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I leader di 80 Paesi virtualmente riuniti al Summit per la Democrazia

Politici, industriali, economisti, rappresentanti dei diritti civili insieme per difendere la libertà: Biden finanzia un piano da 424 milioni per proteggerla

“Di fronte alle sfide alla democrazia e ai diritti umani in tutto il mondo, la democrazia ha bisogno di paladini per combattere la corruzione, difendere la libertà di espressione e religiosa, di potersi riunire in assemblea in uno stato di diritto che garantisca le aspirazioni dei propri cittadini” per respingere l’ascesa dell’autoritarismo. Queste le priorità indicate dal presidente Joe Biden che ha aperto questa mattina i lavori virtuali al Summit per la Democrazia al quale hanno preso parte i leader di circa 80 Paesi tradizionali alleati degli Stati Uniti, così come alcuni paesi che hanno tendenze autoritarie – e scarsi risultati in materia di diritti umani – come la Repubblica Democratica del Congo, l’Iraq e il Pakistan. Rilevante il fatto che Russia, Cina, Turchia e Ungheria non siano stati invitati.

Joe Biden riunisce I leader di 80 Paesi del mondo per il Summit per la Democrazia (YouTube)

Riprendendo le conclusioni fatte dai ricercatori dell’International Institute of Democracy and Electoral Assistance il presidente ha detto che “I Paesi democratici stanno sperimentando un declino nell’ultimo decennio, compresi gli Stati Uniti. La sfida del nostro tempo è preservare la democrazia”, il che “non accade casualmente”. Per questo il capo della Casa Bianca ha annunciato la creazione di una ‘Iniziativa presidenziale per il rilancio della democrazia’. Il piano prevede di mettere a disposizione sino a 424,4 milioni di dollari a livello globale per lavorare su cinque aree cruciali per la trasparenza e la responsabilità di chi governa: sostenere i media liberi e indipendenti, combattere la corruzione, sostenere i riformatori democratici, sviluppare la tecnologia per la democrazia, difendere le elezioni libere e giuste e i processi politici per respingere gli autoritarismi.

Un gruppo di manifestanti davanti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite protesta la mattina del 9 dicembre 2021 affinché Biden salvi la democrazia americana (VNY)

Biden ha affermato di volere che il “vertice per la democrazia” inneschi un “anno di azione” per i 110 paesi partecipanti per mantenere gli impegni presi durante i due giorni dell’evento. Come esempio, ha indicato la nuova “strategia contro la corruzione” della sua amministrazione. Propone regole per rendere più difficile per gli attori corrotti creare società di comodo per riciclare denaro o nascondere beni.

Il capo della Casa Bianca ha spezzato una lancia in favore della legislazione sui diritti di voto sostenuta dai democratici – il Freedom to Vote Act e il John Lewis Voting Rights Act – che i repubblicani al Senato hanno bloccato. “Dovremmo rendere facile per le persone votare, non più difficile. E questa rimarrà una priorità per la mia amministrazione”.

Biden ha affermato che “la metà di tutte le democrazie”, compresi gli Stati Uniti, ha registrato un declino dei valori democratici negli ultimi 10 anni portando ad esempio l’assalto al Campidoglio nel tentativo insurrezionale del 6 gennaio.

L’incontro virtuale è il primo di due appuntamenti con un secondo vertice che dovrebbe essere fatto di persona previsto per la fine del prossimo anno alla Casa Bianca. I partecipanti includono attivisti dei diritti umani, gruppi di riflessione, leader politici, dell’industria e dell’economia, sindacali oltre a funzionari governativi.

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