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La prima fase del processo a Ghislaine Maxwell si è conclusa prima del previsto

I pubblici ministeri hanno interrogato 24 testimoni in 10 giorni, tra cui quattro donne che hanno descritto Maxwell come complice dei traffici di Jeffrey Epstein

Protests at the start of the trial of Ghislaine Maxwell - ANSA/EPA/JUSTIN LANE

I giurati sono in camera di consiglio. Finora i colpi di scena non ci sono stati. La fase dibattimentale al processo per traffico sessuale in cui è imputata Ghislaine Maxwell si è concluso prima del previsto e anziché le sei settimane previste le udienze si sono tenute solo per 12 giorni. La difesa ha chiamato otto testimoni. Ieri sera il magistrato ha dato le istruzioni ai 12 giurati che sono rimasti in camera di consiglio solo un’ora per tornare poi questa mattina.

Ghislaine Maxwell – ANSA/RICK BAJORNAS/UN PHOTO

Ghislaine Maxwell, che compie 60 anni il giorno di Natale, è accusata di aver reclutato ragazze adolescenti per Jeffrey Epstein, il defunto multimilionario e suo ex partner, per sfruttarle sessualmente negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Non solo una partecipazione organizzativa per lei, ma anche un ruolo attivo nei festini ai quali avrebbero partecipato personaggi politici e del jet set internazionale. La donna si è dichiarata non colpevole e ha negato qualsiasi coinvolgimento con i crimini sessuali di Epstein.

Nella testimonianza di Larry Visoski, il pilota del “Lolita Express” che così chiamava il jet privato di Epstein, fequesti passeggeri sarebbero stati Bill Gates, l’ex astronauta John Glenn, l’ex senatore George Mitchell, il musicista Itzhak Perlman. Un andirivieni del jet set internazionale, dei ricchi e dei potenti: da Bill Clinton a Donald Trump (che secondo il Miami Herald è salito a bordo dell’aereo sette volte), dal principe Andrea a Kevin Spacey, Naomi Campbel, l’avvocato Alan Dershowitz e l’attore Chris Tucker.

I pubblici ministeri hanno interrogato 24 testimoni in 10 giorni, comprese le quattro vittime elencate nell’accusa contro Maxwell che avevano 14 anni quando sono state molestate da Epstein. Due delle testimoni d’accusa hanno deposto sotto gli pseudonimi “Jane” e “Kate”; una terza, Carolyn, ha usato il suo nome e l’ultima, Annie Farmer, è stata identificata con il suo nome completo. Le donne hanno descritto Maxwell come complice del finanziere sia reclutandole che facilitando e partecipando agli abusi nelle lussuose abitazioni del finanziere. Ricostruendo legami che rivelano i tortuosi e sfarzosi rapporti tra Epstein e Maxwell, mettendo in contrasto la loro vita nel lusso e quella delle giovanissime ragazze vulnerabili, provenienti da famiglie divise o che avevano difficoltà finanziarie, costrette a seguire anche un codice di silenzio imposto sia per loro che per la servitù.

Accuse contro Ghislaine Maxwell per il suo presunto ruolo nello sfruttamento sessuale di più ragazze minori di Jeffrey Epstein a New York, USA, 02 luglio 2020 – ANSA/EPA/JASON SZENES

Su di lei gravano ben sei capi di accusa, tra cui sfruttamento della prostituzione minorile e abusi sessuali perpetrati su minori. Tutte vicende che risalgono al periodo tra il 1994 e il 2004. Se condannata la donna rischia fino a 70 anni di carcere. Nell’aula del tribunale federale di Manhattan oltre all’imputata sono stati presenti a tutte le udienze i suoi quattro fratelli Kevin, Isabel, Ian e Christine. L’accusa non ha dubbi: Ghislaine “sapeva bene quel che stava facendo”, ha affermato il pubblico ministero Alison Moe nella sua requisitoria. Per lei la figlia dell’editore britannico Robert Maxwell proprietario del Daily Mirror morto misteriosamente nel 1991, era di fatto “il braccio destro di Epstein” e svolgeva il ruolo chiave nell’organizzazione criminale del finanziere pedofilo. “Attirava le giovani ragazze in una trappola”, prima creando un clima di confidenza e di intimità, poi con regali costosi ed elargizioni di denaro. “Si partiva dai massaggi e poi, con un’escalation, si passava agli abusi sessuali”.

“Ghislaine Maxwell non è Jeffrey Epstein: è solo una donna innocente accusata erroneamente di crimini che non ha commesso”, ha detto Laura Menninger, l’avvocato difensore, che ha tentato ancora una volta di dissociare la donna dalla figura del finanziere pedofilo, mettendo nuovamente in dubbio la testimonianza delle accusatrici. Una difesa difficile dopo che ai giurati è stato mostrato anche un video che riprende gli agenti che nel 2005 compirono un raid nella villa di Epstein a Palm Beach, in Florida. E le immagini mostrate in aula sono la prova , a dell’intimità tra Epstein e la Maxwell, mostrano le immagini dei due che nudi  nuotano nella piscina.  Ma non solo. Transazioni finanziare evidenziano come la Maxwell per i suoi servizi abbia ricevuto da Epstein più di 30 milioni di dollari tra il 1999 e il 2007.

Ora spetta ai dodici giurati decidere se anche lei è stata “usata” dal finanziere morto o, se invece, era la sua complice.

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