dei traditori”.

Alla Camera dei rappresentanti dieci parlamentari repubblicani hanno votato per il suo impeachment per aver fomentato il 6 gennaio l’assalto al Congresso. Nove di loro hanno già un contendente che gode della benedizione dell’ex presidente per le prossime primarie repubblicane per le elezioni di Mid Term.

Liz Cheney (youtube)

In cima alla lista c’è Liz Cheney, congresswoman del Wyoming, degradata da Kevin McCarthy dalla terza posizione dirigenziale del partito. Una repubblicana conservatrice che vede Trump come la rovina del partito. “Le sue bugie ci travolgeranno” ha detto in un suo discorso ad Aprile alla Heritage Foundation, il più prestigioso think tank repubblicano di Washington.  Figlia dell’ex vicepresidente di George W Bush è nata e cresciuta repubblicana. Ma è onesta e non accetta le bugie dell’ex presidente. Ha avuto parole pesanti con il senatore Tim Scott, che subito dopo il discorso di Joe Biden sullo Stato dell’Unione, ha espresso la posizione del partito repubblicano ripetendo le bugie di Trump.  “Ha perso un occasione per dire agli americani che Joe Biden ha vinto le elezioni in modo da poter ridare credibilità al partito e non continuare con la “big lie” a cui nessuna mente ragionevole crede” disse la congresswoman. Per cercare di eliminarla completamente dal partito il congressman Matt Gaetz è andato in Wyoming alla ricerca del candidato repubblicano “anti Liz Cheney” che la sfiderà alle primarie. Dopo tante ricerche, consulti, telefonate è stato trovato il cavallo vincente: il senatore statale Anthony Bouchard, trumpiano d’acciaio. Dopo i brindisi e gli auguri si è scoperto che quando aveva 18 anni mise incinta una ragazzina di 14 anni.

Anthony Gonzalez (wikipedia)

Al secondo post della vendetta di Trump  c’ è Anthony Gonzalez, ex giocatore di Football degli Indianapolis Colts. Censurato dalla dirigenza repubblicana dello Stato per il suo voto, e per le sue velenose dichiarazioni per le bugie di Trump La sua città è Cleveland, in Ohio e in questa città il 26 giugno Donald Trump avrà un megacomizio con i suoi sostenitori per dare l‘appoggio a Max Miller, sfidante repubblicano che punta a strappare la nomina del partito a Gonzalez. Il suo slogan “America First at All Cost” è stato ben accolto dall’ex presidente e per questo a Cleveland, davanti alla sua folla gli darà la sua benedizione.

Tom Rice (wikipedia)

Poi c’è Tom Rice, in South Carolina. Per anni è stato uno stretto collaboratore di Trump: ha votato a favore della costruzione del Muro al confine con il Messico, ha votato i tagli fiscali voluti dall’ex presidente. Ha votato contro il primo impeachment, si è opposto alla certificazione elettorale dello Stato della Pennsylvania, ma il 13 gennaio ha votato per il secondo impeachment di Trump. “Ho giurato sulla Bibbia che avrei rispettato la Costituzione. Ero li, in aula. Quello che ha fatto Trump il 6 gennaio è stato un attacco frontale alla Costituzione. Non posso difenderlo”, afferma al Washington Post. Parole dure che hanno scatenato i fulmini dell’ex presidente che al momento sta vagliando tre possibili candidati per far fuori Tom Rice. Il più interessante è Graham Hallen, ex sergente dell’Army con 12 anni di servizio, spostato, diventato famoso nel mondo dell’estrema destra con “Rant Nation”un suo programma radiofonico trasmesso in podcast. Il suo slogan “Trump ha mostrato al mondo che non devi essere un politico per fare politica” è piaciuto all’ex presidente.

Jaime Herrera Beutler (Wikipedia)

Non si salva nemmeno Jaime Herrera Beutler, dello Stato di Washington. Eletta cinque volte alla Camera dei Rappresentanti, solida paladina dell’ex presidente, è stata sfortunata perchè il 6 gennaio per sfuggire all’assalto si è rifugiata nella stessa stanza dove stava il leader della minoranza repubblicana Kevin McCarthy che al telefono, con voce convulsa, chiedeva a Trump di fermare le violenze. Ha commesso l’errore di postare la sua testimonianza su un tweet che l’ha messa in disgrazia con l’ex presidente che ha scelto come candidato per sostituirla Joe Fox, ex Green Beret, le forze speciali dell’Esercito.

