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Biden in NJ e a New York nel Queens accelera contro il cambiamento climatico

Il presidente visita le zone più colpite dall'urgano Ida e ne approfitta per spingere sul Congresso per l'approvazione degli investimenti sulle infrastrutture

Joe Biden in cerca di consensi va in New Jersey e a New York nelle zone allagate dall’Uragano Ida. Solidarietà con gli abitanti delle zone colpite e con le famiglie delle vittime: in New Jersey i morti sono stati 27, a New York 13. Ma anche una iniziativa promozionale per sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulla necessità che la Camera dei Rappresentanti approvi il pacchetto da 3 mila e 500 miliardi di dollari per l’ammodernamento delle infrastrutture. L’uragano Ida è stata la prova per dimostrare la necessità del piano che prevede anche il rafforzamento e la costruzione di argini e dighe (New Orleans è due metri sotto il livello del mare e solo l’anello di dighe e i sistemi di pompe idrauliche tutto intorno la città la mantengono “asciutta”).

Prima sosta a Manville, in New Jersey, una cittadina nella contea di Sommerset lungo il fiume Raritan che negli ultimi anni è straripato più volte. Accolto dal governatore del Garden State Phil Murphy, il presidente accompagnato dal direttore della FEMA, la Protezione Civile, parlando da Hillsborough Township ha sottolineato l’importanza della lotta ai cambiamenti climatici, della biodiversità, delle energie rinnovabili, ma anche degli incendi in California e della desertificazione e della siccità negli Stati del Sud. “Per decenni gli scienziati ci hanno avvertito dei pericoli dei cambiamenti climatici – ha detto il presidente –  ora non c’è più tempo da perdere”. Biden ha dichiarato che Ida e altre tempeste rendono la spesa federale per le infrastrutture una priorità urgente. Il disegno di legge approvato dal Senato ora deve superare il voto alla Camera, che dovrebbe avvenire tra una decina di giorni. Molte le modifiche apportate al piano originariamente presentato, in particolare sul fronte delle risorse messe a disposizione in favore della transizione dell’industria automobilistica verso la mobilità elettrica. E gli ambientalisti già storcono il naso.

Dopo il New Jersey il presidente è andato a New York, a Queens, il borough della metropoli dove ci sono state tredici le vittime, di cui dieci residenti nei seminterrati. In New Jersey la maggior parte delle vittime sono state travolte dalle acque dei fiumi Raritan e Passaic che erano straripati. A Queens, invece le vittime ci sono state per gli appartamenti costruiti illegalmente nelle cantine. Nessuna via di fuga, impianti elettrici fuori norma in questi scantinati trasformati in trappole mortali affittate dai più poveri. Secondo una stima del comune di New York gli appartamenti illegali in città sarebbero circa 50 mila. Secondo la CNN, quest’anno ci sono state più di 8.000 denunce di sospette conversioni illegali. Mentre oltre 11.000 reclami sono stati effettuati nel 2020.

Joe Biden nel Queens

A Woodside con accanto il governatore di New York Kathy Hochul e il sindaco della metropoli Bill De Blasio il presidente ha chiesto al Congresso di approvare un pacchetto di aiuti economici da 24 miliardi di dollari da destinare alle vittime dell’uragano.

Secondo The Hill la Casa Bianca intravede la possibilità di superare l’ondata di critiche dovuta alla gestione del ritiro dall’Afghanistan, spostando l’attenzione sulle questioni di politica interna con riferimento in particolare all’emergenza legata all’uragano Ida, il riaffiorare di tensioni sui diritti civili e la sua agenda economica. Biden si sta preparando per quella che si preannuncia come una dura battaglia tra i partiti per l’approvazione di una legge di spesa da 3.500 miliardi di dollari, contenente misure di sostegno all’economia e alle infrastrutture ma anche incentivi per famiglie, scuole, donne e giovani.

Il presidente ha respinto qualsiasi possibilità di politicizzare la campagna di aiuti a favore delle comunità colpite dalla calamità. “Non c’è niente di politico in questo. Si tratta semplicemente di salvare vite e di curare le persone. E in questo siamo dalla stessa parte”, ha dichiarato durante la sua visita. Ma questo della costante richiesta di aiuti al Congresso sta diventando un’arma nelle mani dell’opposizione. E non solo con il Partito repubblicano. La visione dei Democratici per le infrastrutture punta anche sulla politica sociale e questo rende il suo passaggio tutt’altro che certo. Il presidente Biden avrà bisogno del voto di ogni singolo democratico alla Camera. Si tratta dell’espansione più significativa della rete di sicurezza sociale dai tempi dei programmi per contrastare la povertà negli anni ’60. “Stiamo parlando di assistenza all’infanzia gratuita o a prezzi accessibili in cui nessuno paga più del 7% del proprio reddito; stiamo parlando di programmi per formazione pre universitaria accessibili a molti”, ha affermato al New York Times il deputato democratico Jamaal Bowman di New York, un ex insegnante e preside, vicepresidente del Comitato per l’istruzione e il lavoro della Camera. “Ecco come si costruisce una nazione forte”. Per i repubblicani, che stanno preparando una controffensiva, i piani democratici sono da “Paese socialista”. “Questo piano secondo i repubblicani – scrive l’influente quotidiano di New York – è finanziariamente insostenibile e minerebbe la crescita economica”.

Oggi nei corridoi della Camera dei Rappresentanti gruppetti di parlamentari  discutevano per un finanziamento da mille miliardi di dollari proposto dalla Casa Bianca per evitare la chiusura il 30 di settembre delle attività governative legate alla legge di bilancio. Una mossa della speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, per far continuare i lavori al Congresso anche dopo la scadenza ed evitare i tagli che molti congressman democratici conservatori vorrebbero al disegno di legge.

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