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In Bielorussia fare opposizione è pericoloso: Maria Kolesnikova condannata a 11 anni

La leader e il suo avvocato sono ritenuti colpevoli di attentato alla sicurezza nazionale. L'ira di Bruxelles: "Minsk liberi i prigionieri politici"

Maria Kolesnikova durante l'arresto - Youtube

Una delle figure di maggior spicco dell’opposizione bielorussa, Maria Kolesnikova, è stata condannata a 11 anni di carcere. La notizia è stata comunicata dall’agenzia di stampa statale Belta e confermata dall’opposizione bielorussa.

Tanto lei che il suo avvocato, Maxim Znak – a sua volta condannato a 10 anni di carecere – sono stati accusati di cospirazione per arrivare al potere, di aver organizzato iniziative che attentano alla sicurezza nazionale e di aver dato vita a una formazione estremista.

La 39enne era stata una delle tre donne – insieme alla candidata presidenziale Svetlana Tikhanovskaya e Veronika Tsepkalo – che l’anno scorso aveva guidato le proteste di massa contro la rielezione dell’autoritario presidente Aleksander Lukashenko. Delle tre, lei è l’unica rimasta nel Paese. Tanto Kolesnikova che Znak sono in carcere da undici mesi.

La condanna ha scatenato un coro di critiche dalle cancellerie occidentali. Berlino ha parlato di sentenza “ingiustificabile”, mentre Londra ha chiesto la “fine delle repressioni”. La Ue, dal canto suo, ha condannato “la continua palese mancanza di rispetto da parte del regime di Minsk per i diritti umani e le libertà fondamentali del popolo bielorusso”. Il portavoce del Servizio di azione esterna dell’Ue, Peter Stano, ha ribadito le richieste di Bruxelles per il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri politici in Bielorussia, che ora sono più di 650. (Agi)

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