Adam Kinzinger (wikipedia)

Adam Kinzinger è nella lista nera perché oltre ad essere amico e alleato di Liz Cheney è uno dei congressmen più critici di Donald Trump. Ex tenete colonnello pilota dell’Aeronautica, è stato per cinque anni al Comando delle Operazioni per le Forze Speciali prima di entrare in politica. Trump ha scelto Catalina Lauf come sua sfidante la quale però non ha nessuna esperienza politica, ma come qualifica ha “sostenitrice dell’ex presidente”.

Dan Newhouse (wikipedia)

Dan Newhouse è stato anche lui uno dei fedelissimi di Trump fino al 6 gennaio. Dopo l’assalto al Congresso condannò l’ex presidente “che ha suscitato l’ondata di odio scaturita nel tentativo di insurrezione”. Dottorato in economia agraria, è stato il direttore del Dipartimento dell’Agricoltura dello Stato di Washington. Il suo intervento alla Camera dopo l’assalto al Campidoglio in cui affermò che era profondamente deluso dal comportamento dell’ex presidente, ha sucitato l’ira e la scomunica da parte di Trump che ha scelto Loren Culp per sostituirlo. Un particolare curioso lo accomuna a Trump. Alle elezioni passate Culp era il candidato repubblicano per la carica di governatore dello Stato di Washington. Perse malamente contro il democratico Jay Inslee, ma per mesi accusò l’avversario di aver commesso brogli elettorali. Si rivolse al tribunale e, anche nel suo caso, la richiesta di apertura delle indagini venne respinta dal giudice “perchè infondata”.

Fred Upton (wikipedia)

In Michigan Fred Upton che ha duramente condannato il tentativo di insurrezione accusando l’ex presidente di aver incitato la sommossa, venne censurato dal partito repubblicano dello Stato. Per lui ci sono cinque sfidanti nelle primarie, ma nessuno di peso. Upton fa parte del gruppo bipartitico Problem Solvers Caucus che gli dà spessore politico, tanto che Kevin McCarthy che dopo il voto anti-Trump lo voleva emarginare non c’è riuscito.

 

Peter Meijer (wikipedia)

Sempre in Michigan Peter Meijer uno dei primi repubblicani ad accettare la vittoria di Joe Biden alle presidenziali viene sfidato da Audra Johnson conosciuta come “The MAGA Bride”. Ha votato per l’impeachment di Trump e si è scusato con i suoi elettori per la figura antidemocratica dell’ex presidente. Ha un master dalla NY University Stern School of Business. L’azienda familiare Mejir Inc è la più grande per le costruzioni dei centri commerciali negli Stati Uniti. La rivista Fortune la mette al 35mo posto della classifica delle aziende private del Paese. Corteggiato da Kevin McCarthy e Steve Scalise per i suoi contatti con la finanza del Midwest, sarà difficile per Trump trovare un candidato “vero” che lo possa sconfiggere.

David Valadao (wikipedia)

In California David Valadao viene sfidato da Chris Mathys, ex militare, che ha preso parte alla Guerra del Golfo e in Afghanistan. Attualmente è consigliere comunale a Fresno.

Valadao dopo l’attacco al Congresso lanciò pesanti accuse contro Trump e contro i suoi compagni di partito  “che difendendo Trump e accettando per paura le sue bugie  avevano gettato nel disonore il partito repubblicano”.

 

 

 

 

John Katko (Fliker/ Foto New York Air National Guard Senior Airman Duane Morgan)

Ed infine il congressman John Katko che ha votato per l’impeachment di Trump. Avvocato, ex sostituto procuratore federale, è anche il leader repubblicano del Comitato per la Sicurezza Nazionale del Congresso. Con il congressman democratico Bennie Thompson avevano costituito la Commisione bilaterale d’inchiesta per gli incidenti del 6 gennaio. Passata al voto della Camera venne respinta al Senato. Anche lui nella lista nera dell’ex presidente che però fino ad ora non ha scelto uno sfidante per lui.

 

 

 

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