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Il risultato elettorale in Virginia (e NJ) fa tremare Biden: i democratici troppo divisi

I candidati repubblicani favoriti dalla partecipazione al voto a differenza dei democratici; a Boston la democratica Michelle Wu sarà il primo sindaco donna

New Jersey Governor Phil Murphy - EPA/Peter Foley

Pesante sconfitta per i democratici: in Virginia per la carica di governatore il repubblicano Glenn Youngkin ha sonoramente battuto Terry McAuliffe, ex governatore ed ex presidente del partito democratico. Uno Stato che alle scorse elezioni presidenziali Joe Biden aveva vinto con dieci punti di vantaggio su Trump.

Jack Ciattarelli, candidato repubblicano a governatore del New Jersey (Foto da https://www.jack4nj.com/)

In New Jersey, il governatore Phil Murphy è stato rieletto, battendo di misura il repubblicano Jack Ciattarelli: è il primo democratico dello Stato a ottenere un secondo mandato consecutivo in 44 anni. McAuliffe a giugno aveva 15 punti di vantaggio su Youngkin, mentre Murphy fino alla vigilia veniva dato con un confortevole distacco. In questo Stato Biden ha battuto Trump lo scorso anno con 16 punti di vantaggio. Gli elettori conservatori sono stati più motivati, sono andati in massa a votare. C’è stata un’affluenza straordinaria sia in Virginia che nel New Jersey.

Due elezioni che evidenziano il disimpegno degli elettori democratici ed evidenziano la compattezza dei repubblicani che, in entrambi gli Stati, sono in minoranza. Un fatto che forza ora il partito ad una profonda riflessione. Lo stallo al Congresso, i quotidiani litigi tra le due componenti Dem sulle proposte della Casa Bianca hanno frustrato i democratici e allontanato la frangia degli indipendenti. Ma pesa anche il calo di popolarità del presidente in balìa della lotta interna nel suo stesso partito che non riesce ad implementare le sue promesse elettorali. L’America migliore, garantita da Biden durante la campagna elettorale dello scorso anno, non arriva. Un campanello d’allarme per i democratici che tra un anno si confronteranno con le elezioni di Mid Term e che se non aggiusteranno la rotta rischieranno di perdere la maggioranza a Camera e Senato.

L’ex presidente Donald Trump ha cercato di prendersi la gloria del successo di Youngkin anche se il candidato repubblicano ha sempre cercato di prendere le distanze dall’ex presidente incentrando la sua campagna elettorale sulla riduzione delle tasse e sul miglioramento del sistema scolastico nello stato. L’unico che ancora parlava di Trump era proprio il candidato democratico convinto che denunciare le malefatte dell’ex presidente anziché parlare dei miglioramenti nello Stato facesse più presa sull’elettorato ignorando la massima che gli elettori guardano futuro e ridono del passato.   

A New York Eric Adams è il nuovo sindaco della Big Apple. L’ex capitano della Transit Police ha battuto Curtis Sliwa diventando il secondo sindaco afroamericano della città. “Metteremo New York su una nuova direzione”, ha detto esultando alla vittoria alle urne, che hanno visto anche la scontata vittoria di Alvin Bragg eletto District Attorney di Manhattan che dal primo gennaio erediterà l’indagine sull’ex presidente e sulla Trump Corporation.

A Boston la democratica Michelle Wu sarà il primo sindaco donna e prima asiatica-americana a guidare la città. L’elezione di Wu mostra l’evoluzione sociale di Boston, dove i bianchi sono una minoranza. Anche a Pittsburgh le urne regalano una svolta con l’elezione del primo sindaco afroamericano, Ed Gainey. Dopo aver deciso di candidarsi in seguito alle proteste per la morte di George Floyd, Gainey ha battuto alle urne il repubblicano Tory Moreno. La morte di Floyd non ha invece spinto gli elettori di Minneapolis – teatro della insensata uccisione dell’afroamericano da parte di alcuni agenti – a smantellare il Dipartimento di polizia e sostituirlo con una nuova divisione per la sicurezza pubblica concentrata più sui servizi sociali che alla lotta alla criminalità.

In Florida si è votato per le primarie per il seggio che era detenuto dal democratico Alcee Hastings, scomparso la scorsa primavera. Per il partito repubblicano il candidato vincente è Jason Mariner. Per il partito democratico, invece, c’è una gigantesca confusione. I candidati erano 11. Sheila Cherfilus McCormick ha ottenuto 9 voti in più di Dale Holnes. E’ in corso il riconteggio. Il governatore repubblicano Ron De Santis ha stabilito la data dell’11 gennaio 2022 per le elezioni. I democratici in questa circoscrizione elettorale sono 4 volte di più dei repubblicani.

In Ohio, invece, si è votato per due seggi alla Camera dei Rappresentanti. Shontel Brown, democratica è l’erede della congresswoman Marcia Fudge, nominata da Biden Segretario alle Abitazioni Urbane, mentre il repubblicano Mike Carey è il successore del congressman, suo compagno di partito, Steve Stievers che ha lasciato la Camera per andare a dirigere la Camera di Commercio statale.

Alla Camera la speaker Nancy Pelosi ha annunciato che le ferie e i permessi familiari retribuiti sono stati nuovamente inseriti nella proposta dell’American Family Plan da mille e 750 miliardi di dollari affermando che le preoccupazioni sul loro finanziamento, che erano state avanzate nei giorni scorsi dal senatore democratico Joe Manchin, sono ben spiegate nella stesura del disegno di legge. Da capire ora se il senatore della West Virginia continuerà a mantenere la stessa rigidità bloccando così le promesse di miglioramento fatte da Biden. L’altro senatore “dubbioso”, Kyrsten Sinema, invece avrebbe dato il suo consenso alla modifica voluta da Nancy Pelosi.

Ora con il rientro a Washington del presidente il piano dell’ammodernamento delle infrastrutture e quello del welfare e del clima e dell’ambiente prenderanno la precedenza su tutto.    

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