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Vertice USA-Israele: Biden incontra Bennett, al centro del faccia a faccia: l’Iran

Israele chiede di bloccare il programma nucleare e domanda una sponda all'alleato. Sulla Cisgiordania il premier: no a mire annessionistiche

Naftali Bennett al Pentagono, Washington, D.C., Feb. 4, 2020. (DoD photo di Navy Petty Officer 2nd Class James K. Lee)

Il premier israeliano Naftali Bennett si recherà a Washington per incontrare il presidente americano Joe Biden. Al centro del nodo c’è soprattutto il programma nucleare dell’Iran, che Israele chiede di bloccare e sui cui domanda una sponda all’alleato Oltreoceano.

Quanto ai palestinesi, Bennett ha spiegato che non intende annettere la Cisgiordania, come aveva annunciato il suo predecessore Benjamin Netanyahu da Washington un anno e mezzo fa alla presentazione del ‘piano del secolò Usa per il Medio Oriente, ma neanche permettere la costituzione di un loro Stato indipendente.

Il leader nazionalista israeliano, alla sua prima missione all’estero da quando è entrato in carica a maggio, ha spiegato in un’intervista al New York Times, alla vigilia del suo incontro con Biden, che la composizione eterogenea del suo esecutivo non permette iniziative diplomatiche drastiche. “Sono il primo ministro di tutti gli israeliani e quello che faccio ora è trovare compromessi, come possiamo concentrarci su ciò su cui siamo d’accordo”, ha sottolineato. Il governo del cambiamento, che dopo dodici anni ha mandato a casa Netanyahu, è sostenuto da otto partiti che vanno dalla sinistra radicale di Meretz fino alla destra ultranazionalista di Yamina, con l’aggiunta del partito islamista conservatore Ràam, la prima volta per un partito arabo-israeliano.

Nell’intervista Bennett ha confermato che intende continuare a sostenere “la crescita naturale” degli insediamenti ebraici in Cisgiordania e ha ribadito che Gerusalemme resta la capitale indivisibile di Israele ma non ha voluto invece commentare l’intenzione dell’amministrazione Usa di riaprire il consolato a Gerusalemme che si occupava degli affari palestinesi, chiuso da Donald Trump.

La questione centrale che sta a cuore al premier israeliano resta dunque l’Iran, la sua minaccia nucleare e l’espansionismo regionale, temi sui quali intende fare pressioni durante la sua visita a Washington, negli incontri in programma. “Quello che dobbiamo fare, e stiamo facendo, è formare una coalizione regionale di Paesi arabi ragionevoli, insieme a noi, che respinga e blocchi questa espansione e questo desiderio di dominazione” da parte della Repubblica islamica. In un rapporto visionato la scorsa settimana da Reuters, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha affermato che l’Iran ha accelerato l’arricchimento dell’uranio quasi a livello di armi. Ma l’Iran ha sempre negato di aver cercato di realizzare una bomba nucleare.

Rispetto al predecessore Netanyahu – che si scontrò duramente con Barack Obama in merito all’accordo sul nucleare, prima di vivere una luna di miele con Trump – Bennett intende evitare conflitti: “C’è una nuova dimensione qui, trovare nuovi modi per affrontare i problemi, essere molto realistici, molto pragmatici ed essere ragionevoli con gli amici”, ha sottolineato. (AGI)

*** AGGIORNAMENTO: Il vertice USA-Israele è stato rimandato a venerdì a causa dell’emergenza internazionale causata dalle quattro esplosioni all’aeroporto di Kabul.

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