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Il Texas sta diventando lo stato più conservatore degli Stati Uniti

Limite di sei settimane per interruzione gravidanza, controlli e limitazioni per partecipazione elettorale. I repubblicani mettono sul tavolo tutte le loro carte

di Massimo Basile

Il governatore del Texas Greg Abbott - wikimedia

Per i liberal è diventato ‘The Taliban State”, lo Stato talebano, ma è qualcosa con cui gli Usa dovranno fare i conti.

Dall’approvazione della legge più restrittiva d’America sull’aborto, approvata una settimana fa, a quella che limita il diritto di voto, che oggi è stata firmata dal governatore, il Texas vuole diventare capofila degli stati conservatori, decisi a dare una svolta al Paese. Un anno fa gli analisti politici stavano considerando l’ipotesi che lo Stato passasse ai democratici, adesso il dibattito si è spostato su quanto la destra possa spingersi.

Dall’aborto al diritto di voto, passando dalla liberalizzazione del porto d’armi, il Texas ha messo tutte le carte sul tavolo. Nel mirino c’è, in particolare, la comunità afroamericana, ma le conseguenze coinvolgeranno tutti. Il totale controllo dei repubblicani, che dominano il Congresso e hanno il governatore, Gregg Abbott, sta ponendo le basi per una controrivoluzione conservatrice, che mira a sfidare i principi costituzionali del Paese.

La prima legge ha fissato in sei settimane il tempo massimo entro cui poter procedere all’interruzione di gravidanza, rispetto ai sei mesi stabiliti a livello nazionale dopo la sentenza della Corte Suprema del ’73. A sei settimane molte donne non sanno di essere incinte, ma secondo gli attivisti anti-abortisti è quando si comincia ad avvertire il battito cardiaco del feto.

Una manifestante in Texas – Twitter

Il Texas era già uno dei posti più difficili dove abortire. Secondo il Guttmacher Institute, una no-profit in difesa della libera scelta, tra il 2011 e il 2019 sono state emesse in America 483 leggi che limitano il diritto all’interruzione di gravidanza. In Texas il ricorso all’intervento è diminuito del 25 per cento, tra il 2014 e il 2017.

La legge texana è di essere stata pensata in modo da evitare i ricorsi: il testo potenzia gli individui, affidando a tutti i cittadini, non i funzionari statali, il compito di denunciare un tentativo di aborto. In caso di successo, chi avrà fatto la ‘spia’ verrà premiato con un assegno da 10 mila dollari.

In questo caso, davanti a centinaia o migliaia di casi, fare una causa risulterà più difficile. Secondo quanto ha scritto il Texas Tribune, il giorno prima che la legge diventasse effettiva, una clinica a Fort Worth ha visto presentarsi un centinaio di donne, decise a procedere con l’intervento prima della mezzanotte.

Il passaggio della legge anti aborto nella Camera del Texas – Foto da fb @texasheartbeatbill

Nello stesso periodo in cui i legislatori repubblicani erano impegnati a scrivere questa legge, stavano mettendo a punto uno dei testi più draconiani in tema di diritto di voto. Tra le condizioni per poter votare, l’ufficio elettorale richiederà un controllo mensile che attesti il diritto alla cittadinanza, inoltre autorizza osservatori di partito a muoversi liberamente per i seggi e a denunciare qualsiasi addetto agli scrutini, anche in assenza di prove. Sono drasticamente limitate le possibilità di votare non in persona e assistere le persone anziane e i disabili.

Sebbene le due leggi siano diverse, sono connesse: entrambe colpiscono in gran parte la comunità afroamericana, quella con la più alta percentuale di aborti e di elettori per posta, in maggioranza democratici. (Agi)

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