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Polonia, presidente Duda pone il veto a legge sui media criticata dagli USA

Il capo di Stato ha bloccato un ddl promosso dalla destra nazionalista che avrebbe colpito un canale TV di proprietà statunitense. Soddisfazione di Washington

President of Poland Andrzej Duda speaks during the unveiling of the monument of late President Lech Kaczyński. Unveiling of the monument at President Lech Kaczyński (Kancelaria Sejmu, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons)

Il presidente polacco Andrzej Duda ha posto il veto presidenziale su un progetto di legge che avrebbe imposto al network TV statunitense Discovery di cedere la sua quota di controllo nell’emittente indipendente polacca TVN. La bozza legislativa, sostenuta dalla destra nazional-conservatrice del PiS, prevedeva infatti il divieto per qualsiasi entità commerciale esterna allo Spazio economico europeo di possedere una partecipazione azionaria superiore al 49% in qualsiasi azienda mediatica del Paese centro-europeo.

In una conferenza stampa tenutasi lunedì al Palazzo presidenziale di Varsavia, Duda ha giustificato la sua scelta: “La maggioranza dei miei concittadini (…) non vuole altri scontri, e il mio compito come presidente è di agire in modo tale da evitare questi scontri“. Il riferimento è soprattutto agli Stati Uniti, che avevano fortemente criticato il progetto di legge attraverso Bix Aliu, l’incaricato d’affari dell’ambasciata USA a Varsavia.

Ad impensierire Washington non solo l’impatto della legge sulla libertà di stampa e sul pluralismo, ma anche il coinvolgimento di un gigante a stelle e strisce come Discovery. Attraverso una sussidiaria con sede nei Paesi Bassi, la società newyorkese è infatti azionista di controllo di TVN, il principale network televisivo indipendente polacco che trasmette il canale all-news TVN24 (spesso critico nei confronti del Governo del primo ministro Mateusz Morawiecki).

Il PiS ha ripetutamente affermato che la legge avrebbe impedito ad attori esterni di inquinare il dibattito pubblico interno o riciclare denaro sporco. Il ddl aveva iniziato il suo iter parlamentare lo scorso agosto al Sejm (camera bassa) su proposta del PiS, ma sembrava essere naufragato al Senato, dove la destra è in minoranza. Tuttavia, nell’ultimo mese il partito di governo lo ha rimesso in carreggiata, prima che ad intervenire sulla questione fosse il capo di Stato.

Pur dicendosi favorevole a misure per limitare l’influenza di società estere sui media polacchi, il presidente ha chiarito che la legge non dovrebbe avere effetto retroattivo. “Se non manteniamo gli accordi con gli altri, gli altri non manterranno i loro accordi con noi“, ha detto Duda, consapevole del fondamentale ruolo che Washington gioca nella sicurezza nazionale di Varsavia.

Immediata la reazione dell’ambasciata statunitense, che attraverso Aliu ha ringraziato Duda per il suo “impegno a favore dei valori democratici comuni e per aver protetto il clima di investimento in Polonia“. Grande soddisfazione è stata espressa anche da Discovery: “Ringraziamo il presidente per aver fatto la cosa giusta e per aver difeso i valori democratici fondamentali della stampa libera e dello Stato di diritto“.

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